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Come Coltivare il Ricino

Sta per arrivare la primavera ed è questo il momento migliore per seminare diverse piante da giardino come ad esempio i ricini. Noti soprattutto per l’olio che si ricava dai loro semi, in realtà sono anche delle piante ornamentali dall’aspetto molto particolare, perfette per realizzare aiuole e bordure: presentano infatti grandi foglie digitate rosso porpora o verde scuro. Possono raggiungere i 2 metri di altezza e durante la stagione estiva producono prima dei fiori raggruppati in grappoli e poi dei frutti rotondi e spinosi di colore rosso.

Perché la semina delle piante sia fruttuosa è necessario lasciare a bagno i semi per un giorno prima di piantarli. Si possono piantare sia in piena terra che in vasi da giardino di circa 9 cm di diametro: in quest’ultimo caso i contenitori andranno lasciati in un ambiente caldo e luminoso e dopo 2-3 settimane le piantine andranno trasferite in vasi un po’ più grandi e poste all’aperto in modo che si irrobustiscano. Infine si potranno mettere a dimora a maggio.

Il substrato ideale è dato da un terreno fertile e ben drenato, ricco di azoto e potassio; inoltre queste piante ornamentali vanno posizionate preferibilmente in pieno sole o in penombra. Si consiglia di innaffiare le piante con moderazione, sospendendo del tutto durante la stagione fredda. Poi, con l’arrivo della primavera, si potrà applicare del concime organico.

Queste piante da giardino sono utilizzate in fitoterapia per le proprietà dei semi che tuttavia, è bene ricordarlo, se non trattati adeguatamente prima di essere assunti a scopo terapeutico possono risultare tossici. L’olio da essi estratto contiene acido ricinoleico, dal noto effetto purgante, ma che viene impiegato anche per la cura dei capelli e per la preparazione di prodotti di bellezza.

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Come Capire se l’Acqua Minerale è Leggera

Torniamo a parlare di acque minerali, presentandovi la nostra nuova speciale guida alle acque minerali più leggere (con il residuo fisso più basso) disponibili nel nostro Paese. Come noto, il Residuo Fisso determina la leggerezza di un’acqua minerale, nello specifico, consiste nella quantità di sostanze inorganiche presenti nell’acqua ed è normalmente espresso in milligrammi per litro: si ottiene facendo evaporare l’acqua a 100 °C, con successiva essicazione a 180 °C.

Grazie al valore ottenuto, le acque vengono successivamente classificate in “minimamente mineralizzate” (residuo fisso inferiore/uguale a 50 mg/l), “oligominerali” (50-500 mg/l), “medio minerali” (501-1.500 mg/l) e “ricche di sali minerali” (superiore a 1.500 mg/l). Quelle maggiormente commercializzate in Italia, sono quelle Oligominerali, che rappresentano circa il 50% di tutte quelle in commercio. Le acque ‘minimamente mineralizzate‘ sono per lo più consigliate perchè favoriscono la diuresi e indicate per chi ha problemi di calcoli renali. Le ‘oligominerali‘, grazie al ridotto contenuto di sali minerali, favoriscono la diuresi e contengono livelli bassi di sodio. Le acque ‘minerali‘ hanno applicazioni diverse a seconda del tipo di sostanze disciolte in essa (bicarbonato, calcio, magnesio.. ) e normalmente non devono essere bevute in quantità eccessive (fino ad un litro al giorno) alternandole poi con acqua oligominerale. Le acque ‘ricche in sali minerali‘ ) vengono assunte principalmente a scopo curativo e in molti casi sono vendute in farmacia, ma spesso anche nei supermercati.

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Come Scegliere le Piante Ornamentali per Ufficio

Coltivare le piante può essere considerata una vera e propria terapia, che aiuta a liberarci dai ritmi vorticosi della vita quotidiana rilassandoci e godendo del contatto diretto con la natura. Non a caso le piante ornamentali sono una presenza importante anche negli uffici dove, oltre a dare un tocco di verde che non guasta mai, molto spesso fungono anche da protezione contro le radiazioni elettromagnetiche e più in generale dagli effetti nocivi del cosiddetto inquinamento domestico. Senza contare che, secondo recenti studi scientifici, avere una pianta in vasi da giardino nel posto di lavoro ha effetti positivi sul benessere e sulla riduzione dello stress.

