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Come Idratare la Pelle con Cera d’Api e Olio d’Oliva

Della serie “Piccoli segreti di bellezza: tanta resa e poco sforzo” oggi vi parlo della cera d’api.

Prima di partire per il mare ho trovato sul banchetto di un mercatino che frequento a Roma, dei panetti invitanti.

Sembravano saponi e allora mi son fermata a chiedere delucidazioni.

La proprietaria del banco mi ha illustrato le proprietà della cera d’api, unita all’olio di oliva, prodotti entrambi da agricoltura biologica.

Questo panetto, che ha la consistenza del sapone, ma può essere facilmente sciolto con il calore delle mani ha infatti potere idratante, emolliente e cicatrizzante. Viene addirittura utilizzato per curare le ragadi al seno, visto che è anche naturale al 100% e non ha effetti collaterali se ingerito in piccolissime dosi da un neonato che allatta.

Inoltre è protettivo per screpolature, irritazioni, arrossamenti e piccole lacerazioni, sia nella prevenzione che nella cura.

Quando l’ho comprato l’ho fatto pensando ai miei piedi che stavano uscendo dal letargo e dalle scarpe chiuse.

Se non adeguatamente curati, i miei talloni tendono a prendere una strada indipendente. Decidono di mutare in tartarughe.

Le doti quasi magiche di questo panetto di cera d’api e olio d’oliva mi ha fatto subito pensare che potesse fare al caso dei miei talloni. E infatti già dalla prima applicazione ho potuto constatare uno straordinario potere idratante.

Se poi vi capita di avere proprio delle spaccature questa crema dovrebbe anche cicatrizzare e quindi nutrire la zona. Da applicare anche più volte al giorno in quantità e mettendo poi un calzino affinché la crema si assorba meglio e continui a nutrire.

Io l’ho trovata ottima e l’ho utilizzata anche sui gomiti. Non perché al momento abbia necessità di sorta, ma perché il gesto di stendere un po’ di crema in quelle zone è una di quelle piccole eredità di bellezza che ho ricevuto da mia nonna, la mamma di mia madre, che usava invece del limone, semplicemente.

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Cosa Vedere a Budapest in Due Giorni

Ci sono molte attrazioni da visitare a Budapest, potrete rilassarvi nelle terme, visitare musei e opere d’arte nella Galleria Nazionale Ungherese, potrete passeggiare sulle banchine del Danubio o comprendere al meglio la storia di Budapest presso Castle Hill.

Museo di Belle Arti
Il Museo di Belle Arti è la più importante galleria d’arte di Budapest, dove potrete trascorrere una giornata piacevole tra un infinità di quadri e sculture. L’edificio ospita una vasta collezione di opere di antichi maestri Europei tra cui El Greco e Holbein.

Galleria Nazionale Ungherese
la Galleria Nazionale Ungherese è situata nel Castello di Buda ed è stata fondata nel fondata nel 1802. Potrete ammirare la sua arte già dal suo massiccio portico, un monumento divenuto famoso grazie al poeta ungherese János Arany. Nei giardini della galleria sono esposti numerosi busti di personaggi famosi. Potrete visitare, inoltre, molte mostre che comprendono armi storiche ungheresi e turche e per gli appassionati di musica, c’è una mostra dedicata al pianoforte di Beethoven.

Castle Hill
Le mura del castello e le strade acciottolate conferiscono un’atmosfera medievale. Le automobili sono proibite, quindi dovrete camminare o prendere mezzi pubblici. Su questa collina troverete molti tra i più importanti monumenti medievali di Budapest. L’attrazione principale del luogo è il Castello di Buda o noto anche come Palazzo Reale, che si trova sulla punta meridionale del quartiere. Potrete anche visitare il Bastione del Pescatore, costruito nel Medioevo dai pescatori locali e la chiesa di Chiesa di Mattia.

Promenade del Danubio
Ci sono molti luoghi per godere della vista del Danubio, il fiume che percorre Budapest. Uno dei migliori modi per apprezzare a pieno la sua bellezza è quello di passeggiare sulle sue banchine. Sulle rive del Danubio troverete le “Scarpe sulle rive del Danubio” che è un’opera di Can Togay realizzata con Gyula Pauer. La scultura comprende una serie di 60 paia di scarpe in acciaio che commemorano gli Ebrei.

