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Come Noleggiare un Monopattino per Visitare Atene

Atene, al contrario delle altre capitali europee, negli ultimi anni é rimasta indietro sul tema della mobilità ecologica. Per fortuna, dopo anni di attesa, é arrivato il servizio di monopattini elettrici che é possibile noleggiare in diversi punti della città. Per il noleggio del monopattino elettrico ad Atene bisogna scaricare l’apposita applicazione gratuita e registrarsi. Una volta individuato il monopattino più vicino, l’applicazione vi consentirà di sbloccare il veicolo con un codice QR. Non ci sono vere e proprie isole di noleggio, per ciò la localizzazione sull’app é fondamentale.

Quali applicazioni scaricare per il noleggio
Le due compagnie che offrono il noleggio ad Atene sono Lime e Hive. La prima cosa da fare é scaricare l’applicazione sul vostro cellulare, disponibile sia su Ios sia su Google Play. Vi consigliamo di scaricarle entrambe, in modo da trovare il monopattino elettrico a voi più vicino. La zona dove vi sarà possibile trovare gli electric scooter é circoscritta al centro di Atene, fino a Plateia Mavilli al nord e fino a Paleo Faliro al sud. Ce ne sono diversi in ogni quartiere del centro storico, gli electric scooter possono essere parcheggiati ovunque! Non c’è un’area di parcheggio riservata, ma potrete trovarli sui marciapiedi, sulle strade, nei parcheggi, insomma tenete bene aperti gli occhi quando li cercate.
Date un’occhiata a questa guida che vi spiega velocemente come funziona il monopattino elettrico.

Come funziona il noleggio
Una volta trovato il monopattino a voi più vicino, dovrete aprire l’app e scansionare il codice QR che si trova sul manubrio. Per il noleggio del monopattino elettrico, una volta scansionato il codice QR, vi verrà richiesto di inserire i dati della carta di credito per il pagamento. Dopo questi passaggi il vostro monopattino si sbloccherà automaticamente. Ricordatevi di avere il telefono carico, perché quando deciderete di terminare il noleggio vi verrà richiesto di premere il pulsante termina corsa o metti in pausa sull’app. Dovrete anche scattare una foto per identificare esattamente il luogo di parcheggio del monopattino. Quando dovrete parcheggiare il monopattino, verificate sulla mappa di essere all’interno dell’area verde, se siete sulla zona rossa e vi siete allontanati troppo dal centro, dovrete rientrare nell’area verde per parcheggiare il monopattino.
Prima di procedere con il noleggio, alcune schermate introduttive vi mostreranno come usare il vostro electric scooter. E’ obbligatorio indossare un caschetto se lo avete, altrimenti potrete ritirarlo presso uno degli appositi negozi segnalati sull’app. La velocità massima raggiunta dal monopattino é di 25 km/h ed é possibile usarlo anche in salita. Bisogna però fare attenzione all’uso del monopattino ad Atene: non essendo dotata di piste ciclabili vi consigliamo di usarlo per brevi distanze nel centro storico. Ad esempio per recarvi allo stadio kalimarmaro, passando per lo Zappeion, fino a raggiungere i giardini nazionali. Oppure un altra idea é affittarlo vicino al museo dell’Acropoli per usufruire della zona pedonale di Plaka e dell’area di Thissio, senza rischiare di essere investiti dal traffico ateniese.

Quanto costa il noleggio
Per effettuare lo sblocco del monopattino, automaticamente verrà addebitato il costo iniziale di 1 euro. Dopodiché il costo é di 0,15 centesimi al minuto. I prezzi sono gli stessi per entrambe le compagnie che effettuano il servizio, La Lime e la Hive. Ma se scaricate l’app e invitate un amico a scaricare l’app riceverete entrambi 3 coupon gratuiti per lo sblocco quando lei o lui utilizzeranno Lime o Hive per la prima volta. Basta condividere il codice referral e inviarlo per messaggio ai vostri amici.
Potrete inoltre acquistare una ricarica prepagata e avere un maggior controllo delle vostre spese. Potete acquistare una ricarica da 10 €, da 20 € e da 50 €. Acquistando in anticipo la ricarica da 20 € avrete un coupon di 1 € per uno sblocco gratuito, se acquistate la ricarica da 50 € avrete in omaggio un coupon da 3€ per 3 sblocchi gratuiti.