Vediamo quindi quali piante e fiori scegliere per la propria scrivania. Bisogna infatti considerare che non tutte le piante ornamentali comunemente presenti nel nostro spazio verde sono adatte a vivere anche al chiuso, a maggior ragione se l’ambiente non ha una sufficiente illuminazione e umidità. Tra le specie più gettonate c’è senz’altro il Ficus Benjamina, una perenne sempreverde di origine tropicale che si presenta come un piccolo alberello dotato di una chioma rigogliosa. Queste piante ornamentali sono anche molto utili perché aiutano a filtrare agenti inquinanti come la formaldeide, il tricloroetilene e il benzene. In alternativa è possibile optare per la felce di Boston, la kentia o la pachira (conosciuta anche come Bombaco). Quest’ultima si distingue per il caratteristico tronco intrecciato e dalla chioma tondeggiante composta da foglie di colore verde brillante; necessita di molta luce anche se non sopporta l’esposizione diretta ai raggi solari.

Richiedono invece poco spazio gli esemplari di photos, adatti anche a chi non ha il pollice verde. Non necessitano di molta luce, sono robuste e proteggono dagli effetti nocivi della formaldeide. Per dare un tocco di colore all’ambiente si può invece optare per le gardenie, che nel corso della bella stagione producono fiori bianchi molto profumati.

Tra le specie di dimensioni ridotte troviamo poi le piante grasse, molte delle quali nella stagione estiva producono dei delicati fiori dai colori sgargianti. E sempre per chi cerca un tocco di esotico una buona scelta è il bamboo, una piccola e simpatica palma che oltretutto rappresenta un filtro naturale contro benzene, tricloroetilene e formaldeide. Infine per proteggersi dalle radiazioni elettromagnetiche di computer ed altri dispositivi tecnologici si può scegliere la Kalankoe.

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Recensione Ellittica Toorx Erx-90

Chi non ha tempo o voglia di uscire ma vuole mantenersi in esercizio, punta spesso all’acquisto di un oggetto da mettere in casa e che assolva al compito. Un tempo la cyclette era l’apparecchio che faceva bella mostra di sé nelle abitazioni di molti, ora il suo posto sembra essere stato preso da un attrezzo più versatile e capace di coinvolgere più parti del corpo e fasce muscolari.

Dalla forma simile a una cyclette, l’ellittica lavora però con un movimento dei pedali diverso, seguendo un percorso che le fa compiere un ellissi, da cui il nome. A questo lavoro di gambe si somma l’attività delle braccia, con un livello di intensità e resistenza modificabile secondo il tipo di attrezzo. Vi consigliamo di capire in primo luogo di quanto spazio disponete in casa, eviterete spiacevoli sorprese e non dovrete lasciare la vostra ellittica parcheggiata in salone per mancanza di un luogo adeguato in cui sistemarla.
Il computer è la parte centrale e il nucleo fondamentale attraverso cui personalizzare la propria esperienza di allenamento: dal menu, che dovrebbe essere quanto mai intuitivo e di facile consultazione, si possono modificare la resistenza dei pedali e la minore o maggiore durezza delle maniglie. Il basso costo è un’opzione percorribile specialmente in quei modelli con un’elettronica non troppo sofisticata.
Negli apparecchi di fascia medio/alta sono presenti spesso una resistenza elettromagnetica e una parte motorizzata su cui l’utente può agire tramite comandi elettronici così da modificare in tempo reale l’allenamento. Se siete decisi a scovare la migliore ellittica queste sono le voci da appuntarsi e su cui non transigere. Per stare ancora più tranquilli è buona norma confrontare e consultare i pareri di chi sta già utilizzando lo strumento: così potrete farvi un’idea dei punti vincenti e della qualità costruttiva, grazie a chi già si è messo al lavoro.

