Cucina

Come Preparare Focaccia con Pomodorini e Capperi

Preparare una focaccia in casa non è mai stato così semplice: bastano pochi ingredienti e il gioco è fatto. Che ne dite, oggi prepariamo una bella focaccia da mangiare per merenda?

Ingredienti
350 grammi di farina manitoba
1 panetto di lievito di birra fresco
mezzo cucchiaino di zucchero
mezzo cucchiaio di sale fino
1 patata lessa
pomodorini
capperi
timo
olio extra vergine di oliva.

Preparazione
In una tazza sciogliete il panetto di lievito di birra fresco con 100 ml di acqua tiepida e con mezzo cucchiaino di zucchero. Coprite con un panno e lasciate riposare per 15 minuti. Nel frattempo prendete una ciotola e disponete a fontana la farina manitoba miscelata con mezzo cucchiaio di sale fino.

Versateci al centro il lievito sciolto e iniziate ad impastare aggiungendo acqua tiepida. Potete impastare a mano oppure usare un robot. Dopo qualche minuto aggiungete la patata lessa schiacciata, continuate ad impastare fino a quando non otterrete un impasto elastico e compatto. Praticate una croce con un coltello e fate riposare il tutto per due orette in un posto tiepido.

Prendete due teglie e oliatele.

Dividete l’impasto a metà e stendetelo nella teglia con le mani senza mattarello. Fate delle fossette con i polpastrelli delle dita.

Ora tocca al condimento: tagliate i pomodorini a pezzetti e disponeteli sulla focaccia, aggiungendo capperi oppure olive (largo alla fantasia) e completate con timo o origano.

Potete anche solo spennellare la focaccia con olio e sale.

Fate riposare per altri 30 minuti, dopodiché infornate a 190 gradi per circa 30/35 minuti (il forno dovrà essere già caldo quando infornerete il tutto).

Buona merenda.

 

Cucina

Come Preparare Ciambellone di Albumi Cotti sul Forno

Care amiche oggi vi voglio proporre una torta veramente buona che è la salvezza quando avete molti albumi da smaltire e non sapete cosa farvene.
Risulta essere assolutamente semplice da fare, io la cuocio poi sul fuoco diretto, sì avete capito bene, sulla fiamma con una speciale tortiera, un reperto storico, la tortiera petronilla: era della mia nonna e il risultato è stupefacente davvero. Se qualcuno di voi ce l’ha in soffitta o in garage, questo è il momento di tirarla fuori per provarla!

Ingredienti per la torta
400 g di farina 00
400 g di zucchero
200 ml latte
200 g di burro
6 albumi
1 bustina di lievito per dolci
1 limone biologico (scorza e succo)

Ingredienti per la glassa al limon
zucchero a velo
succo di limone biologico

Procedimento
Niente di più semplice: io monto gli albumi a neve nel Bimby e quando iniziano a fare la schiuma aggiungo un paio di cucchiai di zucchero presi dal totale. Continuo fino a che non sono a neve ben ferma, tolgo gli albumi dal boccale e vi inserisco tutti gli altri ingredienti tranne il lievito, con l’unica accortezza di mettere il burro a temperatura ambiente (se mi dimentico o decido all’ultimo lo metto qualche minuto nel microonde per ammorbidirlo).

Aziono il Bimby a vel. 6/7 per un minuto e poi aggiungo il lievito sempre alla stessa velocità e gli albumi montati precedentemente. Lascio andare per un minuto e… voilà, ecco fatto, la torta è pronta!!

Ora bisogna imburrare bene lo stampo (io uso la carta del burro, così non mi sporco le mani!!) e infarinarlo, versare il composto all’interno, mettere il coperchio e portare sul fuoco mettendo lo spargifiamma. Accendere un fornello medio/piccolo e lasciar cuocere per 1 ora a fuoco moderato, controllando ogni tanto (io sbircio dai buchini del coperchio per non aprirlo e non far così abbassare la temperatura interna).

Trascorso questo tempo, controllo con uno stecchino se la torta è asciutta al suo interno. Non spaventatevi se non si abbronza troppo… un pò per gli albumi e un pò per il tipo di cottura resta bianchissima (e a me piace anche per questo!) soprattutto all’interno.

A questo punto non vi resta che farla raffreddare all’interno dello stampo e toglierla quando sarà fredda (è molto delicata, fate con attenzione!) e a voi l’ardua scelta: servirla spolverizzandola con zucchero a velo a volontà, oppure coprirla con una glassa al limone (preparata mettendo qualche goccia di succo di limone nello zucchero a velo fino a farlo diventare una cremina abbastanza liquida) che accentua e arricchisce il sapore di limone della torta stessa.

Io uso per cuocere questo magnifico ciambellone, un reperto storico, la tortiera petronilla.

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Come Ottenere Cristalli di Zucchero in Casa

Cristalli di zucchero….dolci decorazioni per un cocktail di successo.