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Cosa Sapere Prima di Comprare una Pedana Vibrante

In questa guida spieghiamo cosa bisogna sapere prima di comprare una pedana vibrante.

Pedana vibrante e dimagrimento
Innanzi tutto bisogna sempre vedere di che pedana stiamo parlando.
Si parte dal presupposto che l’unico modo per dimagrire è introdurre meno calorie di quelle che si consumano, oppure aumentare il consumo di calorie con l’esercizio fisico.
L’unica pedana che può consentire di avere un “lavoro muscolare” piuttosto rilevante è la pedana con vibrazione sussultoria in quanto la vibrazione generata è “assorbibile”, grazie alla dimensione dell’ampiezza ed alla direzione di propagazione, anche da parte dell’apparato muscolare. La vibrazione stessa generata dalla macchina consente al muscolo di contrarsi, quindi di sprecare energie per eseguire questo lavoro.
Le macchine di tipo basculanti invece, generano una vibrazione che si propaga lateralmente e che viene assorbita quasi totalmente dalla struttura scheletrica, in quanto, per ampiezza e direzione di propagazione non si può mettere in relazione con l’apparato muscolare. Questa vibrazione tende a destabilizzare l’equilibrio naturale del corpo dato che il baricentro viene spostato lateralmente (a destra e a sinistra, come per simulare il passo di una camminata).
Istintivamente i muscoli si attivano ad ogni stimolo della vibrazione “destabilizzante” cercando di riportare il corpo nel normale equilibrio.
Anche qui abbiamo un lavoro muscolare ma non esiste una contrazione continua come durante un allenamento fitness, è solo un’attività muscolare di “riflesso” quindi meno allenante.
E’ comunque risaputo che per bruciare i grassi deve sussistere un allenamento aerobico, in quanto la maggior presenza di ossigeno contribuisce a bruciare i grassi.

Nel caso della pedana sussultoria, che consente al muscolo di eseguire un lavoro, non esiste comunque lavoro aerobico, quindi difficilmente le “scorte di grassi” possono venir bruciate con il solo utilizzo della pedana. Serebbe invece piuttosto utile unire il tradizionale esercizio fitness e cardio-fitness (aerobico), all’allenamento su pedana vibrante: l’esercizio cardio-fitness consentirebbe di “bruciare” i grassi (sempre che l’apporto di calorie sia adeguato, quindi sia inferiore rispetto alle calorie che si bruciano con l’esercizio), l’uso della pedana vibrante consentirebbe invece di migliorare le performance muscolari in meno tempo rispetto all’allenamento “classico”, con minor stress e microtraumi da parte delle articolazioni, ed un tempo di recupero più breve rispetto a quello occorrente dopo un esercizio fitness tradizionale.

Usando la pedana vibrante posso eliminare la cellulite
No! Posso se mai migliorare l’aspetto della pelle soggetta a ritenzione di liquidi e adipe. In che modo?
L’uso della pedana vibrante, sia essa sussultoria che basculante, consente di avere un benefico effetto massaggio con un miglioramento del drenaggio dei liquidi ed una maggior circolazione sanguigna.
Questo fa si che le parti più soggette a ristagni di liquidi migliorino nel loro aspetto “perdendo” in parte l’aspetto “gonfio” che ne derivava dal ristagno, e la circolazione sanguigna, migliorando anche nelle parti che erano meno irrorate a causa del ristagno di liquidi, consente alla pelle di avere un aspetto più roseo e “sano”.

