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Come Scegliere le Piante Ornamentali per Ufficio

Coltivare le piante può essere considerata una vera e propria terapia, che aiuta a liberarci dai ritmi vorticosi della vita quotidiana rilassandoci e godendo del contatto diretto con la natura. Non a caso le piante ornamentali sono una presenza importante anche negli uffici dove, oltre a dare un tocco di verde che non guasta mai, molto spesso fungono anche da protezione contro le radiazioni elettromagnetiche e più in generale dagli effetti nocivi del cosiddetto inquinamento domestico. Senza contare che, secondo recenti studi scientifici, avere una pianta in vasi da giardino nel posto di lavoro ha effetti positivi sul benessere e sulla riduzione dello stress.

Vediamo quindi quali piante e fiori scegliere per la propria scrivania. Bisogna infatti considerare che non tutte le piante ornamentali comunemente presenti nel nostro spazio verde sono adatte a vivere anche al chiuso, a maggior ragione se l’ambiente non ha una sufficiente illuminazione e umidità. Tra le specie più gettonate c’è senz’altro il Ficus Benjamina, una perenne sempreverde di origine tropicale che si presenta come un piccolo alberello dotato di una chioma rigogliosa. Queste piante ornamentali sono anche molto utili perché aiutano a filtrare agenti inquinanti come la formaldeide, il tricloroetilene e il benzene. In alternativa è possibile optare per la felce di Boston, la kentia o la pachira (conosciuta anche come Bombaco). Quest’ultima si distingue per il caratteristico tronco intrecciato e dalla chioma tondeggiante composta da foglie di colore verde brillante; necessita di molta luce anche se non sopporta l’esposizione diretta ai raggi solari.

Richiedono invece poco spazio gli esemplari di photos, adatti anche a chi non ha il pollice verde. Non necessitano di molta luce, sono robuste e proteggono dagli effetti nocivi della formaldeide. Per dare un tocco di colore all’ambiente si può invece optare per le gardenie, che nel corso della bella stagione producono fiori bianchi molto profumati.

Tra le specie di dimensioni ridotte troviamo poi le piante grasse, molte delle quali nella stagione estiva producono dei delicati fiori dai colori sgargianti. E sempre per chi cerca un tocco di esotico una buona scelta è il bamboo, una piccola e simpatica palma che oltretutto rappresenta un filtro naturale contro benzene, tricloroetilene e formaldeide. Infine per proteggersi dalle radiazioni elettromagnetiche di computer ed altri dispositivi tecnologici si può scegliere la Kalankoe.

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Recensione Ellittica Toorx Erx-90

Chi non ha tempo o voglia di uscire ma vuole mantenersi in esercizio, punta spesso all’acquisto di un oggetto da mettere in casa e che assolva al compito. Un tempo la cyclette era l’apparecchio che faceva bella mostra di sé nelle abitazioni di molti, ora il suo posto sembra essere stato preso da un attrezzo più versatile e capace di coinvolgere più parti del corpo e fasce muscolari.

Dalla forma simile a una cyclette, l’ellittica lavora però con un movimento dei pedali diverso, seguendo un percorso che le fa compiere un ellissi, da cui il nome. A questo lavoro di gambe si somma l’attività delle braccia, con un livello di intensità e resistenza modificabile secondo il tipo di attrezzo. Vi consigliamo di capire in primo luogo di quanto spazio disponete in casa, eviterete spiacevoli sorprese e non dovrete lasciare la vostra ellittica parcheggiata in salone per mancanza di un luogo adeguato in cui sistemarla.
Il computer è la parte centrale e il nucleo fondamentale attraverso cui personalizzare la propria esperienza di allenamento: dal menu, che dovrebbe essere quanto mai intuitivo e di facile consultazione, si possono modificare la resistenza dei pedali e la minore o maggiore durezza delle maniglie. Il basso costo è un’opzione percorribile specialmente in quei modelli con un’elettronica non troppo sofisticata.
Negli apparecchi di fascia medio/alta sono presenti spesso una resistenza elettromagnetica e una parte motorizzata su cui l’utente può agire tramite comandi elettronici così da modificare in tempo reale l’allenamento. Se siete decisi a scovare la migliore ellittica queste sono le voci da appuntarsi e su cui non transigere. Per stare ancora più tranquilli è buona norma confrontare e consultare i pareri di chi sta già utilizzando lo strumento: così potrete farvi un’idea dei punti vincenti e della qualità costruttiva, grazie a chi già si è messo al lavoro.