Parlamento Ungherese
Completato nel 1904, il Palazzo del Parlamento Ungherese è il terzo più grande edificio del parlamento del mondo ed anche una delle attrazioni più famose e visitate di Budapest. Questo edificio in stile neogotico vanta 691 camere e ben 19 chilometri di corridoi e scale. Oggi l’Assemblea Nazionale Unghererese si riunisce ancora in questo Parlamento.

Palazzo Gresham
Uno dei più bei palazzi di tutta Budapest che rappresenta lo stile architettonico “Art Nouveau” è il Palazzo Gresham costruito nel 1827 che fu la sede dei soldati sovietici dopo la seconda guerra mondiale. Oggi il palazzo è diventato un hotel di lusso.

Terme Budapest
Uno dei resti duraturi di influenza turca in Ungheria, sono le terme Budapest bagni riscaldati da sorgenti termali naturali. Vicino Lukács Terme, si trova un centro termale che affonda le sue radici nel 12° secolo. Un altro centro termale noto è il Terme Császár, che è una delle Terme più antiche di Budapest. La maggior parte delle Terme offrono inoltre anche servizi di massaggi e bagni di vapore.

DOVE MANGIARE A BUDAPEST
Budapest come tutte le capitali ha ottimi ristoranti ma se volete mangiare bene risparmiano un pò di denaro dovrete recarsi nei caffè della città sparsi per le strade di Budapest. O in alternativa, potrete recarvi presso uno dei mercati degli agricoltori per avere un assaggiare i prodotti tipici Ungheresi.

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Cosa Serve per Praticare Surf in Inverno

Surfare d’inverno? Congelerai… E invece no, surfare con una temperatura esterna negativa in un’acqua a 10°C è possibile! Per iniziare serve solo tanta motivazione e un buon equipaggiamento. Il vantaggio in queste condizioni è che si può surfare in piccoli gruppi, con onde perfette. Per fare questo occorre essere un minimo preparati. Ecco quindi cosa fare per sfruttare al meglio una sessione di surf invernale.

Prima della sessione
Prima di qualsiasi iniziativa, chiediti se la tua condizione fisica ti permette di affrontare il freddo, che sia un raffreddore o un inizio di angina. Non devi trascurare le tue condizioni fisiche che potrebbero peggiorare dopo la sessione, per quanto divertente essa sia.
Sei in forma? OK! Surfare d’inverno è soprattutto una questione mentale. Il tuo stato mentale farà la differenza sui preconcetti: fino ad un certo limite non fa mai troppo freddo! Preparati soltanto alla freschezza tonificante dell’acqua, il tuo equipaggiamento farà il resto.
Ecco, ti vediamo nel parcheggio, sei tu, non hai fatto dietro front! Esci dall’auto e vai ad affrontare le onde. Le condizioni ottimali per dicembre: 2 gradi all’esterno e un’acqua a 8 gradi. Puoi cominciare ad attrezzarti.
Due soluzioni: puoi cambiarti in auto con il riscaldamento – ma questo richiede un talento da ginnasta – oppure cambiarti al parcheggio.
Per la seconda soluzione avrai bisogno di un tappetino da mettere a terra, infatti il freddo ti intorpidirà rapidamente i piedi e l’asfalto potrà diventare veramente aggressivo. Il poncho ti proteggerà dal freddo mentre ti infili la muta di neoprene (e preserverà la tua intimità).
Ricorda: la tecnologia delle mute moderne permette ai surfisti di essere a proprio agio nell’acqua per surfare d’inverno.
Ricordati di scegliere una muta abbastanza spessa a seconda delle temperature dell’acqua in cui pratichi le tue attività (generalmente 5/4 mm o anche 6/5/4 per surfare in Italia d’inverno).
Le 3 cifre indicano lo spessore del neoprene a livello del tronco e della schiena, delle gambe e delle braccia. Le 2 cifre indicano lo spessore a livello del tronco o lo spessore a livello delle braccia.
Se hai freddo lo stesso, aggiungi un top di neoprene 0,5 mm o un top polare sotto la muta, a contatto diretto con la pelle.
Proteggi le estremità a seconda delle condizioni climatiche usando dei guanti, dei calzari e un passamontagna di neoprene (il passamontagna sarà soprattutto utile in caso di venticello fresco o se vuoi fare molti duck dive per raggiungere il picco).
Suggerimento: se surfi regolarmente usa dei tappi per le orecchie per evitare l’esostosi, che può verificarsi dopo numerosi anni di pratica.
Anche d’inverno devi usare la crema solare, la tua pelle non essendo più abituata ai raggi del sole, non esitare a metterne anche sul viso.
Per finire, usa del wax per acqua fredda per avere una presa ottimale sul tuo surf.

