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Cucina

Come Macinare la Carne

La carne macinata (o macinato di carne) è un ingrediente molto utilizzato in cucina, che trova facilmente impiego in diverse preparazioni, si possono ad esempio preparare degli hamburger, delle polpette, il ragù alla bolognese, la moussakà, si possono farcire melanzane, zucchine, patate etc.. da cuocere poi al forno… insomma si tratta di qualcosa di appetitoso che acquistiamo normalmente per le nostre pietanze. Talvolta però può capitare di non disporne in un determinato momento, nonostante si desidera preparare una determinata ricetta che preveda appunto il macinate. Non abbiamo voglia di uscire ad acquistarne e nessuno vuol uscire al posto nostro? niente paura! non dovrete rinunciare ai vostri manicaretti se avete in casa qualche pezzo di carne. Vediamo insieme allora come macinare la carne.

Il metodo migliore per macinare la carne in casa consiste nell’ utilizzare gli appositi robot di cucina che sono dotati o di speciali mixer adatti a tritare anche la carne, o degli accessori specifici per tritatare la carne, la quale passa attraverso le maglie di un apposito disco. Se non avete il robot da cucina, in alternativa, potreste utilizzare il frullatore, a patto che sia abbastanza potente, ma in questo caso, sappiate che il risultato ottenuto, sarà di un composto piuttosto cremoso, rispetto al macinato di carne, come siamo abituati ad intenderlo. Questo composto a base di carne così ottenuto è particolarmente indicato per la preparazione di polpette o per farlo mangiare ai bambini. Se la carne che avete a disposizione è poca e/o comunque preferite del macinato di carne meno raffinato, tagliato più grossolanamente, possiamo farlo anche con il coltello, a patto che sia molto affilato. Poggiate quindi la carne su di un tagliere ed eseguite dei tagli paralleli con dei movimenti oscillanti, prima in un verso, poi roteate il tagliere e ripetete lo stesso movimento dell’ altro lato.

 

Casa

Recensione Deumidificatore Duracraft DD-TEC10E

Il deumidificatore Duracraft DD-TEC10E è il prodotto che abbiamo avuto la possibilità di provare oggi e dobbiamo ammettere che non ha nulla da invidiare ai prodotti delle marche più blasonate in commercio. L’aspetto è molto semplice e spartano, non ha particolari fronzoli e rifiniture di pregio, tuttavia non è brutto da vedere anzi le sue forme squadrate e nette danno un senso di sicurezza e di professionalità.

Le dimensioni di questo deumidificazione sono nella media, infatti misura 32,5 cm x 22,5 cm x 48, paragonabile con i prodotti più diffusi, come è possibile vedere in questa guida su Deumidificatoreok.com, non è quindi molto ingombrante ed è molto semplice trovargli un posto all’interno di una stanza senza che ci intralci più di tanto.
Il peso anche è nella media, con i suoi 13 chilogrammi è molto semplice da spostare, grazie anche alla pratica maniglia ergonomica per il trasporto e 4 ruote di cui il Duracraft DD-TEC10E è dotato e che ne facilitano il trascinamento.
La capacità di assorbire l’umidità è di circa 10 litri ogni 24 ore, ovviamente nei casi in cui ci sia molta umidità nell’aria, questo rende il Duracraft DD-TEC10E un prodotto adatto a deumidificare stanze di medie dimensioni, diciamo di circa fino a 20 o anche 25 metri quadrati senza particolari problemi.