Vediamo quindi più nel dettaglio l’ellittica Toorx Erx-90.

Le varie recensioni presenti in rete sono accomunate da una nota positiva comune: l’oggetto una volta arrivato non ha presentato particolari difficoltà nel montaggio, aspetto questo molto gradito ai più. Trattandosi poi di un attrezzo ginnico dotato di un computer di bordo e dalle dimensioni non proprio contenute, la semplicità nell’assemblare le varie parti spicca come una positività da non trascurare. Istruzioni chiare consentono a chiunque di unire e assemblare le parti in tempi brevi e iniziare ad allenarsi.
La qualità dei materiali e la robustezza del corpo macchina sono gli altri due aspetti che in tanti hanno apprezzato a montaggio completato e durante le prime sedute. La plastica rigida e il display ricco di opzioni e informazioni sulla sessione in corso, si vanno ad aggiungere ai pro che l’attrezzo restituisce allenamento dopo allenamento.
Lo strumento dispone di un sistema di frenaggio magnetico che agisce sul volano nella zona dei pedali: questa funzione consente a chi sta esercitandosi di modificare elettronicamente lo sforzo. In questo modo si può cambiare in tempo reale la durezza dell’allenamento, senza doversi fermare per stringere o allentare una manopola, agendo solo sul menù presente sul display Lcd a disposizione. È possibile scegliere tra un ventaglio di 16 differenti regolazioni; un numero decisamente alto per tutte le esigenze e gli appassionati delle sfide.
Il poggiapiede è regolabile su tre differenti posizioni, un’altra opzione che può fare la gioia di chi pensa di condividere l’ellittica con altri membri della famiglia e ideale per sportivi con corporatura e altezza diverse.
L’ellittica dispone di un computer di bordo che consente di monitorare la frequenza cardiaca e di poter scegliere il tipo di allenamento a disposizione. L’elaboratore ha la possibilità di fornirvi un quadro completo della qualità e della quantità del vostro allenamento, È composto da un display Lcd retroilluminato per una visione ottimale anche con poca luce. Le dimensioni sono tali da consentire una lettura pratica di quanto riportato su schermo mentre ci si sta allenando. Vi basterà la pressione di un tasto per spostarvi da un programma all’altro.
Il menù è intuitivo e alla portata di tutti, un’opzione in più che rende agevole l’allenamento anche per chi non è troppo pratico con queste cose ma ama tenere sotto osservazione i progressi e le piccole vittorie dopo ogni seduta, calorie bruciate e tempistiche incluse.

Principale vantaggio
Una buona qualità costruttiva e numerosi programmi di allenamento a disposizione dell’utente determinano la ricchezza dell’offerta dell’ellittica Toorx.

Principale svantaggio
Il prezzo non troppo contenuto potrebbe essere un problema se la spesa preventivata per l’acquisto è molto inferiore.

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Cosa Vedere a Bruxelles in Due Giorni

Bruxelles è una città elegante da esplorare per un paio di giorni. A Bruxelles potrete assaggiare l’autentica cucina belga composta da una grande dose giornaliera di cioccolato e birra . Bruxelles è multilingue (francese e olandese) e quasi un terzo dei suoi abitanti non sono belga. Inoltre potrete visitare le più belle e particolari attrazioni come ad esempio: il Grand Place, il Musical Instruments Museum e molte altre attrazioni che vi faranno rimanere a bocca aperta.

Manneken Pis
Molte persone viaggiano da ogni parte del mondo per vedere la scultura del bambino disegnata da Jerome Duquesnoy urinare nella vasca della fontana. Ci sono molte leggende sulla storia del bambino.

Musical Instruments Museum
Se vi piace la musica, questo è un museo molto affascinante per trascorrere una mattina o pomeriggio. Questa struttura dispone di 1.200 strumenti meccanici ed elettrici da tutto il mondo, cornamuse scozzesi, tamburi a fessura africane e una collezione di strumenti tradizionali. L’edificio inoltre ha una splendida vista sulla città.