Prima di partire da casa prepara una lista dell’equipaggiamento che NON DEVI ASSOLUTAMENTE DIMENTICARE
– Tappetino
– Poncho
– Muta neoprene
– Calzari (entrambi è meglio)
– Guanti (stesso commento che per i calzari)
– Passamontagna
– Top di neoprene o polare
– Tappi per le orecchie
– Crema solare
– Wax per acqua fredda (secondo la temperatura dell’acqua)
Senza dimenticare il tuo surf!

Durante la sessione
Ora sei pronto. Ricordati di scaldarti prima di entrare in acqua e di preparare i muscoli, il neoprene offre un ottimo isolamento termico. In questo modo avrai caldo.
Una volta in acqua sentirai il freddo. Le prime volte che immergi la testa sott’acqua potrai avere la sensazione di ricevere una “sferzata” in testa, non avere paura, il tuo cervello non si congelerà… è il tuo corpo che si sta abituando alla temperatura dell’acqua. Ti acclimaterai dopo circa una decina di minuti.
Se questa sensazione persiste e vedi delle stelle nel campo visivo, resta vicino al bordo e non esitare a ritornare sulla spiaggia se non ti senti bene.
Probabilmente il tuo corpo sta impiegando qualche minuto in più ad abituarsi.
Per questo motivo è fortemente consigliato surfare in gruppo, per sorvegliarsi reciprocamente (questo vale anche quando pratichi il surf d’estate).
Consiglio: ascolta il tuo corpo durante la sessione e non spingerlo oltre i suoi limiti, anche se la sessione dura solo 45 minuti è già sufficiente!
Attenzione al calare della notte quando surfi d’inverno, può arrivare molto rapidamente e più presto di quanto ti immagini.

Dopo la sessione
Eccoti qui, orgoglioso e felice di aver potuto approfittare delle onde invernali! Ma non è finita! Ora devi cambiarti.
Cerca di ripararti al massimo dal vento in inverno per evitare l’effetto brivido. Prepara prima gli indumenti di ricambio per essere veloce (maglietta girata nel senso giusto, pantaloni nel posto giusto…).
Suggerimento: prepara una bottiglia d’acqua calda prima di andare a surfare, ti servirà a riscaldarti le mani e i piedi che possono essere intorpiditi!
Non esitare a coprirti bene il più rapidamente possibile (top, giacca a vento, calzettoni…), asciugati i capelli e metti una cuffia o un cappuccio per limitare la dispersione di calore dalla testa.
Infine, un thermos di caffè, di tè o di cioccolata calda (da condividere) ti riscalderà e potrai parlare della sessione con i tuoi amici in un momento di compagnia!

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Cosa Vedere a Bucarest in Due Giorni

Bucarest è la più grande città della Romania dove troverete viali alberati dove potrete fare lunghe passeggiate e ammirare i giganteschi edifici neoclassici. Bucarest ha sopportato il comunismo, il fascismo, ed è in rapida modernizzazione. In pochi giorni, sarete incantati dai bei parchi di Bucarest, dalla sua tradizione e dalla sua cultura. Il periodo migliore per visitare Bucarest va da giugno ad agosto, quando potrete godere a pieno delle belle giornate nei parchi fioriti della capitale Rumena.

Calea Victoriei
Calea Victoriei o Viale Vittoria è la via più alla moda di Bucarest. Se percorrerete questo viale potrete ammirare la Corte Principesca, il Palazzo Cantacuzino , Piazza della Rivoluzione e il Museo Nazionale d’Arte. Concludete la vostra passeggiata in uno dei ristoranti tradizionali rumeni.