Il Duracraft DD-TEC10E è il diretto concorrente del DeLonghi Tasciugo DEM 10, in quanto la potenza di deumidificazione è pressoché la stessa.
Sulla scheda tecnica i consumi indicati sono di circa 300 watt, ma con nostro grande piacere abbiamo potuto appurare che i consumi effettivi, almeno durante le nostre prove, hanno di poco superato i 200 watt, quindi possiamo dire che alla fin fine il Duracraft DD-TEC10E non consuma poi così tanta energia come temevamo.
La tanica per la raccolta dell’acqua ci è sembrata idonea alla potenza di deumdificazione, grazie alla sua capienza di quasi 3 litri (2,9 per l’esattezza).
Il rumore del motore si attesta intorno ai 43 decibel, nella media quindi, però abbiamo notato che la scocca esterna non è assemblata con criterio, e durante il funzionamento, vibra fastidiosamente, aggiungendo altro rumore a quello nominale dichiarato nella scheda tecnica.
Il deumidificatore Duracraft DD-TEC10E non si fa mancare proprio niente, infatti ha moltissime funzioni ed automatismi utili: ad esempio quando la tanica di raccolta è piena, se nessuno provvede a svuotarla, si spegne automaticamente, onde evitare di far traboccare l’acqua dal serbatoio. È comunque possibile collegare il Duracraft DD-TEC10E ad uno scarico diretto oppure direttamente all’esterno per evitare la noia di dover stare sempre a controllare lo stato del serbatoio.
La regolazione delle varie impostazioni è davvero semplice ed intuitiva, in quanto tutte le opzioni sono direttamente accessibili da pannello di comandi posti in alto, potete inoltre impostare il tasso di umidità che volete che l’ambiente mantenga e al resto penserà a tutto il Duracraft DD-TEC10E, grazie al sensore incorporato che gli permetterà di tenere sempre sotto controllo la percentuale di umidità presente nell’aria.

Il Duracraft DD-TEC10E è veramente un prodotto valido, ottimo per i piccoli ambienti e per asciugare la biancheria. È molto economico e compatto e tutto sommato anche esteticamente non è per niente male. Consigliamo questo prodotto, a meno che non vi serva un deumidificatore per la camera da letto, che magari vogliate tenere acceso anche di notte. In questo caso non consigliamo il Duracraft DD-TEC10E, per i problemi di rumorosità di cui abbiamo accennato durante la recensione. Per il resto non abbiamo trovat nessun difetto evidente per questo modello, è affidabile ed efficiente e svolge il suo lavoro esattamente come fanno altri deumidificatori di marche molto più famose.

Fai da Te

Come Rivestire una Parete in Finta Pietra

Se apprezzi il fai da te ti piacerebbe realizzare alcune creazioni, come per esempio creare una fantastica parete di pietre finte, con questo articolo ti posso dare delle facili indicazioni che ti permetteranno di affrontare questa bellissima e particolare esperienza. Anche se in partenza questa realizzazione ti può apparire un’impresa complicata, voglio assicurarti che invece contrariamente a quello che puoi pensare è davvero facile! La tua parete, oltre a garantire un bellissimo effetto realistico, darà stile ed eleganza alla tua casa. Il finto rivestimento che avrai realizzato si adatta alle più varie esigenze. Infatti lo puoi mettere sia negli gli ambienti esterni che in quelli interni. Ovviamente la scelta del luogo determina anche quali materiali conviene usare: ad esempio per l’interno sono più indicate le pietre a base di gesso, mentre le pietre in terra cotta, in cemento o in pietra ricostruita sono da preferire per un utilizzo esterno.

La realizzazione di questa parete è piuttosto semplice. Naturalmente diventa tutto più facile avendo un minimo di manualità, poi basta un poco di impegno e buona volontà e vedrai che risultato. Fatta questa premessa non perdiamo altro tempo. Segui passo passo le mie indicazioni e i miei consigli e vedrai cosa sei in grado di fare con le tue mani, il risultato finale sarà piacevolmente inaspettato ed esaltante, la tua finta parete sarà un piccolo capolavoro.

Occorrente
Pietre finte
isolante (opzionale)
livella o corda
spatola dentellata
collante
pennello a setole dure
Una volta recuperato tutto l’occorrente vediamo come procedere nel posare le pietre, differenziando se si tratta di una parete interna o esterna. Ricordiamo, come descritto in precedenza, che l’utilizzo dei materiali è differente al seconda del tipo di parete. Inizamo con la parete esterna, per la quale è preferibile utilizzare pietre in terra cotta, in cemento o in pietra ricostruita.