Grand Place
La Grand Place è la più popolare attrazione turistica di Bruxelles, questa piazza è il cuore di Bruxelles ed è circondata da edifici pubblici e privati tra cui il Palazzo Comunale, il Breadhouse ed un bellissimo giardino di fiori, il cui design cambia ogni 2 anni. Grand Palace è stato anche dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 1998. La Grand Place è a pochi passi da molte delle principali attrazioni della città, tra cui la cattedrale Cattedrale di San Michele e Santa Gudula e la statua Manneken Pis.

Mini Europa Bruxelle
La Mini Europa è un parco a tema, che si trova a nord del centro di Bruxelles. In questo parco potrete ammirare un modello in scala dell’Europa con i più belli monumenti tra cui La Torre di Pisa, la Plaza de Toros di Siviglia, il Big Ben, la Torre Eiffel e molti altri luoghi riprodotti in scala. In un solo giorno, si possono vedere più di 300 delle migliori attrazioni Europee.

Il Museo Horta
Se apprezzate l’arte questo posto va messo in cima alle cose da visitare a Bruxelles. Il Museo Horta è la casa del padre del movimento Art Nouveau, Victor Horta. L’edificio è stato costruito per se stesso nel 1890 ed è un vero esempio di uno stile architettonico particolare.
Museo Horta

Birreria Cantillon
Una visita al quanto particolare che potrete fare a Bruxelle è quella della Birreria Cantillon, dove con l’acquisto di un biglietto potrete vedere il processo di fabbricazione della birra belga. I mesi più adatti per la visita vanno da aprile a ottobre poiché la birra viene prodotta in questo periodo. Durante il tour imparerete a conoscere il processo di fermentazione e degustazione della birra stessa.

Cucina

Quali Tipi di Lievito si Utilizzano per Fare il Pane

Per poter4 panificare si possono utilizzare molti tipo di lievito che sono facilmente reperibili in commercio, di seguito una elencazione con una serie di consigli sull’utilizzo.

PASTA MADRE
La pasta madre, detto anche lievito madre, è il primo tipo di lievito utilizzato fin dall’antichità per la panificazione. E’ possibile preparare in casa la propria pasta madre che può essere impiegata in sostituzione del lievito di birra ma che comporta, però, un certo impegno perchè periodicamente deve essere rinfrescata. Può essere utilizzata per alimenti a lunga lievitazione (pane, pizza, focaccia) ma anche dolci (brioche, ecc.)

LIEVITO DI BIRRA FRESCO
Risulta essere un tipo di lievito facilmente reperibile in commercio e viene normalmente venduto in piccoli panetti che sono conservati in frigorifero. Il lievito di birra permette di accelerare la lievitazione e quindi, solitamente, quando l’impasto raddoppia di volume si considera correttamente lievitato. Può essere utilizzato disciolto in poca acqua tiepida oppure sbriciolato nella farina dell’impasto.
Il nome è dovuto al fatto che è creato da microrganismi unicellulari che provengono dalla produzione della birra. Normalmente un panetto da 25 gr viene utilizzato per far lievitare 500 gr di farina (anche se riesce a far lievitare anche 1 kg di farina).
Il lievito di birra deve essere assolutamente essere conservato in frigorifero e consumato entro la data di scadenza; è utilizzato per pane, pizze e dolci.

LIEVITO DI BIRRA SECCO
Il lievito di birra secco viene normalmente venduto in bustine fuori dal banco frigo, consente una lievitazione molto rapida dell’impasto. Una bustina da 7 gr corrisponde ad un panetto di lievito di birra fresco da 25 gr e consente anch’esso la lievitazione di 500 gr di farina. Il lievito di birra secco deve essere utilizzato sciogliendolo in poca acqua tiepida prima di essere unito all’impasto.