Romanian Athenaeum
Romanian Athenaeum è la più prestigiosa sala da concerti del paese. l’Ateneo rumeno sè stato costruito, interamente con fondi donati dal pubblico, nel 1888, dall’architetto Albert Galleron che ha cercato di progettare un antico tempio per una città moderna. Il risultato è stato una straordinaria combinazione di architettura classica. Attualmente il Romanian Athenaeum ospita la Filarmonica George Enescu.

Museo del Contadino Romeno
Al museo più unico di Bucarest, il Museo del Contadino Romeno potrete interagire ed esaminare attentamente gli oggetti utilizzati per secoli. Con questo Museo si avrà una migliore comprensione della povertà che è esistita in Romania per secoli.

Castello di Bran
Il Castello di Bran è più famoso per essere la residenza presunto di Vlad Tepes o meglio conosciuto come Dracula. Questo castello, che si trova al confine della Transilvania e ha sopportato molte battaglie nel corso della sua storia. Nel 2009, la famiglia reale ha trasformato il castello in un museo pubblico. Ora, è possibile visitare i cinque piani di questa antica struttura e il suo parco.

Museo Nazionale d’Arte
Lungo il Viale Vittoria, il Museo Nazionale d’Arte si rivolge agli appassionati dell’arte, con più di 100.000 opere, la collezione presenta alcune fra le opere dei più famosi artisti tra cui: Monet, Rembrandt, Renoir, Grigorescu e Andreescu. Questo museo turistico offre visite guidate in inglese.

Palazzo del Parlamento
Questo palazzo è dello stile neoclassico alcuni lo apprezzano come un successo architettonico, ed ha la superficie di 340.000 m².

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Come Noleggiare un Monopattino per Visitare Atene

Atene, al contrario delle altre capitali europee, negli ultimi anni é rimasta indietro sul tema della mobilità ecologica. Per fortuna, dopo anni di attesa, é arrivato il servizio di monopattini elettrici che é possibile noleggiare in diversi punti della città. Per il noleggio del monopattino elettrico ad Atene bisogna scaricare l’apposita applicazione gratuita e registrarsi. Una volta individuato il monopattino più vicino, l’applicazione vi consentirà di sbloccare il veicolo con un codice QR. Non ci sono vere e proprie isole di noleggio, per ciò la localizzazione sull’app é fondamentale.

Quali applicazioni scaricare per il noleggio
Le due compagnie che offrono il noleggio ad Atene sono Lime e Hive. La prima cosa da fare é scaricare l’applicazione sul vostro cellulare, disponibile sia su Ios sia su Google Play. Vi consigliamo di scaricarle entrambe, in modo da trovare il monopattino elettrico a voi più vicino. La zona dove vi sarà possibile trovare gli electric scooter é circoscritta al centro di Atene, fino a Plateia Mavilli al nord e fino a Paleo Faliro al sud. Ce ne sono diversi in ogni quartiere del centro storico, gli electric scooter possono essere parcheggiati ovunque! Non c’è un’area di parcheggio riservata, ma potrete trovarli sui marciapiedi, sulle strade, nei parcheggi, insomma tenete bene aperti gli occhi quando li cercate.
Date un’occhiata a questa guida che vi spiega velocemente come funziona il monopattino elettrico.

Come funziona il noleggio
Una volta trovato il monopattino a voi più vicino, dovrete aprire l’app e scansionare il codice QR che si trova sul manubrio. Per il noleggio del monopattino elettrico, una volta scansionato il codice QR, vi verrà richiesto di inserire i dati della carta di credito per il pagamento. Dopo questi passaggi il vostro monopattino si sbloccherà automaticamente. Ricordatevi di avere il telefono carico, perché quando deciderete di terminare il noleggio vi verrà richiesto di premere il pulsante termina corsa o metti in pausa sull’app. Dovrete anche scattare una foto per identificare esattamente il luogo di parcheggio del monopattino. Quando dovrete parcheggiare il monopattino, verificate sulla mappa di essere all’interno dell’area verde, se siete sulla zona rossa e vi siete allontanati troppo dal centro, dovrete rientrare nell’area verde per parcheggiare il monopattino.
Prima di procedere con il noleggio, alcune schermate introduttive vi mostreranno come usare il vostro electric scooter. E’ obbligatorio indossare un caschetto se lo avete, altrimenti potrete ritirarlo presso uno degli appositi negozi segnalati sull’app. La velocità massima raggiunta dal monopattino é di 25 km/h ed é possibile usarlo anche in salita. Bisogna però fare attenzione all’uso del monopattino ad Atene: non essendo dotata di piste ciclabili vi consigliamo di usarlo per brevi distanze nel centro storico. Ad esempio per recarvi allo stadio kalimarmaro, passando per lo Zappeion, fino a raggiungere i giardini nazionali. Oppure un altra idea é affittarlo vicino al museo dell’Acropoli per usufruire della zona pedonale di Plaka e dell’area di Thissio, senza rischiare di essere investiti dal traffico ateniese.