Vediamo quindi più nel dettaglio l’ellittica Toorx Erx-90.

Le varie recensioni presenti in rete sono accomunate da una nota positiva comune: l’oggetto una volta arrivato non ha presentato particolari difficoltà nel montaggio, aspetto questo molto gradito ai più. Trattandosi poi di un attrezzo ginnico dotato di un computer di bordo e dalle dimensioni non proprio contenute, la semplicità nell’assemblare le varie parti spicca come una positività da non trascurare. Istruzioni chiare consentono a chiunque di unire e assemblare le parti in tempi brevi e iniziare ad allenarsi.
La qualità dei materiali e la robustezza del corpo macchina sono gli altri due aspetti che in tanti hanno apprezzato a montaggio completato e durante le prime sedute. La plastica rigida e il display ricco di opzioni e informazioni sulla sessione in corso, si vanno ad aggiungere ai pro che l’attrezzo restituisce allenamento dopo allenamento.
Lo strumento dispone di un sistema di frenaggio magnetico che agisce sul volano nella zona dei pedali: questa funzione consente a chi sta esercitandosi di modificare elettronicamente lo sforzo. In questo modo si può cambiare in tempo reale la durezza dell’allenamento, senza doversi fermare per stringere o allentare una manopola, agendo solo sul menù presente sul display Lcd a disposizione. È possibile scegliere tra un ventaglio di 16 differenti regolazioni; un numero decisamente alto per tutte le esigenze e gli appassionati delle sfide.
Il poggiapiede è regolabile su tre differenti posizioni, un’altra opzione che può fare la gioia di chi pensa di condividere l’ellittica con altri membri della famiglia e ideale per sportivi con corporatura e altezza diverse.
L’ellittica dispone di un computer di bordo che consente di monitorare la frequenza cardiaca e di poter scegliere il tipo di allenamento a disposizione. L’elaboratore ha la possibilità di fornirvi un quadro completo della qualità e della quantità del vostro allenamento, È composto da un display Lcd retroilluminato per una visione ottimale anche con poca luce. Le dimensioni sono tali da consentire una lettura pratica di quanto riportato su schermo mentre ci si sta allenando. Vi basterà la pressione di un tasto per spostarvi da un programma all’altro.
Il menù è intuitivo e alla portata di tutti, un’opzione in più che rende agevole l’allenamento anche per chi non è troppo pratico con queste cose ma ama tenere sotto osservazione i progressi e le piccole vittorie dopo ogni seduta, calorie bruciate e tempistiche incluse.

Principale vantaggio
Una buona qualità costruttiva e numerosi programmi di allenamento a disposizione dell’utente determinano la ricchezza dell’offerta dell’ellittica Toorx.

Principale svantaggio
Il prezzo non troppo contenuto potrebbe essere un problema se la spesa preventivata per l’acquisto è molto inferiore.

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Cosa Vedere a Bruxelles in Due Giorni

Bruxelles è una città elegante da esplorare per un paio di giorni. A Bruxelles potrete assaggiare l’autentica cucina belga composta da una grande dose giornaliera di cioccolato e birra . Bruxelles è multilingue (francese e olandese) e quasi un terzo dei suoi abitanti non sono belga. Inoltre potrete visitare le più belle e particolari attrazioni come ad esempio: il Grand Place, il Musical Instruments Museum e molte altre attrazioni che vi faranno rimanere a bocca aperta.

Manneken Pis
Molte persone viaggiano da ogni parte del mondo per vedere la scultura del bambino disegnata da Jerome Duquesnoy urinare nella vasca della fontana. Ci sono molte leggende sulla storia del bambino.

Musical Instruments Museum
Se vi piace la musica, questo è un museo molto affascinante per trascorrere una mattina o pomeriggio. Questa struttura dispone di 1.200 strumenti meccanici ed elettrici da tutto il mondo, cornamuse scozzesi, tamburi a fessura africane e una collezione di strumenti tradizionali. L’edificio inoltre ha una splendida vista sulla città.