Posso eliminare la pancetta con la sola pedana vibrante
No, però posso tonificare i muscoli addominali, che solitamente si lasciano andare, ed esce a tal proposito la pancetta. Migliorando la “tenuta” dei muscoli si ha un miglior contenimento degli intestini, che sporgerebbero meno verso l’esterno, ma se si ha dell’adipe sopra lo strato muscolare, come al punto 1 è necessario abbinare anche un esercizio di cardio-fitness tradizionale per bruciare i grassi.

La pedana vibrante è più efficace nel tonificare i muscoli degli arti inferiori e superiori che del tronco.

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Come Pulire la Lettiera dei Porcellini d’India

Avete da poco acquistato un porcellino d’india (anche conosciuto come cavia) e passato qualche giorno vi siete resi conto che è arrivato il momento di effettuare la pulizia e il cambio della lettiera. Se la vostra risposta è affermativa, seguite la guida qui di seguito e saprete come affrontare l’operazione.

Iniziate recandovi in un supermercato ben fornito oppure in un negozio di articoli per animali e acquistate del pellet per stufe se andate nel primo, altrimenti del pellet in tutolo di mais nel secondo. In questo caso però, il prezzo da pagare sarà più elevato rispetto al primo, quindi se volete risparmiare ve lo sconsiglio, tanto non ci sono differenze tra i due tipi di pellet.

Già che ci siete comperate anche del deodorante apposito per lettiere di roditori, in spray e non tossico, privo di gas. Se a casa non ne avete una, acquistate anche una spatola o un raschietto a seconda delle dimensioni della gabbia del vostro amico a 4 zampe. Fatto ciò, tornate a casa, prendete il vosto animaletto e portatelo fuori dalla gabbia.

Procuratevi prima di tutto un sacchetto dell’immondizia; rimuovete la parte superiore della gabbia, prendete il raschietto o la spatola e iniziate a prendere con uno dei due la lettiera sporca da gettar via nel sacchetto di plastica. Una volta che l’avrete eliminata tutta, prendete la parte inferiore della gabbia e lavatela con un detergente non tossico. Fatto ciò, assicuratevi di aver eliminato ogni traccia di sapone e asciugatela.

A questo punto, prendete il sacco di pellet e versatene una quantità sufficiente a ricoprire tutta la superficie della gabbia e che sia tanto alta quanto basta per far divertire a scavare il nostro amichetto a 4 zampe. Spruzzate ora su tutta la superficie, del deodorante apposito e una volta fatto ciò, vaporizzate anche del Neo foractil antiparassitario per roditori sia sulla gabbia che sull’animale ad una distanza di circa 20 cm, facendo attenzione a non spruzzarlo su beverino, mangiatoia, alimenti e mucose del porcellino. Questo prodotto servirà a tenere lontani acari e altri parassiti. Terminate il tutto rimettendo la grata al suo posto, eventuali giochi e mangiatoie e l’animaletto all’interno della gabbia, gettando poi via la spazzatura.

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Dove si Può Praticare SUP

L’originale modo di Pagaiare in piedi su di una Tavola appartiene ad un antico rituale Hawaiano e Polinesiano. Il Capitano James Cook nel 18° secolo scrive nelle sue memorie di avere avvistato uomini Polinesiani intenti a pescare con le lance tra scogliere e Mari poco profondi con l’ausilio di rudimentali Tavole Pagaiando in piedi su di una Tavola, la stessa cosa la riferì Robert Louis Stevenson e Jack London all’inizio del 20° secolo.

Lo Stand up Paddle moderno è stato praticato dai Beach Boys di Waikiki (è un quartiere di Honolulu, nella contea di Honolulu City and County dello stato delle Hawaii, U.S.A.), che negli anni ‘50/60 iniziarono ad adottare questa tecnica per controllare meglio i gruppi di allievi Surfisti e fare foto ai turisti durante le lezioni di Surf.
La rinascita del SUP avviene probabilmente durante l’estate Hawaiana del 2000, quando grandi Surfisti come Laird Hamilton e Dave Kalama a Maui (l’isola di Maui è nelle isole hawaiane, U.S.A) e Brian Keaulana, Mel Pu, U De Soto e Bruce a Makaha (è una spiaggia dell’isola Oahu dell’arcipelago Hawaiano, U.S.A.), iniziarono a prendere in considerazione la possibilità di allenarsi anche in assenza di onde utilizzando un ”tavolone” ed una Pagaia.