Quanto costa il noleggio
Per effettuare lo sblocco del monopattino, automaticamente verrà addebitato il costo iniziale di 1 euro. Dopodiché il costo é di 0,15 centesimi al minuto. I prezzi sono gli stessi per entrambe le compagnie che effettuano il servizio, La Lime e la Hive. Ma se scaricate l’app e invitate un amico a scaricare l’app riceverete entrambi 3 coupon gratuiti per lo sblocco quando lei o lui utilizzeranno Lime o Hive per la prima volta. Basta condividere il codice referral e inviarlo per messaggio ai vostri amici.
Potrete inoltre acquistare una ricarica prepagata e avere un maggior controllo delle vostre spese. Potete acquistare una ricarica da 10 €, da 20 € e da 50 €. Acquistando in anticipo la ricarica da 20 € avrete un coupon di 1 € per uno sblocco gratuito, se acquistate la ricarica da 50 € avrete in omaggio un coupon da 3€ per 3 sblocchi gratuiti.

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Cosa Sapere Prima di Comprare una Pedana Vibrante

In questa guida spieghiamo cosa bisogna sapere prima di comprare una pedana vibrante.

Pedana vibrante e dimagrimento
Innanzi tutto bisogna sempre vedere di che pedana stiamo parlando.
Si parte dal presupposto che l’unico modo per dimagrire è introdurre meno calorie di quelle che si consumano, oppure aumentare il consumo di calorie con l’esercizio fisico.
L’unica pedana che può consentire di avere un “lavoro muscolare” piuttosto rilevante è la pedana con vibrazione sussultoria in quanto la vibrazione generata è “assorbibile”, grazie alla dimensione dell’ampiezza ed alla direzione di propagazione, anche da parte dell’apparato muscolare. La vibrazione stessa generata dalla macchina consente al muscolo di contrarsi, quindi di sprecare energie per eseguire questo lavoro.
Le macchine di tipo basculanti invece, generano una vibrazione che si propaga lateralmente e che viene assorbita quasi totalmente dalla struttura scheletrica, in quanto, per ampiezza e direzione di propagazione non si può mettere in relazione con l’apparato muscolare. Questa vibrazione tende a destabilizzare l’equilibrio naturale del corpo dato che il baricentro viene spostato lateralmente (a destra e a sinistra, come per simulare il passo di una camminata).
Istintivamente i muscoli si attivano ad ogni stimolo della vibrazione “destabilizzante” cercando di riportare il corpo nel normale equilibrio.
Anche qui abbiamo un lavoro muscolare ma non esiste una contrazione continua come durante un allenamento fitness, è solo un’attività muscolare di “riflesso” quindi meno allenante.
E’ comunque risaputo che per bruciare i grassi deve sussistere un allenamento aerobico, in quanto la maggior presenza di ossigeno contribuisce a bruciare i grassi.

Nel caso della pedana sussultoria, che consente al muscolo di eseguire un lavoro, non esiste comunque lavoro aerobico, quindi difficilmente le “scorte di grassi” possono venir bruciate con il solo utilizzo della pedana. Serebbe invece piuttosto utile unire il tradizionale esercizio fitness e cardio-fitness (aerobico), all’allenamento su pedana vibrante: l’esercizio cardio-fitness consentirebbe di “bruciare” i grassi (sempre che l’apporto di calorie sia adeguato, quindi sia inferiore rispetto alle calorie che si bruciano con l’esercizio), l’uso della pedana vibrante consentirebbe invece di migliorare le performance muscolari in meno tempo rispetto all’allenamento “classico”, con minor stress e microtraumi da parte delle articolazioni, ed un tempo di recupero più breve rispetto a quello occorrente dopo un esercizio fitness tradizionale.