Grand Place
La Grand Place è la più popolare attrazione turistica di Bruxelles, questa piazza è il cuore di Bruxelles ed è circondata da edifici pubblici e privati tra cui il Palazzo Comunale, il Breadhouse ed un bellissimo giardino di fiori, il cui design cambia ogni 2 anni. Grand Palace è stato anche dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 1998. La Grand Place è a pochi passi da molte delle principali attrazioni della città, tra cui la cattedrale Cattedrale di San Michele e Santa Gudula e la statua Manneken Pis.

Mini Europa Bruxelle
La Mini Europa è un parco a tema, che si trova a nord del centro di Bruxelles. In questo parco potrete ammirare un modello in scala dell’Europa con i più belli monumenti tra cui La Torre di Pisa, la Plaza de Toros di Siviglia, il Big Ben, la Torre Eiffel e molti altri luoghi riprodotti in scala. In un solo giorno, si possono vedere più di 300 delle migliori attrazioni Europee.

Il Museo Horta
Se apprezzate l’arte questo posto va messo in cima alle cose da visitare a Bruxelles. Il Museo Horta è la casa del padre del movimento Art Nouveau, Victor Horta. L’edificio è stato costruito per se stesso nel 1890 ed è un vero esempio di uno stile architettonico particolare.
Museo Horta

Birreria Cantillon
Una visita al quanto particolare che potrete fare a Bruxelle è quella della Birreria Cantillon, dove con l’acquisto di un biglietto potrete vedere il processo di fabbricazione della birra belga. I mesi più adatti per la visita vanno da aprile a ottobre poiché la birra viene prodotta in questo periodo. Durante il tour imparerete a conoscere il processo di fermentazione e degustazione della birra stessa.

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Della serie “Piccoli segreti di bellezza: tanta resa e poco sforzo” oggi vi parlo della cera d’api.

Prima di partire per il mare ho trovato sul banchetto di un mercatino che frequento a Roma, dei panetti invitanti.

Sembravano saponi e allora mi son fermata a chiedere delucidazioni.

La proprietaria del banco mi ha illustrato le proprietà della cera d’api, unita all’olio di oliva, prodotti entrambi da agricoltura biologica.

Questo panetto, che ha la consistenza del sapone, ma può essere facilmente sciolto con il calore delle mani ha infatti potere idratante, emolliente e cicatrizzante. Viene addirittura utilizzato per curare le ragadi al seno, visto che è anche naturale al 100% e non ha effetti collaterali se ingerito in piccolissime dosi da un neonato che allatta.

Inoltre è protettivo per screpolature, irritazioni, arrossamenti e piccole lacerazioni, sia nella prevenzione che nella cura.

Quando l’ho comprato l’ho fatto pensando ai miei piedi che stavano uscendo dal letargo e dalle scarpe chiuse.

Se non adeguatamente curati, i miei talloni tendono a prendere una strada indipendente. Decidono di mutare in tartarughe.

Le doti quasi magiche di questo panetto di cera d’api e olio d’oliva mi ha fatto subito pensare che potesse fare al caso dei miei talloni. E infatti già dalla prima applicazione ho potuto constatare uno straordinario potere idratante.

Se poi vi capita di avere proprio delle spaccature questa crema dovrebbe anche cicatrizzare e quindi nutrire la zona. Da applicare anche più volte al giorno in quantità e mettendo poi un calzino affinché la crema si assorba meglio e continui a nutrire.

Io l’ho trovata ottima e l’ho utilizzata anche sui gomiti. Non perché al momento abbia necessità di sorta, ma perché il gesto di stendere un po’ di crema in quelle zone è una di quelle piccole eredità di bellezza che ho ricevuto da mia nonna, la mamma di mia madre, che usava invece del limone, semplicemente.

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Ci sono molte attrazioni da visitare a Budapest, potrete rilassarvi nelle terme, visitare musei e opere d’arte nella Galleria Nazionale Ungherese, potrete passeggiare sulle banchine del Danubio o comprendere al meglio la storia di Budapest presso Castle Hill.