Fai da Te

Come Decorare le Spazzole con il Decoupage

Con l’arrivo della Primavera si ha voglia di rinnovare non solo il guardaroba facendo shopping, ma di rallegrare ogni angolo della casa con piante, fiori e oggetti carini che ci ricordino che il bel tempo è alle porte. Io ho pensato di fare una piccola cosa per ravvivare il bagno senza fare modifiche strutturali o sostanziali, anzi…

Ho comprato delle nuove spazzole per capelli e ho avuto l’idea di farle diventare oggetti decorativi oltre che utili. Sono due, una grande rettangolare e una piccola ovale: ho iniziato con quella più grande e ho utilizzato diverse tecniche, quella ormai conosciutissima del découpage, lo stencil, lo spruzzo di colore e un soffio di polvere d’oro.

Per prima cosa, essendo di un materiale sintetico tipo plastica, ho passato una mano di aggrappante che si trova facilmente in ogni ferramenta o grande magazzino di bricolage, poi l’ho dipinta con i colori acrilici. Il colore di fondo è un rosa pallidissimo, ottenuto mischiando il bianco con una goccia di carminio e di giallo canarino. Con le forbicine da ricamo e con il cutter, ho ritagliato la figura di una fatina delle fragole stampata su una carta molto sottile (per il ritaglio ho utilizzato un tagliere in materiale sintetico, duro e che non si rovina), e per applicarla prima l’ho bagnata e poi asciugata con un foglio di scottex, per farle assorbire meglio il collante.

Quindi ho passato con un pennello sul retro della figura una colla apposita, ma si può usare anche normale colla vinilica diluita con acqua (3 parti di colla e una di acqua). Ho applicato con delicatezza la fatina nello spazio che avevo stabilito spennellando anche la parte superiore con la colla, attraverso un pennellino leggero che serve anche a non far formare bolle d’aria.

Sul manico ho fatto con lo stencil una decorazione in tema con la fatina scelta. Per darle un tocco più originale ho spruzzato con un pennello un po’ di color carminio qua e là formando delle striature e dei puntini e con la colla ancora fresca ho soffiato un po’ di polverina dorata. Ho passato la colla su tutta la superficie e poi ho dato una mano di finitura lucida all’acqua. Ora sto preparando quella più piccola, ho già dato il colore di fondo e “sporcato” i bordi con acrilico oro. Dovendo fare completo con l’altra, mi divertirò a cercare nella mia collezione di carte da découpage la figura giusta! Una cosa è certa, faranno un figurone sulla console di legno scuro del mio bagno.

Cucina

Come Preparare il Pane all’Aglio

In questa guida spieghiamo come preparare il pane all’aglio.

La ricetta prevede l’utilizzo del normale forno ma ovviamente può essere adattata per la macchina del pane se si utilizza questo tipo di elettrodomestico.

Per il preimpasto
farina 00, 50 gr
lievito di birra secco, mezzo cucchiaino
acqua, 3 cucchiai
latte, 1 cucchiaio

Per l’impasto:
farina di segale, 350 gr
farina 00, 100 gr
acqua, 350 ml
lievito di birra secco, 1 cucchianino e mezzo
aglio schiacciato e triatato, 1 cucchiaino
sale, 2 cucchiaini

Preparare il preimpasto facendo scioglierei il lievito nell’acqua, lasciare attivare 5 minuti poi incorporare la farina e il latte. Impastare, mettere in un contenitore ricoperto di pellicola e lasciare riposare per 12/18 ore a temperatura ambiente.

Preparare la pasta sciogliendo il lievito in 250 ml di acqua, setacciare le due farine e formare una fontana, al centro mettere il lievito ed il lievito sciolto nell’acqua fino a formare una pastella, incorporare il resto della farina fino a quanto la pasta sarà omogenea. Mettere in una ciotola, coprire con la pellicola e lasciare riposare per 12/18 ore.

Riprendere la pasta, salare e aggiungere l’aglio schiacciato e tritato con l’apposito attrezzo. Lavorare nuovamente e formare una pagnotta che dovrà essere depositata sulla placca del forno. Cospargere di farina e con un coltello molto affilato fare dei tagli a rete, coprire e lasciare lievitare per 90 minuti.

Infornare in forno caldo a 200° e cuocere questo pane di campagna all’aglio per 65/70 minuti.