Usando la pedana vibrante posso eliminare la cellulite
No! Posso se mai migliorare l’aspetto della pelle soggetta a ritenzione di liquidi e adipe. In che modo?
L’uso della pedana vibrante, sia essa sussultoria che basculante, consente di avere un benefico effetto massaggio con un miglioramento del drenaggio dei liquidi ed una maggior circolazione sanguigna.
Questo fa si che le parti più soggette a ristagni di liquidi migliorino nel loro aspetto “perdendo” in parte l’aspetto “gonfio” che ne derivava dal ristagno, e la circolazione sanguigna, migliorando anche nelle parti che erano meno irrorate a causa del ristagno di liquidi, consente alla pelle di avere un aspetto più roseo e “sano”.

Posso eliminare la pancetta con la sola pedana vibrante
No, però posso tonificare i muscoli addominali, che solitamente si lasciano andare, ed esce a tal proposito la pancetta. Migliorando la “tenuta” dei muscoli si ha un miglior contenimento degli intestini, che sporgerebbero meno verso l’esterno, ma se si ha dell’adipe sopra lo strato muscolare, come al punto 1 è necessario abbinare anche un esercizio di cardio-fitness tradizionale per bruciare i grassi.

La pedana vibrante è più efficace nel tonificare i muscoli degli arti inferiori e superiori che del tronco.

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Come Pulire la Lettiera dei Porcellini d’India

Avete da poco acquistato un porcellino d’india (anche conosciuto come cavia) e passato qualche giorno vi siete resi conto che è arrivato il momento di effettuare la pulizia e il cambio della lettiera. Se la vostra risposta è affermativa, seguite la guida qui di seguito e saprete come affrontare l’operazione.

Iniziate recandovi in un supermercato ben fornito oppure in un negozio di articoli per animali e acquistate del pellet per stufe se andate nel primo, altrimenti del pellet in tutolo di mais nel secondo. In questo caso però, il prezzo da pagare sarà più elevato rispetto al primo, quindi se volete risparmiare ve lo sconsiglio, tanto non ci sono differenze tra i due tipi di pellet.

Già che ci siete comperate anche del deodorante apposito per lettiere di roditori, in spray e non tossico, privo di gas. Se a casa non ne avete una, acquistate anche una spatola o un raschietto a seconda delle dimensioni della gabbia del vostro amico a 4 zampe. Fatto ciò, tornate a casa, prendete il vosto animaletto e portatelo fuori dalla gabbia.

Procuratevi prima di tutto un sacchetto dell’immondizia; rimuovete la parte superiore della gabbia, prendete il raschietto o la spatola e iniziate a prendere con uno dei due la lettiera sporca da gettar via nel sacchetto di plastica. Una volta che l’avrete eliminata tutta, prendete la parte inferiore della gabbia e lavatela con un detergente non tossico. Fatto ciò, assicuratevi di aver eliminato ogni traccia di sapone e asciugatela.

A questo punto, prendete il sacco di pellet e versatene una quantità sufficiente a ricoprire tutta la superficie della gabbia e che sia tanto alta quanto basta per far divertire a scavare il nostro amichetto a 4 zampe. Spruzzate ora su tutta la superficie, del deodorante apposito e una volta fatto ciò, vaporizzate anche del Neo foractil antiparassitario per roditori sia sulla gabbia che sull’animale ad una distanza di circa 20 cm, facendo attenzione a non spruzzarlo su beverino, mangiatoia, alimenti e mucose del porcellino. Questo prodotto servirà a tenere lontani acari e altri parassiti. Terminate il tutto rimettendo la grata al suo posto, eventuali giochi e mangiatoie e l’animaletto all’interno della gabbia, gettando poi via la spazzatura.

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Dove si Può Praticare SUP

L’originale modo di Pagaiare in piedi su di una Tavola appartiene ad un antico rituale Hawaiano e Polinesiano. Il Capitano James Cook nel 18° secolo scrive nelle sue memorie di avere avvistato uomini Polinesiani intenti a pescare con le lance tra scogliere e Mari poco profondi con l’ausilio di rudimentali Tavole Pagaiando in piedi su di una Tavola, la stessa cosa la riferì Robert Louis Stevenson e Jack London all’inizio del 20° secolo.