Museo di Belle Arti
Il Museo di Belle Arti è la più importante galleria d’arte di Budapest, dove potrete trascorrere una giornata piacevole tra un infinità di quadri e sculture. L’edificio ospita una vasta collezione di opere di antichi maestri Europei tra cui El Greco e Holbein.

Galleria Nazionale Ungherese
la Galleria Nazionale Ungherese è situata nel Castello di Buda ed è stata fondata nel fondata nel 1802. Potrete ammirare la sua arte già dal suo massiccio portico, un monumento divenuto famoso grazie al poeta ungherese János Arany. Nei giardini della galleria sono esposti numerosi busti di personaggi famosi. Potrete visitare, inoltre, molte mostre che comprendono armi storiche ungheresi e turche e per gli appassionati di musica, c’è una mostra dedicata al pianoforte di Beethoven.

Castle Hill
Le mura del castello e le strade acciottolate conferiscono un’atmosfera medievale. Le automobili sono proibite, quindi dovrete camminare o prendere mezzi pubblici. Su questa collina troverete molti tra i più importanti monumenti medievali di Budapest. L’attrazione principale del luogo è il Castello di Buda o noto anche come Palazzo Reale, che si trova sulla punta meridionale del quartiere. Potrete anche visitare il Bastione del Pescatore, costruito nel Medioevo dai pescatori locali e la chiesa di Chiesa di Mattia.

Promenade del Danubio
Ci sono molti luoghi per godere della vista del Danubio, il fiume che percorre Budapest. Uno dei migliori modi per apprezzare a pieno la sua bellezza è quello di passeggiare sulle sue banchine. Sulle rive del Danubio troverete le “Scarpe sulle rive del Danubio” che è un’opera di Can Togay realizzata con Gyula Pauer. La scultura comprende una serie di 60 paia di scarpe in acciaio che commemorano gli Ebrei.

Parlamento Ungherese
Completato nel 1904, il Palazzo del Parlamento Ungherese è il terzo più grande edificio del parlamento del mondo ed anche una delle attrazioni più famose e visitate di Budapest. Questo edificio in stile neogotico vanta 691 camere e ben 19 chilometri di corridoi e scale. Oggi l’Assemblea Nazionale Unghererese si riunisce ancora in questo Parlamento.

Palazzo Gresham
Uno dei più bei palazzi di tutta Budapest che rappresenta lo stile architettonico “Art Nouveau” è il Palazzo Gresham costruito nel 1827 che fu la sede dei soldati sovietici dopo la seconda guerra mondiale. Oggi il palazzo è diventato un hotel di lusso.

Terme Budapest
Uno dei resti duraturi di influenza turca in Ungheria, sono le terme Budapest bagni riscaldati da sorgenti termali naturali. Vicino Lukács Terme, si trova un centro termale che affonda le sue radici nel 12° secolo. Un altro centro termale noto è il Terme Császár, che è una delle Terme più antiche di Budapest. La maggior parte delle Terme offrono inoltre anche servizi di massaggi e bagni di vapore.

DOVE MANGIARE A BUDAPEST
Budapest come tutte le capitali ha ottimi ristoranti ma se volete mangiare bene risparmiano un pò di denaro dovrete recarsi nei caffè della città sparsi per le strade di Budapest. O in alternativa, potrete recarvi presso uno dei mercati degli agricoltori per avere un assaggiare i prodotti tipici Ungheresi.

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Cosa Serve per Praticare Surf in Inverno

Surfare d’inverno? Congelerai… E invece no, surfare con una temperatura esterna negativa in un’acqua a 10°C è possibile! Per iniziare serve solo tanta motivazione e un buon equipaggiamento. Il vantaggio in queste condizioni è che si può surfare in piccoli gruppi, con onde perfette. Per fare questo occorre essere un minimo preparati. Ecco quindi cosa fare per sfruttare al meglio una sessione di surf invernale.