Come rivestire una parete esterna
Per il rivestimento esterno è opportuno utilizzare una colla resistente al gelo (collante e rasante) da applicarsi su una rete di supporto posata su uno strato di cemento da esterni. Successivamente la prima cosa da fare per la posa delle pietre finte è quella di rendere liscio e pulito il muro. È consigliabile umidificare leggermente il muro in maniera da consentire un’aderenza perfetta al rivestimento.
Questa operazione preliminare è indispensabile perché se il muro è in brutte condizioni, bisogna operare una restaurazione dello stesso. Successivamente bisogna dividere la parete per linee orizzontali. Queste devono essere distanziate in base alla misura del rivestimento. È preferibile usare una livella oppure uno spago, dipende dalla vastità della superficie che si vuole rivestire. Bisogna poi considerare eventuali porte o finestre che interrompono la linea del disegno.

Come rivestire una parete interna
Per rivestire una parete interna devi spalmare la apposita colla usando una spatola dentellata sulla parete. Se la parete non fosse ben levigata è meglio usare una colla pastosa (non più di 10 millimetri di spessore). È importante spalmare la colla gradualmente e non in un’unica mano. Adesso procedi dall’alto verso il basso facendo aderire le pietre alla superficie che hai spalmato in precedenza con la colla.
Per completare il lavoro devi riempire tutte le fughe con una malta: da applicare con una sorta di sac à poche, simile a quella che usano i pasticcieri. Per concludere devi rifinire il tutto con un pennello a setole dure, un listello o anche con le dita (magari usa un guanto) in modo da eliminare residui di malta in più e compattare la malta nelle fughe. Dopo un paio d’ore, dovrai eliminare le eventuali sbavature. Ed ecco la tua parete di pietre finte di cui potrai andare orgoglioso a lungo.

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Quali Sono le Caratteristiche Principali delle Conifere

le conifere sono d’immensa importanza ecologica: sono le piante che dominano in vastissime aree, in particolare nelle foreste boreali dell’emisfero settentrionale, ma anche in climi simili sulle montagne delle zone più meridionali. La foresta di conifere è una associazione di alberi sempreverdi come di pini, abeti, larici; in questa però non mancano alberi con foglie caduche come betulle, salici, pioppi.

Morfologia
Il nome conifera significa “portatrice di coni” che sarebbero poi le “pigne”. Piante di norma abituate a climi montani (ma talvolta adattate anche sulle rocce del mediterraneo), hanno aghi al posto delle foglie, sviluppati come difesa dalla disidratazione o dalle condizioni ambientali estreme.
Le foglie di molte conifere sono aghi lunghi e sottili, ma altri hanno foglie piatte a scaglie triangolari. Le conifere di solito sono piante monoiche, ma alcune sono sottodioiche o dioiche. I semi delle conifere si sviluppano in un cono protettivo chiamato strobilo. Gli strobili impiegano dai quattro mesi ai tre anni per raggiungere la maturità e possono variare da 2 mm a 600 mm in lunghezza.

Particolarità
Molte conifere producono resine profumate, secrete per proteggersi da insetti e funghi. La resina fossilizzata si trasforma in ambra.
Le foglie possono servire come criterio di riconoscimento per le piante.

Proviamo a fare un esempio con le Conifere.
La premessa importante è che tale criterio è valido solo per le piante adulte, infatti, molte conifere possiedono due tipi di aghi distinti a seconda della fase di svuiluppo.

Le foglie sono molto diverse ma rispondono al criterio generale di risparmio dell’evaporazione. Più comuni sono le foglie ad aghi, che possono variare per la lunghezza, per il colore e sopratutto, per la modalità di inserzione sul ramo.
Foglie aghiformi riunite da una guaina comune e inserite sul ramo in gruppi di 2, 3, 5: Pini, Abies
Foglie aghiformi raggruppate a mazzetti e inserite all’estremità di piccoli rami legnosi: Cedro e Larice.
Foglie lineari inserite sul ramo isolatamente: Taxus
Foglie a piccole squame dispostea embrice sul ramo: Cupressus
Foglie a grandi squame fortemente imbricate tra loro e disposte a spirale intorno al ramo: Araucaria
Foglie a lamina larga a ventaglio, pur con una nervatura del tutto diversa da quella delle latifoglie: Ginkgo biloba.