Lo Stand up Paddle moderno è stato praticato dai Beach Boys di Waikiki (è un quartiere di Honolulu, nella contea di Honolulu City and County dello stato delle Hawaii, U.S.A.), che negli anni ‘50/60 iniziarono ad adottare questa tecnica per controllare meglio i gruppi di allievi Surfisti e fare foto ai turisti durante le lezioni di Surf.
La rinascita del SUP avviene probabilmente durante l’estate Hawaiana del 2000, quando grandi Surfisti come Laird Hamilton e Dave Kalama a Maui (l’isola di Maui è nelle isole hawaiane, U.S.A) e Brian Keaulana, Mel Pu, U De Soto e Bruce a Makaha (è una spiaggia dell’isola Oahu dell’arcipelago Hawaiano, U.S.A.), iniziarono a prendere in considerazione la possibilità di allenarsi anche in assenza di onde utilizzando un ”tavolone” ed una Pagaia.

In breve tempo molti di loro capirono quanto poteva essere divertente ed affascinante sviluppare il progetto di una Tavola capace di far prendere anche onde enormi o di stare a Mare ad allenarsi.
Nel 2004 Brian Keaulana introduce il SUP come una vera e propria disciplina ed inizia a organizzare il celebre evento di Big Board Classic a Makaha, solo quattro anni più tardi su Google si riscontrarono quasi mezzo milione di riferimenti riferiti alla cultura del SUP.
In ogni parte del mondo ormai ci sono eventi dedicati al SUP in Australia è famoso il Noosa Festival ed in Inghilterra a Brighton Beach si tiene annualmente un’altro importante evento SUP. In altri Paesi Europei di grande tradizione come la Francia il SUP è di gran lunga lo Sport con il maggior numero di praticanti.

In Italia abbiamo recepito in ritardo il grande potenziale, ma già da qualche anno sono organizzate su tutto il territorio una serie di eventi e competizioni dedicati specificatamente al SUP, ed inoltre crescono di anno in anno i praticanti amatoriali e gli atleti e regatanti di SUP.
Per maggiori dettagli sull’attrezzatura necessaria rimandiamo a questa guida su Tuttosup.com.

Si definiscono Natanti le imbarcazioni di lunghezza fuori tutto (lft) non superiore a dieci metri, indipendentemente dal tipo di propulsione.
Per la condotta dei natanti a remi, che navigano entro un miglio dalla costa (1852 metri), non è prevista alcun requisito di età e nessuna tipo di registrazione.
I SUP rientrano tra i natanti quindi sono limitati alla navigazione entro un miglio dalla costa.

La navigazione da diporto è quella effettuata a scopi sportivi o ricreativi dai quali esuli il fine di lucro.
Le unità destinate alla navigazione da diporto si distinguono in: Navi, Imbarcazioni e Natanti.
I SUP sono autorizzati alla navigazione solamente in ore diurne e in condizioni meteo marine sicure.

La fascia costiera è l’interfaccia diretta tra la terra ferma e il Mare, è estesa in Italia per circa 7.500 Km.
L’attraversamento e la navigazione nella fascia costiera sono disciplinati dalle ordinanze delle autorità marittime locali. Di solito la navigazione è proibita entro i 200-300 metri dalla riva, in specifiche ore del giorno, o stabilmente.
In questa fascia, la partenza dalla spiaggia e l’arrivo sono consentiti nei corridoi di atterraggio (o corridoi di lancio).
In assenza di corridoi, nelle zone frequentate dai bagnanti, l’attraversamento della fascia è consentita soltanto a remi.

Il SUP è vietato
-All’interno, lungo le rotte di accesso e all’imboccatura dei porti
-A distanza inferiore a 200 metri dagli impianti fissi da pesca
-A distanza inferiore ai 200 metri da segnalamenti marittimi e da galleggianti o unità che segnalano la presenza di subacquei
-Nelle zone di Mare destinate all’ancoraggio, ed a distanza inferiore a 200 metri dalle navi mercantili, militari e da unità ed imbarcazioni da diporto alla fonda
-In luoghi dove sfociano fiumi, canali e collettori di qualunque genere.