In breve tempo molti di loro capirono quanto poteva essere divertente ed affascinante sviluppare il progetto di una Tavola capace di far prendere anche onde enormi o di stare a Mare ad allenarsi.
Nel 2004 Brian Keaulana introduce il SUP come una vera e propria disciplina ed inizia a organizzare il celebre evento di Big Board Classic a Makaha, solo quattro anni più tardi su Google si riscontrarono quasi mezzo milione di riferimenti riferiti alla cultura del SUP.
In ogni parte del mondo ormai ci sono eventi dedicati al SUP in Australia è famoso il Noosa Festival ed in Inghilterra a Brighton Beach si tiene annualmente un’altro importante evento SUP. In altri Paesi Europei di grande tradizione come la Francia il SUP è di gran lunga lo Sport con il maggior numero di praticanti.

In Italia abbiamo recepito in ritardo il grande potenziale, ma già da qualche anno sono organizzate su tutto il territorio una serie di eventi e competizioni dedicati specificatamente al SUP, ed inoltre crescono di anno in anno i praticanti amatoriali e gli atleti e regatanti di SUP.
Per maggiori dettagli sull’attrezzatura necessaria rimandiamo a questa guida su Tuttosup.com.

Si definiscono Natanti le imbarcazioni di lunghezza fuori tutto (lft) non superiore a dieci metri, indipendentemente dal tipo di propulsione.
Per la condotta dei natanti a remi, che navigano entro un miglio dalla costa (1852 metri), non è prevista alcun requisito di età e nessuna tipo di registrazione.
I SUP rientrano tra i natanti quindi sono limitati alla navigazione entro un miglio dalla costa.

La navigazione da diporto è quella effettuata a scopi sportivi o ricreativi dai quali esuli il fine di lucro.
Le unità destinate alla navigazione da diporto si distinguono in: Navi, Imbarcazioni e Natanti.
I SUP sono autorizzati alla navigazione solamente in ore diurne e in condizioni meteo marine sicure.

La fascia costiera è l’interfaccia diretta tra la terra ferma e il Mare, è estesa in Italia per circa 7.500 Km.
L’attraversamento e la navigazione nella fascia costiera sono disciplinati dalle ordinanze delle autorità marittime locali. Di solito la navigazione è proibita entro i 200-300 metri dalla riva, in specifiche ore del giorno, o stabilmente.
In questa fascia, la partenza dalla spiaggia e l’arrivo sono consentiti nei corridoi di atterraggio (o corridoi di lancio).
In assenza di corridoi, nelle zone frequentate dai bagnanti, l’attraversamento della fascia è consentita soltanto a remi.

Il SUP è vietato
-All’interno, lungo le rotte di accesso e all’imboccatura dei porti
-A distanza inferiore a 200 metri dagli impianti fissi da pesca
-A distanza inferiore ai 200 metri da segnalamenti marittimi e da galleggianti o unità che segnalano la presenza di subacquei
-Nelle zone di Mare destinate all’ancoraggio, ed a distanza inferiore a 200 metri dalle navi mercantili, militari e da unità ed imbarcazioni da diporto alla fonda
-In luoghi dove sfociano fiumi, canali e collettori di qualunque genere.

Le regole sono quindi precise.

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Come Giocare a Meno Venti

Il Meno Venti è un divertentissimo gioco all’aperto in cui tutto quello che vi occorre è un pallone e saper calciare al volo! Il gioco è adatto a qualsiasi spazio all’area aperta: una spiaggia, uno spiazzale o semplicemente il cortile di casa. E’ importante tenere a mente alcune semplici regole.

Occorrente
Un pallone
Un gruppo di amici
Uno spazio all’aperto

Il gioco del Meno Venti richiede la partecipazione di almeno quattro o cinque partecipanti e, come strumento di gioco, un pallone da calcio; va bene anche un comunissimo super santos. Prima che il gioco abbia inizio, i partecipanti devono decidere a sorte chi per primo dovrà svolgere il ruolo di portiere.