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Come Allenare la Forza Senza Utilizzare i Pesi

Se volete allenarvi a casa ma non avete i pesi e la giusta attrezzatura, niente paura! Seguendo i nostri consigli vi proponiamo dei semplici esercizi da fare al posto di andare in palestra o quando si ha del tempo libero. Vediamo allora come allenarsi senza pesi né attrezzi a casa vostra. Siate sicuri che avete con voi un cronometro, una sedia e il pavimento morbido, magari appoggiandoci sopra un telo da bagno che sostituisce il classico tappetino.

Prima di cominciare ad allenarvi cominciate a scaldarvi con qualche minuto di jumping jack ossia saltellare divaricando contemporaneamente gambe e braccia. Il primo esercizio che vi proponiamo è il classico squat. Posizionatevi davanti la sedia con gambe divaricate, schiena diritta, petto in fuori, sedere all’insù e scendete in modo verticale rispetto al pavimento. Fermatevi quando sentite che sfiorate la sedia e ritornate su. Ripetete l’esercizio per circa trenta secondi prima di passare a quello successivo. Servitevi del cronometro per tenere sotto controllo il tempo. Un altro esercizio da fare sono le flessioni. Se non riuscite ad eseguire questo tipo di esercizio fate le flessioni facilitate. In pratica sono la stessa cosa di quelle classiche ma al posto di tenere le gambe stese con solo le punte dei piedi appoggiate, piegate le ginocchia e i polpacci rivolti verso l’alto. L’esercizio successivo da eseguire sono i classici addominali. Magari potete alternare questi classici con gli obliqui o i laterali. Fate anche di questi un allenamento di circa trenta secondi. Proseguite con altri trenta secondi di affondi frontali. A gambe alternate scendete giù con le ginocchia fino a sfiorare il pavimento. Le gambe dovranno formare un angolo di novanta gradi. Un ultimo esercizio di questo circuito di allenamento senza pesi è dedicato alla parte superiore del corpo, i lip. Posizionatevi davanti alla sedia con appoggiate sopra solamente le braccia. Il sedere con le cosce dovranno essere paralleli al pavimento. A questo punto scendete con il sedere verticalmente al pavimento.

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Chi l’ha detto che avere una piscina in casa sia solo un piacere? Certo possederla è una gran fortuna e un privilegio, di questi tempi. Ma oltre all’aspetto economico, anche le operazioni di pulizia della nostra piscina possono darci parecchie noie.

Pulire una piscina richiede impegno e preparazione: senza le giuste dritte, vi ritroverete spesso a fare i conti con problemi di igiene non così semplici da risolvere. Vediamo insieme come pulire la piscina di casa nel modo più semplice ed efficace, utilizzando i giusti accorgimenti che ci faranno risparmiare tempo ed energie.

Innanzitutto, ogni sera e al termine della bella stagione, ricordatevi di vestire la vostra piscina con le apposite coperture isolanti. Manterrete l’acqua della giusta temperatura ed eviterete il giorno dopo di andare a caccia di sporcizia come foglie, insetti e agenti esterni di vario genere. Se per coprire la vostra piscina utilizzate un telone in PVC, per pulirlo periodicamente può bastare una soluzione di acqua, detersivo neutro e aceto. Una volta asciutto, spolveratelo di borotalco, così farete meno fatica nel rimuoverlo successivamente, senza correre il rischio di strapparlo.

In caso di resti animali o vegetali in superficie, munitevi di un retino dalla rete stretta e a manico lungo, soluzione low cost che vi permetterà di risolvere le pulizie quotidiane.