Ma come ottenere dei cristalli di zucchero? Attraverso il processo di vetrificazione del fruttosio.
In genarale il termine vetro si riferisce a materiali che sono ottenuti tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata da cristallizzazione.
Il fruttosio è un particolare tipo di zucchero, che fonde a basse temperature e ci permette di modellarlo a nostro piacimento con le mani. Ma attenzione non immergete le mani nel pentolino, potreste provocarvi delle ustioni. Una volta fuso il fruttosio, si raffredda velocemente e può essere modellato. Ma come procedere?

Fate fondere nel microonde un pò di fruttosio ( calcolate 3 g per cocktail) o inserite la polvere zuccherina in un pentolino, senza aggiungere acqua, accendere il fornello piccolo e aspettare che il fruttosio raggiunga la consistenza liquida. Dopodichè versatelo in un pò di acqua ghiacciata, in modo che solidifichi, dandogli la forma desiderata. Il fruttosio venendo a contatto con un liquido freddissimo solidificherà in un istante. Levatelo dall’acqua e utilizzatelo secondo la ricetta che preferite.
Se invece lo volete modellare, ancora allo stato liquidi, versatelo su un foglio di carta forno e con una spatolina lo sollevate, appena diventerà solido sarà modellabile e sarà pronto per essere preso con le mani.
Ma attenzione che il fruttosio si solidifica abbastanza velocemente, quindi bisogna essere veloci, se non riuscite a fare la decorazione desiderate potete inserire il fruttosio vetrificato nuovamente nel microonde per qualche secondo e vedrete che ritornerà morbido per essere modellato.

Per colorare i cristalli di zucchero basterà aggiungere del colorante alimentare prima che avvenga la fusione.

China cristal

Ingredienti
4cl di gin
3cl di liquore di litchi
2cl di blu di curacao
3cl di succo di pompelmo

Istruzioni
Versare il gin, il liquore di litchi, il blu di curacao e il succo di pompelmo in uno shaker con un pò di ghiaccio e agitate bene.
Filtrare il China cristal in una coppetta da Martini cocktail ghiacciata.
Decorate con i cristalli di zucchero e servite.

I cristalli di zucchero si possono modellare, colorare o aromatizzare secondo il proprio gusto. Nel caso del China cristal i cristalli di zucchero, per esempio, vanno aromatizzati con uno spray all’assenzio.

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Cosa Serve per Praticare Surf in Inverno

Surfare d’inverno? Congelerai… E invece no, surfare con una temperatura esterna negativa in un’acqua a 10°C è possibile! Per iniziare serve solo tanta motivazione e un buon equipaggiamento. Il vantaggio in queste condizioni è che si può surfare in piccoli gruppi, con onde perfette. Per fare questo occorre essere un minimo preparati. Ecco quindi cosa fare per sfruttare al meglio una sessione di surf invernale.

Prima della sessione
Prima di qualsiasi iniziativa, chiediti se la tua condizione fisica ti permette di affrontare il freddo, che sia un raffreddore o un inizio di angina. Non devi trascurare le tue condizioni fisiche che potrebbero peggiorare dopo la sessione, per quanto divertente essa sia.
Sei in forma? OK! Surfare d’inverno è soprattutto una questione mentale. Il tuo stato mentale farà la differenza sui preconcetti: fino ad un certo limite non fa mai troppo freddo! Preparati soltanto alla freschezza tonificante dell’acqua, il tuo equipaggiamento farà il resto.
Ecco, ti vediamo nel parcheggio, sei tu, non hai fatto dietro front! Esci dall’auto e vai ad affrontare le onde. Le condizioni ottimali per dicembre: 2 gradi all’esterno e un’acqua a 8 gradi. Puoi cominciare ad attrezzarti.
Due soluzioni: puoi cambiarti in auto con il riscaldamento – ma questo richiede un talento da ginnasta – oppure cambiarti al parcheggio.
Per la seconda soluzione avrai bisogno di un tappetino da mettere a terra, infatti il freddo ti intorpidirà rapidamente i piedi e l’asfalto potrà diventare veramente aggressivo. Il poncho ti proteggerà dal freddo mentre ti infili la muta di neoprene (e preserverà la tua intimità).
Ricorda: la tecnologia delle mute moderne permette ai surfisti di essere a proprio agio nell’acqua per surfare d’inverno.
Ricordati di scegliere una muta abbastanza spessa a seconda delle temperature dell’acqua in cui pratichi le tue attività (generalmente 5/4 mm o anche 6/5/4 per surfare in Italia d’inverno).
Le 3 cifre indicano lo spessore del neoprene a livello del tronco e della schiena, delle gambe e delle braccia. Le 2 cifre indicano lo spessore a livello del tronco o lo spessore a livello delle braccia.
Se hai freddo lo stesso, aggiungi un top di neoprene 0,5 mm o un top polare sotto la muta, a contatto diretto con la pelle.
Proteggi le estremità a seconda delle condizioni climatiche usando dei guanti, dei calzari e un passamontagna di neoprene (il passamontagna sarà soprattutto utile in caso di venticello fresco o se vuoi fare molti duck dive per raggiungere il picco).
Suggerimento: se surfi regolarmente usa dei tappi per le orecchie per evitare l’esostosi, che può verificarsi dopo numerosi anni di pratica.
Anche d’inverno devi usare la crema solare, la tua pelle non essendo più abituata ai raggi del sole, non esitare a metterne anche sul viso.
Per finire, usa del wax per acqua fredda per avere una presa ottimale sul tuo surf.