Lo scopo del gioco è quello di eliminare a suon di goal tutti i concorrenti. Ogni goal toglie al portiere di turno che lo subisce un certo numero di punti; il numero di punti che viene sottratto dipende dal tipo di goal subito. Gli sfidanti partono con un punteggio iniziale di 20 punti, ad eccezione del primo portiere che parte con un punteggio di 25 punti.

Una caratteristica particolare del gioco consiste nel fatto che gli sfidanti possono calciare verso la porta esclusivamente al volo, non rasoterra, ed esclusivamente su cross di un altro sfidante; non sono ammesse azioni personali. E’ ammesso colpire il pallone con la testa, sempre su cross di un altro concorrente.

Il numero dei punti sottratti ad ogni goal subito è il seguente: -2 punti per ogni goal subito su tiro al volo semplice; -5 punti per goal subito su mezza rovesciata; -10 punti per goal subito su rovesciata; – 3 per goal subito con colpo di tacco, rigorosamente al volo; -3 per goal subito su colpo di testa.

Il concorrente che per primo comincerà il gioco come portiere, non resterà in porta per l’intero gioco, ma si alternerà in porta con gli altri sfidanti: infatti, ogni volta che uno dei concorrenti calcerà il pallone a lato della porta o oltre la traversa, subentrerà al portiere di turno nella qualità di portiere. Quando il concorrente colpisce la traversa, non diventa portiere. Nel caso in cui uno dei due concorrenti tocchi il pallone con le mani, sostituirà il portiere di turno in porta, subendo in porta anche una penalità di 2 punti.

Il portiere di turno può anche eventualmente acquisire punti, se, nell’atto di parare un tiro, lo para colpendolo con la testa. Ad ogni tiro parato si acquistano 3 punti. Il gioco va avanti fino a quando non restano in gara due concorrenti. Gli ultimi due concorrenti si giocheranno la vittoria con una sfida a rigori. Ogni concorrente ha a disposizione cinque rigori a testa. Vince chi segna più rigori.

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Come Giocare a Memoria

In questa guida, sono riportate alcune semplicissime regole per organizzare un gioco davvero divertente, ma che nello stesso tempo può risultare molto difficile se non ci si concentra abbastanza. Leggendo le regole della guida seguente, capirete perché.

A seconda del numero e dell’età dei giocatori, si dispongono sul tavolo da venti a quaranta carte del mercante in fiera, prendendole da due mazzi diversi in modo che siano uguali a due a due. Il capo gioco mischierà le carte che verranno disposte sul tavolo, coperte, in file di cinque carte ciascuna.

I giocatori siederanno intorno al tavolo e a turno, in senso orario, scopriranno due carte. Se le due carte sono diverse, vanno rimesse al loro posto: se sono uguali vengono conquistate dal giocatore che le ha voltate, il quale le metterà sul tavolo accanto a sé e avrà diritto a voltare altre due carte. Se queste sono diverse il gioco passerà al suo vicino di sinistra.

Se invece le carte voltate sono uguali, le prenderà e avrà diritto ad un ulteriore pescata fino a che non sbaglia. Questo gioco, che sembra molto semplice, richiede una buona memoria visiva e molta concentrazione. Sbagliando, infatti, si favoriscono gli altri concorrenti che possono agire a colpo sicuro. Vince il gioco chi alla fine del gioco avrà indovinato più coppie.

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Come Giocare a Mazzetto

Il gioco del “mazzetto” si fa, di solito, con le carte napoletane quando si è in tanti. All’occorrenza può essere svolto anche con le carte francesi. Si tratta di un gioco che si fa quando si è tra amici, durante le feste, e consiste nel puntare una quota su un mazzetto precedentemente preparato dal “mazziere” che funge anche da “banco”.