Risulta essere fondamentale verificare ogni settimana lo stato di pulizia del filtro della vostra pompa e i valori del cloro e del Ph dell’acqua. Ricordatevi anche di utilizzare una piccola concentrazione di antialghe, azioni che insieme al monitoraggio della temperatura dell’acqua e dei livelli già citati vi aiuteranno a tenere igienizzati anche il fondo e le pareti della piscina.

Se invece avete a che fare con una piscina da pulire da cima a fondo sulle superfici, avete due possibilità: svuotarla completamente ed attaccare lo sporco con un pulitore ad alta pressione, oppure utilizzare strumenti professionali, come spazzole aspiratrici e pulitori idraulici, che possono svolgere la loro funzione restando tranquillamente immersi in acqua. Per non parlare dei robot, da attivare e lasciar lavorare in totale relax: minimo sforzo, massimo risultato!
Per pulire ed igienizzare la piscina in modo sicuro ed efficace il più delle volte servono prodotti specifici. Per esempio, un disinfettante idroalcolico pronto all’uso indicato per una rapida ed efficace disinfezione di tutte le superfici lavabili, materiali, attrezzature e strumentario in genere. Spruzzatelo su di un panno, passatelo e lasciate asciugare. Se l’area da trattare è estesa, spruzzatelo direttamente sulla superficie con l’apposito nebulizzatore e lasciatelo agire per almeno 15 minuti.

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Cuticola delle Foglie – Funzione

L’epidermide della foglia è solitamente costituita da uno strato di cellule appiattite, prive di spazi liberi fra loro e ricoperte da uno strato di sostanza impermeabile “cutina” detta cuticola.
Le cellule che formano lo strato più esterno dei vegetali – l’epidermide – sono vive. Nel caso degli alberi l’epidermide, che deve assecondare l’accrescimento in spessore del tronco, viene ricoperta da tessuti di protezione, come il sughero.

Per evitare che perdano l’acqua contenuta nel loro interno e siano protette dagli agenti chimici, le pareti cellulari delle cellule a contatto con l’ambiente sono impregnate di cutina. Si tratta di una sostanza formata da una miscela di esteri di acidi grassi, simile alle cere, ed è molto simile, in composizione, alla suberina, la sostanza che abbonda nelle cellule del sughero.

La cutina in parte si infiltra tra le lamelle di cellulosa della parete e in parte si stende sulla superficie esterna dell’epidermide, dove crea la sottile pellicola impermeabile che prende il nome di cuticola.

Questo rivestimento protegge tutte le cellule epidermiche della pianta, tranne quelle delle radici, e s’ interrompe solo dove si aprono gli stomi.

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Come Allenare le Spalle

Delle spalle larghe, forti e muscolose rappresentano un canone estetico maschile molto desiderabile, i mass media infatti, sempre più spesso propongono immagini di uomini palestrati e di donne molto toniche ed in forma. Se anche voi desiderate potenziare per bene questa zona, per migliorare la vostra forma fisica in maniera armonica, vediamo insieme come allenare le spalle:

Per allenare le spalle e quindi in particolare i muscoli deltoidi è importante procedere in maniera graduale, soprattutto se siete fuori allenamento, un allenamento eccessivo e/o repentino infatti, oltre a non offrire i risultati sperati, rischierebbe anche di farvi fare male, preferite quindi un allenamento leggero ma costante e duraturo nel tempo. Cominciate il vostro allenamento sempre con dell’ attività preliminare di tipo aerobico, per almeno un quarto d’ ora del vostro tempo a disposizione. Subito dopo eseguite qualche esercizio di stretching, per stendere la muscolatura e poi dedicatevi all’ allenamento vero e proprio. Utilizzate l’ apposita panca regolando lo schienale a 90°, sedetevici sopra, tenendo le ginocchia unite tra loro, poi portate il bilanciere ( con un carico adeguato al vostro livello di allenamento) al petto, stendete le braccia e portatelo sopra la testa, poi flettete le braccia e fate scendere il bilanciere fino alla base del collo. Ora potrete spingere l’ attrezzo verso l’ alto e distendere le braccia. Per avere una certa utilità questo esercizio andrebbe eseguito almeno per tre serie da 20 ripetizioni, poi man mano potrete aumentare il numero di ripetizioni o il carico da utilizzare. Un altro esercizio molto utile per l’ allenamento delle spalle e delle braccia sono le classiche flessioni, che potranno essere eseguite anche con le gambe piegate in caso di scarso allenamento, l’ ideale sarebbe eseguirne tre serie da 10 ripetizioni almeno, per poi aumentare gradualmente.