Le regole sono quindi precise.

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Come Giocare a Meno Venti

Il Meno Venti è un divertentissimo gioco all’aperto in cui tutto quello che vi occorre è un pallone e saper calciare al volo! Il gioco è adatto a qualsiasi spazio all’area aperta: una spiaggia, uno spiazzale o semplicemente il cortile di casa. E’ importante tenere a mente alcune semplici regole.

Occorrente
Un pallone
Un gruppo di amici
Uno spazio all’aperto

Il gioco del Meno Venti richiede la partecipazione di almeno quattro o cinque partecipanti e, come strumento di gioco, un pallone da calcio; va bene anche un comunissimo super santos. Prima che il gioco abbia inizio, i partecipanti devono decidere a sorte chi per primo dovrà svolgere il ruolo di portiere.

Lo scopo del gioco è quello di eliminare a suon di goal tutti i concorrenti. Ogni goal toglie al portiere di turno che lo subisce un certo numero di punti; il numero di punti che viene sottratto dipende dal tipo di goal subito. Gli sfidanti partono con un punteggio iniziale di 20 punti, ad eccezione del primo portiere che parte con un punteggio di 25 punti.

Una caratteristica particolare del gioco consiste nel fatto che gli sfidanti possono calciare verso la porta esclusivamente al volo, non rasoterra, ed esclusivamente su cross di un altro sfidante; non sono ammesse azioni personali. E’ ammesso colpire il pallone con la testa, sempre su cross di un altro concorrente.

Il numero dei punti sottratti ad ogni goal subito è il seguente: -2 punti per ogni goal subito su tiro al volo semplice; -5 punti per goal subito su mezza rovesciata; -10 punti per goal subito su rovesciata; – 3 per goal subito con colpo di tacco, rigorosamente al volo; -3 per goal subito su colpo di testa.

Il concorrente che per primo comincerà il gioco come portiere, non resterà in porta per l’intero gioco, ma si alternerà in porta con gli altri sfidanti: infatti, ogni volta che uno dei concorrenti calcerà il pallone a lato della porta o oltre la traversa, subentrerà al portiere di turno nella qualità di portiere. Quando il concorrente colpisce la traversa, non diventa portiere. Nel caso in cui uno dei due concorrenti tocchi il pallone con le mani, sostituirà il portiere di turno in porta, subendo in porta anche una penalità di 2 punti.

Il portiere di turno può anche eventualmente acquisire punti, se, nell’atto di parare un tiro, lo para colpendolo con la testa. Ad ogni tiro parato si acquistano 3 punti. Il gioco va avanti fino a quando non restano in gara due concorrenti. Gli ultimi due concorrenti si giocheranno la vittoria con una sfida a rigori. Ogni concorrente ha a disposizione cinque rigori a testa. Vince chi segna più rigori.

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Come Giocare a Memoria

In questa guida, sono riportate alcune semplicissime regole per organizzare un gioco davvero divertente, ma che nello stesso tempo può risultare molto difficile se non ci si concentra abbastanza. Leggendo le regole della guida seguente, capirete perché.

A seconda del numero e dell’età dei giocatori, si dispongono sul tavolo da venti a quaranta carte del mercante in fiera, prendendole da due mazzi diversi in modo che siano uguali a due a due. Il capo gioco mischierà le carte che verranno disposte sul tavolo, coperte, in file di cinque carte ciascuna.

I giocatori siederanno intorno al tavolo e a turno, in senso orario, scopriranno due carte. Se le due carte sono diverse, vanno rimesse al loro posto: se sono uguali vengono conquistate dal giocatore che le ha voltate, il quale le metterà sul tavolo accanto a sé e avrà diritto a voltare altre due carte. Se queste sono diverse il gioco passerà al suo vicino di sinistra.

Se invece le carte voltate sono uguali, le prenderà e avrà diritto ad un ulteriore pescata fino a che non sbaglia. Questo gioco, che sembra molto semplice, richiede una buona memoria visiva e molta concentrazione. Sbagliando, infatti, si favoriscono gli altri concorrenti che possono agire a colpo sicuro. Vince il gioco chi alla fine del gioco avrà indovinato più coppie.