Per iniziare occorre che qualcuno faccia il “banco” cioè sia il mazziere.
Per scegliere il mazziere si può fare una conta oppure qualcuno (più danaroso degli altri) può offrirsi di farlo volontariamente.
Il mazziere deve agire così:
deve prima mischiare bene le carte e poi preparare con esse dei mazzetti e disporli sul tavolo.

Dovrà farne almeno uno in più dei giocatori.
Per esempio: se i giocatori sono quattro, dovrà fare almeno cinque mazzetti (a richiesta, se vuole ne può fare anche molti di più).
Il mazziere, dopo aver finito di preparare i mazzetti invita i giocatori a fare le loro puntate e ogni giocatore metterà dei soldi sul mazzetto scelto e lascerà i soldi sul mazzetto.
Il limite minimo e quello massimo delle puntate viene concordato da tutti i giocatori prima dell’inizio del gioco.

Sul tavolo da gioco dovrà rimanere almeno un mazzetto senza “puntata” e quel mazzetto apparterrà al mazziere-banco che dovrà scoprirlo per fare vedere la sua carta ai giocatori.
Il mazziere poi dovrà scoprire uno alla volta tutti gli altri mazzetti.
Se la carta del mazzetto scoperto sarà uguale o inferiore alla propria, il mazziere si prenderà i soldi, se invece la carta scoperta sarà di valore superiore alla sua, dovrà pagare l’importo che si trova sul mazzetto scoperto.

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Come Fotografare gli Animali Domestici

Se sei un appassionato degli animali e della fotografia molto probabilmente non saprai resistere alla tentazione di immortalare il tuo cucciolo nelle fasi più belle e significative della sua vita. Eppure, un po’ come i bambini, gli animali domestici non sono un soggetto facile da fotografare. Vediamo come superare gli ostacoli principali dell’ardua impresa di fotografare i nostri amici a quattro zampe.

Proprio perché un cane, un gatto o un uccellino non sono esseri umani, sarà praticamente impossibile gestire il “set” secondo i criteri tradizionali. Scegli ambientazioni “neutre” in cui avrai preventivamente eliminato tutti gli elementi di disturbo: se questi sono presenti all’interno della scena che vuoi immortalare, l’animale potrebbe essere distratto o innervosito.

Le foto dei cuccioli sono le più difficili da realizzare proprio perché questi soggetti sono i più imprevedibili. Preferisci una foto naturale del singolo (o della cucciolata) senza pretendere che l’animale (o gli animali) guardi dritto in camera. Per ottenere effetti più naturali mettiti al livello del tuo cucciolo: se è sul pavimento abbassati oppure sistemalo in una posizione sopraelevata.

Spessissimo, fotografando gli animali, si ottiene il temuto effetto “occhi rossi”. Se possibile evita l’utilizzo del flash che accentua ed evidenza questo tratto: fai foto all’aperto o in stanze ben illuminate. Riprendi il tuo piccolo amico peloso mentre non guarda verso di te. Nel caso una o due foto risultino, comunque, rovinate dagli “occhi rossi” puoi utilizzare i programmi di ritocco fotografico per rimuoverlo e per migliorare i colori e la luce delle tue foto più belle.

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Come si Gioca a Massimo e Minimo

Massimo e minimo: forse hai sentito nominare questo gioco, ma non ne conosci le regole, e magari ti sarai chiesto come esso fosse. Ecco che in questo la presente guida può aiutarti a capirlo, anche se non è per nulla difficile è senz’altro divertente, poiché si può giocare fino ad otto persone.

Si gioca con due mazzi di carte da poker. I giocatori prendono posto attorno al tavolo.
Mescola il primo mazzo di carte e distribuiscine 5 per ogni giocatore.
Quando hai finito, mescola il secondo mazzo e da questo prendi 5 carte e posale sul tavolo con la figura rivolta verso il tavolo in modo che nessuno possa vederla.

A questo punto si inizia il gioco vero e proprio. Scopri la prima delle cinque carte che hai messo sul tavolo e, se qualche giocatore ha la carta uguale a quella (non importa il seme o il colore), la posa sul tavolo. Scopri poi la seconda e di nuovo se qualcuno ha in mano la stessa carta la posa sul tavolo. Si procede così per tutte le altre carte.