Prima della sessione
Prima di qualsiasi iniziativa, chiediti se la tua condizione fisica ti permette di affrontare il freddo, che sia un raffreddore o un inizio di angina. Non devi trascurare le tue condizioni fisiche che potrebbero peggiorare dopo la sessione, per quanto divertente essa sia.
Sei in forma? OK! Surfare d’inverno è soprattutto una questione mentale. Il tuo stato mentale farà la differenza sui preconcetti: fino ad un certo limite non fa mai troppo freddo! Preparati soltanto alla freschezza tonificante dell’acqua, il tuo equipaggiamento farà il resto.
Ecco, ti vediamo nel parcheggio, sei tu, non hai fatto dietro front! Esci dall’auto e vai ad affrontare le onde. Le condizioni ottimali per dicembre: 2 gradi all’esterno e un’acqua a 8 gradi. Puoi cominciare ad attrezzarti.
Due soluzioni: puoi cambiarti in auto con il riscaldamento – ma questo richiede un talento da ginnasta – oppure cambiarti al parcheggio.
Per la seconda soluzione avrai bisogno di un tappetino da mettere a terra, infatti il freddo ti intorpidirà rapidamente i piedi e l’asfalto potrà diventare veramente aggressivo. Il poncho ti proteggerà dal freddo mentre ti infili la muta di neoprene (e preserverà la tua intimità).
Ricorda: la tecnologia delle mute moderne permette ai surfisti di essere a proprio agio nell’acqua per surfare d’inverno.
Ricordati di scegliere una muta abbastanza spessa a seconda delle temperature dell’acqua in cui pratichi le tue attività (generalmente 5/4 mm o anche 6/5/4 per surfare in Italia d’inverno).
Le 3 cifre indicano lo spessore del neoprene a livello del tronco e della schiena, delle gambe e delle braccia. Le 2 cifre indicano lo spessore a livello del tronco o lo spessore a livello delle braccia.
Se hai freddo lo stesso, aggiungi un top di neoprene 0,5 mm o un top polare sotto la muta, a contatto diretto con la pelle.
Proteggi le estremità a seconda delle condizioni climatiche usando dei guanti, dei calzari e un passamontagna di neoprene (il passamontagna sarà soprattutto utile in caso di venticello fresco o se vuoi fare molti duck dive per raggiungere il picco).
Suggerimento: se surfi regolarmente usa dei tappi per le orecchie per evitare l’esostosi, che può verificarsi dopo numerosi anni di pratica.
Anche d’inverno devi usare la crema solare, la tua pelle non essendo più abituata ai raggi del sole, non esitare a metterne anche sul viso.
Per finire, usa del wax per acqua fredda per avere una presa ottimale sul tuo surf.

Prima di partire da casa prepara una lista dell’equipaggiamento che NON DEVI ASSOLUTAMENTE DIMENTICARE
– Tappetino
– Poncho
– Muta neoprene
– Calzari (entrambi è meglio)
– Guanti (stesso commento che per i calzari)
– Passamontagna
– Top di neoprene o polare
– Tappi per le orecchie
– Crema solare
– Wax per acqua fredda (secondo la temperatura dell’acqua)
Senza dimenticare il tuo surf!

Durante la sessione
Ora sei pronto. Ricordati di scaldarti prima di entrare in acqua e di preparare i muscoli, il neoprene offre un ottimo isolamento termico. In questo modo avrai caldo.
Una volta in acqua sentirai il freddo. Le prime volte che immergi la testa sott’acqua potrai avere la sensazione di ricevere una “sferzata” in testa, non avere paura, il tuo cervello non si congelerà… è il tuo corpo che si sta abituando alla temperatura dell’acqua. Ti acclimaterai dopo circa una decina di minuti.
Se questa sensazione persiste e vedi delle stelle nel campo visivo, resta vicino al bordo e non esitare a ritornare sulla spiaggia se non ti senti bene.
Probabilmente il tuo corpo sta impiegando qualche minuto in più ad abituarsi.
Per questo motivo è fortemente consigliato surfare in gruppo, per sorvegliarsi reciprocamente (questo vale anche quando pratichi il surf d’estate).
Consiglio: ascolta il tuo corpo durante la sessione e non spingerlo oltre i suoi limiti, anche se la sessione dura solo 45 minuti è già sufficiente!
Attenzione al calare della notte quando surfi d’inverno, può arrivare molto rapidamente e più presto di quanto ti immagini.