Fai da Te

Come Preparare un Detergente al Grano Saraceno

Per chi, come me, avesse spesso problemi di pelle sensibile ai detergenti, al sole, ai profumi e quant’altro, consiglio un detergente che nulla ha a che vedere col sapone ma che pulisce benissimo la pelle e la lascia morbidissima.
Ricordate i consigli per essere fresche in estate? E i rimedi naturali doposole?
Oggi propongo un rimedio per la pelle, ideale per l’estate.
Si tratta di un lavaggio fatto con farina molto fine di grano saraceno e acqua davvero molto semplice e facile da preparare.
Ma vediamo insieme come procedere, seguendo la ricetta da tratta dal libro ‘Cosmesi naturale pratica’ di Francesca Marotta, disponibile anche nell’edizione I libri di Gaia.

Ingrediente unico
farina di grano saraceno

Preparazione
Polverizzate la farina di grano saraceno nel macinacaffè elettrico.
Passatela poi in un setaccio a maglie finissime. Una zuccheriera con beccuccio dosatore è il modo più semplice per tenerla a portata di mano, pronta per l’uso.
Si conserva per circa tre mesi.

Utilizzo
Per lavarvi basterà bagnarvi e sfregare per qualche minuto la farina su tutto il corpo, formando una crema, e risciacquarvi bene. Risulterete perfettamente puliti e la vostra pelle sarà morbidissima senza seccarsi.
I rimasugli di farina passata al setaccio non si buttano: possono essere utilizzati per cucinare, mescolati alla polenta o nelle minestre.

Cucina

Come Preparare Couscous alle Verdure

Iniziamo la settimana proponendovi un piatto nutriente e semplice, in una delle preparazioni più diffuse: il couscous alle verdure.

Il couscous altro non è che la granella di frumento duro, lo potete trovare anche come ‘cuscus’ o dall’arabo magrebino – dov’è originario questo alimento – ‘kuskusu’.

Ricco di fibre, il couscous contiene anche carboidrati, proteine, amido, vitamine del gruppo B, vitamina A, e minerali come potassio, fosforo, magnesio e calcio. Infine avendo circa il 3% di lipidi è indubbiamente un alimento sano, spesso inserito nei regimi alimentari per ridurre l’apporto di grassi, saziando.
L’aggiunta delle verdure arricchisce questa ricetta rendendolo a tutti gli effetti un piatto unico completo, specialmente d’estate.

Ingredienti
2 zucchine
1 porro
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 scatola di ceci
couscous
olio, vino bianco da cucina
sale o dado

Preparazione
Pulire le verdure con cura, tagliarle a dadini molto piccoli. Pulire il porro e affettarlo sottilmente. Mettere il tutto in una pentola larga e scottare in olio caldo. Girare bene, aggiungere il vino bianco e proseguire la cottura per circa 10 minuti.
Sciacquare i ceci e aggiungerli alle verdure in cottura.
Nel frattempo mettere a bollire acqua salata in un pentolino. Spegnere il pentolino al bollore, aggiungere due giri di olio e versare il couscous. Far riposare il couscous due minuti, aggiungere se necessario altro olio.
Unire il couscous alle verdure nella pentola larga, far saltare un minuti gli ingredienti e servire.

Suggerimento
Per aromatizzare questa ricetta, potete aggiungere nel pentolino dove si cuoce il couscous, zafferano o curry: se vi piacciono queste spezie, potrete sbizzarrirvi con le dosi variando così il sapore di questo piatto.