Quando tutte le cinque carte sono scoperte ed i giocatori hanno posato le corrispondenti sul tavolo,mettono le carte che sono rimaste su questo, si cominciano a scoprire contando per ognuno il punteggio fatto. Esso è dato dalla somma del valore della carta. La stessa assume il valore in essa descritto tranne la J che vale 11, la Q che vale 12 e la K che vale 13. Inoltre all’asso si può dare un valore di 1 se si vuole giocare per il minimo o di 11 se si gioca per il massimo. Vincono due giocatori, chi ha il punteggio minore e chi ha il maggiore. Le regole sono quindi piuttosto semplice e sono spiegate in modo dettagliato in questa guida su Comesigioca.net.

Il gioco può essere fatto anche con i soldi. Per questo si stabilisce un tot da mettere prima di iniziare il gioco (ovvero la puntata) ed una cifra per ogni carta che si scopre (da stabilire poco prima di scoprire la carta).
Alla fine i soldi accumulati si dividono fra i due giocatori che risultano vincitori.

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Come Fotografare la Luna Tramite il Telescopio

L’astro d’argento, così soprannominava la luna una nota canzone di inizio secolo. Ma abbiamo mai visto i crateri lunari, i mari o semplicemente conosciamo la luna così come la vediamo ad occhio nudo? Con un telescopio possiamo realizzare bellissime fotografie che ci aiuteranno a conoscere meglio il nostro satellite.

Occorrente
Telescopio
Lente 25mm
Lente 10mm
Lente di Barlow
Supporto per fotocamera digitale
Fotocamera digitale

Per iniziare, è importante sapere che i risultati che è possibile ottenere dipendono molto dal tipo di telescopio, visto che sul mercato sono disponibili modelli con caratteristiche e prezzi diversi. Si tratta di un argomento piuttosto complesso e quindi consigliamo di leggere questa guida su Telescopiofacile.com per maggiori dettagli. Scatteremo fotografie in afocale, ovvero fotografando direttamente dentro l’oculare (la lente dentro cui guardiamo). Procurati una buona fotocamera digitale e il supporto per tenerla ferma davanti l’oculare. Imposta la fotocamera in maniera manuale, senza flash e con la messa a fuoco standard o macro.

Posiziona il telescopio nel luogo da cui osserverai il cielo, effettua l’allineamento polare e punta la luna. Se hai a disposizione il motore per gli assi usalo, altrimenti va bene lo stesso la manopola per spostarli manualmente. In questo secondo caso imposta la fotocamera in maniera che effettui più scatti contemporaneamente.

Utilizza l’oculare 25mm e metti a fuoco la luna.Controlla che la visibilità sia buona e aspetta circa mezz’ora prima di scattare foto per fare entrare il telescopio in temperatura. Non appena il telescopio è entrato in temperatura puoi cominciare a scattare foto o a cercare sulla superficie lunare soggetti per le tue fotografie.

Posiziona il supporto della fotocamera davanti l’oculare. Posiziona la fotocamera in maniera tale che l’obiettivo poggi nell’oculare come se fosse il nostro occhio e utilizza il monitor della fotocamera per osservare la superficie e scegliere il soggetto.

Una volta trovato il punto da fotografare metti a fuoco l’oculare tramite le regolazioni nel telescopio, metti a fuoco la fotocamera e scatta premendo leggermente il pulsante di scatto. Per foto più ravvicinate puoi utilizzare un oculare da 10mm o una lente di barlow 2x o anche 3x. L’importante è avere mano ferma.

Se riesci ad impostare correttamente la tua fotocamera (iso, apertura fuoco, messa a fuoco, profilo di scatto ecc..) e se il cielo è limpido e senza nuvole sicuramente riuscirai a scattare foto bellissime. Fai piu’ foto dello stesso soggetto e utilizza le diverse esposizioni della tua fotocamera e i vari profili utilizzando alla fine quello che ti da foto più belle.