Dopo la sessione
Eccoti qui, orgoglioso e felice di aver potuto approfittare delle onde invernali! Ma non è finita! Ora devi cambiarti.
Cerca di ripararti al massimo dal vento in inverno per evitare l’effetto brivido. Prepara prima gli indumenti di ricambio per essere veloce (maglietta girata nel senso giusto, pantaloni nel posto giusto…).
Suggerimento: prepara una bottiglia d’acqua calda prima di andare a surfare, ti servirà a riscaldarti le mani e i piedi che possono essere intorpiditi!
Non esitare a coprirti bene il più rapidamente possibile (top, giacca a vento, calzettoni…), asciugati i capelli e metti una cuffia o un cappuccio per limitare la dispersione di calore dalla testa.
Infine, un thermos di caffè, di tè o di cioccolata calda (da condividere) ti riscalderà e potrai parlare della sessione con i tuoi amici in un momento di compagnia!

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Cosa Vedere a Bucarest in Due Giorni

Bucarest è la più grande città della Romania dove troverete viali alberati dove potrete fare lunghe passeggiate e ammirare i giganteschi edifici neoclassici. Bucarest ha sopportato il comunismo, il fascismo, ed è in rapida modernizzazione. In pochi giorni, sarete incantati dai bei parchi di Bucarest, dalla sua tradizione e dalla sua cultura. Il periodo migliore per visitare Bucarest va da giugno ad agosto, quando potrete godere a pieno delle belle giornate nei parchi fioriti della capitale Rumena.

Calea Victoriei
Calea Victoriei o Viale Vittoria è la via più alla moda di Bucarest. Se percorrerete questo viale potrete ammirare la Corte Principesca, il Palazzo Cantacuzino , Piazza della Rivoluzione e il Museo Nazionale d’Arte. Concludete la vostra passeggiata in uno dei ristoranti tradizionali rumeni.

Romanian Athenaeum
Romanian Athenaeum è la più prestigiosa sala da concerti del paese. l’Ateneo rumeno sè stato costruito, interamente con fondi donati dal pubblico, nel 1888, dall’architetto Albert Galleron che ha cercato di progettare un antico tempio per una città moderna. Il risultato è stato una straordinaria combinazione di architettura classica. Attualmente il Romanian Athenaeum ospita la Filarmonica George Enescu.

Museo del Contadino Romeno
Al museo più unico di Bucarest, il Museo del Contadino Romeno potrete interagire ed esaminare attentamente gli oggetti utilizzati per secoli. Con questo Museo si avrà una migliore comprensione della povertà che è esistita in Romania per secoli.

Castello di Bran
Il Castello di Bran è più famoso per essere la residenza presunto di Vlad Tepes o meglio conosciuto come Dracula. Questo castello, che si trova al confine della Transilvania e ha sopportato molte battaglie nel corso della sua storia. Nel 2009, la famiglia reale ha trasformato il castello in un museo pubblico. Ora, è possibile visitare i cinque piani di questa antica struttura e il suo parco.

Museo Nazionale d’Arte
Lungo il Viale Vittoria, il Museo Nazionale d’Arte si rivolge agli appassionati dell’arte, con più di 100.000 opere, la collezione presenta alcune fra le opere dei più famosi artisti tra cui: Monet, Rembrandt, Renoir, Grigorescu e Andreescu. Questo museo turistico offre visite guidate in inglese.

Palazzo del Parlamento
Questo palazzo è dello stile neoclassico alcuni lo apprezzano come un successo architettonico, ed ha la superficie di 340.000 m².