Casa

Come Utilizzare l’Asciugatrice Correttamente

L’asciugatrice è un elettrodomestico ancora poco diffuso in Italia ma davvero utile soprattutto nella stagione invernale, quando c’ è poco sole a disposizione e quando piove. L’ asciugatrice è particolarmente utile anche per chi vive in città particolarmente umide dove gli indumenti si asciugano meno facilmente; inoltre vi sono dei condomini che per non rovinare l’ estetica del palazzo, non consentono che si appendano indumenti fuori alle abitazioni e non tutti chiaramente in casa hanno lo spazio necessario per accogliere uno stendino pieno di indumenti, vediamo allora come usare l’ asciugatrice:

In commercio potrete trovare vari modelli di asciugatrici, ciascuno di essi con le sue istruzioni specifiche, inoltre possono essere semplicemente asciugatrici oppure delle “lavasciuga”, vale a dire lavatrici ed asciugatrici in un unico modello. Il consiglio è quello di preferire i modelli a pompa di calore, che consumano meno delle asciugatrici tradizionali. Indipendentemente dal modello che decidete di acquistare, ricordate che prima di attivare la funzione di asciugatura i panni devono essere prima centrifugati, per rimuovere l’ eccesso di acqua. L’ asciugatrice oltre ad asciugare i vostri capi in maniera delicata (contrariamente a quello che erroneamente si sente dire), ridurrà al minimo il rischio di pieghe, difficili poi da stirare. Pertanto se da un lato spenderete di più in elettricità per asciugare, dall’ altro risparmierete perché stirerete meno o per nulla.

Il carico dei panni da inserire nell’ asciugatrice dovrà essere differenziato in base ai tessuti, infatti alcuni asciugano prima, altri dopo, evitate di mescolare indumenti di tipologie di stoffa diverse. Se dopo l’ asciugatura intendete comunque stirare evitate di impostare un ciclo che asciughi eccessivamente gli indumenti seccandoli, meglio che mantengano un certo grado di umidità. Evitate anche di riempire eccessivamente il cestello altrimenti gli indumenti si stropicceranno troppo.

La temperatura da impostare dovrà essere scelta in base al tessuto e alla tipologia di bottoni, stemmi ed applicazioni varie, infatti anche se un tessuto è resistente e ben sopporterebbe eventuali temperature alte magari i bottoni sono in plastica e potrebbero ammorbidirsi o addirittura sciogliersi.

Fai da Te

Come Lavare Indumenti di Lana Senza Rovinarli

La lana è un tessuto molto delicato, spesso nel lavarla si finisce per rovinarla. Nella guida che vi propongo oggi potrete trovare tutte le indicazioni utili per procedere al lavaggio degli indumenti di lana senza correre il rischio di rovinarla.

Lavate la lana in acqua tiepida con il detersivo adatto o con sapone a scaglie. Immergete il capo da lavare nell’acqua e premetelo delicatamente tra le mani, senza strofinare o torcere per evitare che la lana si infeltrisca. Sciacquate subito e molto bene, usando acqua alla stessa temperatura, sempre per evitare l’infeltrimento causato sia dagli sbalzi di temperatura sia dai residui di sapone. Non alzate gli indumenti di lana da un solo lembo perché il peso dell’acqua li può sformare. La lana irrestringibile è molto delicata. È consigliabile lavarla a mano e fare il risciacquo in lavatrice senza strizzarla.

Aggiungete all’acqua dell’ultimo risciacquo un cucchiaio di aceto o di bicarbonato per rendere la lana morbida e ravvivarne i colori. Non strizzate ma arrotolate l’indumento in un asciugamano di spugna e premete con le mani in modo che l’acqua venga assorbita dalla spugna. La lana mista a fibra sintetica si può lavare in lavatrice.

Se la lana è infeltrita tentate di recuperarla immergendola per 24 ore in acqua fredda con un cucchiaio di ammoniaca per ogni litro, oppure lasciatela un paio d’ore in acqua fredda a cui avrete aggiunto un quarto di latte per ogni litro. Se la lana risulta ingiallita, lasciatela a bagno per 24 ore in acqua con il succo di due limoni per ogni litro oppure con un cucchiaio di acqua ossigenata ogni tre litri. Per ravvivare i colori della lana lasciala a bagno in acqua a cui avrai aggiunto un cucchiaio di bicarbonato o un bicchiere di aceto.