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Come Noleggiare un Monopattino per Visitare Atene

Atene, al contrario delle altre capitali europee, negli ultimi anni é rimasta indietro sul tema della mobilità ecologica. Per fortuna, dopo anni di attesa, é arrivato il servizio di monopattini elettrici che é possibile noleggiare in diversi punti della città. Per il noleggio del monopattino elettrico ad Atene bisogna scaricare l’apposita applicazione gratuita e registrarsi. Una volta individuato il monopattino più vicino, l’applicazione vi consentirà di sbloccare il veicolo con un codice QR. Non ci sono vere e proprie isole di noleggio, per ciò la localizzazione sull’app é fondamentale.

Quali applicazioni scaricare per il noleggio
Le due compagnie che offrono il noleggio ad Atene sono Lime e Hive. La prima cosa da fare é scaricare l’applicazione sul vostro cellulare, disponibile sia su Ios sia su Google Play. Vi consigliamo di scaricarle entrambe, in modo da trovare il monopattino elettrico a voi più vicino. La zona dove vi sarà possibile trovare gli electric scooter é circoscritta al centro di Atene, fino a Plateia Mavilli al nord e fino a Paleo Faliro al sud. Ce ne sono diversi in ogni quartiere del centro storico, gli electric scooter possono essere parcheggiati ovunque! Non c’è un’area di parcheggio riservata, ma potrete trovarli sui marciapiedi, sulle strade, nei parcheggi, insomma tenete bene aperti gli occhi quando li cercate.
Date un’occhiata a questa guida che vi spiega velocemente come funziona il monopattino elettrico.

Come funziona il noleggio
Una volta trovato il monopattino a voi più vicino, dovrete aprire l’app e scansionare il codice QR che si trova sul manubrio. Per il noleggio del monopattino elettrico, una volta scansionato il codice QR, vi verrà richiesto di inserire i dati della carta di credito per il pagamento. Dopo questi passaggi il vostro monopattino si sbloccherà automaticamente. Ricordatevi di avere il telefono carico, perché quando deciderete di terminare il noleggio vi verrà richiesto di premere il pulsante termina corsa o metti in pausa sull’app. Dovrete anche scattare una foto per identificare esattamente il luogo di parcheggio del monopattino. Quando dovrete parcheggiare il monopattino, verificate sulla mappa di essere all’interno dell’area verde, se siete sulla zona rossa e vi siete allontanati troppo dal centro, dovrete rientrare nell’area verde per parcheggiare il monopattino.
Prima di procedere con il noleggio, alcune schermate introduttive vi mostreranno come usare il vostro electric scooter. E’ obbligatorio indossare un caschetto se lo avete, altrimenti potrete ritirarlo presso uno degli appositi negozi segnalati sull’app. La velocità massima raggiunta dal monopattino é di 25 km/h ed é possibile usarlo anche in salita. Bisogna però fare attenzione all’uso del monopattino ad Atene: non essendo dotata di piste ciclabili vi consigliamo di usarlo per brevi distanze nel centro storico. Ad esempio per recarvi allo stadio kalimarmaro, passando per lo Zappeion, fino a raggiungere i giardini nazionali. Oppure un altra idea é affittarlo vicino al museo dell’Acropoli per usufruire della zona pedonale di Plaka e dell’area di Thissio, senza rischiare di essere investiti dal traffico ateniese.

Quanto costa il noleggio
Per effettuare lo sblocco del monopattino, automaticamente verrà addebitato il costo iniziale di 1 euro. Dopodiché il costo é di 0,15 centesimi al minuto. I prezzi sono gli stessi per entrambe le compagnie che effettuano il servizio, La Lime e la Hive. Ma se scaricate l’app e invitate un amico a scaricare l’app riceverete entrambi 3 coupon gratuiti per lo sblocco quando lei o lui utilizzeranno Lime o Hive per la prima volta. Basta condividere il codice referral e inviarlo per messaggio ai vostri amici.
Potrete inoltre acquistare una ricarica prepagata e avere un maggior controllo delle vostre spese. Potete acquistare una ricarica da 10 €, da 20 € e da 50 €. Acquistando in anticipo la ricarica da 20 € avrete un coupon di 1 € per uno sblocco gratuito, se acquistate la ricarica da 50 € avrete in omaggio un coupon da 3€ per 3 sblocchi gratuiti.