Cucina

Come Preparare Focaccia con Pomodorini e Capperi

Preparare una focaccia in casa non è mai stato così semplice: bastano pochi ingredienti e il gioco è fatto. Che ne dite, oggi prepariamo una bella focaccia da mangiare per merenda?

Ingredienti
350 grammi di farina manitoba
1 panetto di lievito di birra fresco
mezzo cucchiaino di zucchero
mezzo cucchiaio di sale fino
1 patata lessa
pomodorini
capperi
timo
olio extra vergine di oliva.

Preparazione
In una tazza sciogliete il panetto di lievito di birra fresco con 100 ml di acqua tiepida e con mezzo cucchiaino di zucchero. Coprite con un panno e lasciate riposare per 15 minuti. Nel frattempo prendete una ciotola e disponete a fontana la farina manitoba miscelata con mezzo cucchiaio di sale fino.

Versateci al centro il lievito sciolto e iniziate ad impastare aggiungendo acqua tiepida. Potete impastare a mano oppure usare un robot. Dopo qualche minuto aggiungete la patata lessa schiacciata, continuate ad impastare fino a quando non otterrete un impasto elastico e compatto. Praticate una croce con un coltello e fate riposare il tutto per due orette in un posto tiepido.

Prendete due teglie e oliatele.

Dividete l’impasto a metà e stendetelo nella teglia con le mani senza mattarello. Fate delle fossette con i polpastrelli delle dita.

Ora tocca al condimento: tagliate i pomodorini a pezzetti e disponeteli sulla focaccia, aggiungendo capperi oppure olive (largo alla fantasia) e completate con timo o origano.

Potete anche solo spennellare la focaccia con olio e sale.

Fate riposare per altri 30 minuti, dopodiché infornate a 190 gradi per circa 30/35 minuti (il forno dovrà essere già caldo quando infornerete il tutto).

Buona merenda.

 

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Come Idratare la Pelle con Cera d’Api e Olio d’Oliva

Della serie “Piccoli segreti di bellezza: tanta resa e poco sforzo” oggi vi parlo della cera d’api.

Prima di partire per il mare ho trovato sul banchetto di un mercatino che frequento a Roma, dei panetti invitanti.

Sembravano saponi e allora mi son fermata a chiedere delucidazioni.

La proprietaria del banco mi ha illustrato le proprietà della cera d’api, unita all’olio di oliva, prodotti entrambi da agricoltura biologica.

Questo panetto, che ha la consistenza del sapone, ma può essere facilmente sciolto con il calore delle mani ha infatti potere idratante, emolliente e cicatrizzante. Viene addirittura utilizzato per curare le ragadi al seno, visto che è anche naturale al 100% e non ha effetti collaterali se ingerito in piccolissime dosi da un neonato che allatta.

Inoltre è protettivo per screpolature, irritazioni, arrossamenti e piccole lacerazioni, sia nella prevenzione che nella cura.

Quando l’ho comprato l’ho fatto pensando ai miei piedi che stavano uscendo dal letargo e dalle scarpe chiuse.

Se non adeguatamente curati, i miei talloni tendono a prendere una strada indipendente. Decidono di mutare in tartarughe.

Le doti quasi magiche di questo panetto di cera d’api e olio d’oliva mi ha fatto subito pensare che potesse fare al caso dei miei talloni. E infatti già dalla prima applicazione ho potuto constatare uno straordinario potere idratante.

Se poi vi capita di avere proprio delle spaccature questa crema dovrebbe anche cicatrizzare e quindi nutrire la zona. Da applicare anche più volte al giorno in quantità e mettendo poi un calzino affinché la crema si assorba meglio e continui a nutrire.

Io l’ho trovata ottima e l’ho utilizzata anche sui gomiti. Non perché al momento abbia necessità di sorta, ma perché il gesto di stendere un po’ di crema in quelle zone è una di quelle piccole eredità di bellezza che ho ricevuto da mia nonna, la mamma di mia madre, che usava invece del limone, semplicemente.