Prima di partire da casa prepara una lista dell’equipaggiamento che NON DEVI ASSOLUTAMENTE DIMENTICARE
– Tappetino
– Poncho
– Muta neoprene
– Calzari (entrambi è meglio)
– Guanti (stesso commento che per i calzari)
– Passamontagna
– Top di neoprene o polare
– Tappi per le orecchie
– Crema solare
– Wax per acqua fredda (secondo la temperatura dell’acqua)
Senza dimenticare il tuo surf!

Durante la sessione
Ora sei pronto. Ricordati di scaldarti prima di entrare in acqua e di preparare i muscoli, il neoprene offre un ottimo isolamento termico. In questo modo avrai caldo.
Una volta in acqua sentirai il freddo. Le prime volte che immergi la testa sott’acqua potrai avere la sensazione di ricevere una “sferzata” in testa, non avere paura, il tuo cervello non si congelerà… è il tuo corpo che si sta abituando alla temperatura dell’acqua. Ti acclimaterai dopo circa una decina di minuti.
Se questa sensazione persiste e vedi delle stelle nel campo visivo, resta vicino al bordo e non esitare a ritornare sulla spiaggia se non ti senti bene.
Probabilmente il tuo corpo sta impiegando qualche minuto in più ad abituarsi.
Per questo motivo è fortemente consigliato surfare in gruppo, per sorvegliarsi reciprocamente (questo vale anche quando pratichi il surf d’estate).
Consiglio: ascolta il tuo corpo durante la sessione e non spingerlo oltre i suoi limiti, anche se la sessione dura solo 45 minuti è già sufficiente!
Attenzione al calare della notte quando surfi d’inverno, può arrivare molto rapidamente e più presto di quanto ti immagini.

Dopo la sessione
Eccoti qui, orgoglioso e felice di aver potuto approfittare delle onde invernali! Ma non è finita! Ora devi cambiarti.
Cerca di ripararti al massimo dal vento in inverno per evitare l’effetto brivido. Prepara prima gli indumenti di ricambio per essere veloce (maglietta girata nel senso giusto, pantaloni nel posto giusto…).
Suggerimento: prepara una bottiglia d’acqua calda prima di andare a surfare, ti servirà a riscaldarti le mani e i piedi che possono essere intorpiditi!
Non esitare a coprirti bene il più rapidamente possibile (top, giacca a vento, calzettoni…), asciugati i capelli e metti una cuffia o un cappuccio per limitare la dispersione di calore dalla testa.
Infine, un thermos di caffè, di tè o di cioccolata calda (da condividere) ti riscalderà e potrai parlare della sessione con i tuoi amici in un momento di compagnia!

Cucina

Come Cucinare le Cozze

Le cozze sono i molluschi più utilizzati in cucina. Il prezzo è accessibile, la flessibilità per l’impiego anche e non occorre una grande arte culinaria. Eh si, perché la classica ‘padellata’ di cozze, come la chiamiamo a Roma, non richiede troppa abilità, non la stessa necessaria per i piatti elaborati che stuzzicano il palato al solo pensiero.
Dai classici spaghetti alle cozze gratinate a al soutè, le cozze vengono usate sempre di più nella cucina italiana e negli ultimi tempi hanno conquistato un posto anche nelle preparazioni gastronomiche raffinate o ricercate, dove si sposano con ingredienti ritenuti in precedenza inconciliabili, come ad esempio la pasta e fagioli. Oggi la pasta e fagioli con le cozze non rappresenta certo una pietanza ‘popolare’, bensì una chicca per chef esperti. Vediamo alcune ricette da preparare in casa:

Cozze impanate
Ingredienti per 4 persone
Mezzo kg di cozze
1 uovo
3 cucchiai di parmigiano
2 mazzetti di prezzemolo
olio per friggere
sale
Raschiare bene le cozze, lavarle in abbondante acqua fredda, sgocciolarle e metterle in una padella, poi cospargerle con il prezzemolo tritato e attendere che si aprano, a fuoco moderato e a recipiente coperto, scuotendo il tegame di tanto in tanto.
Togliere il tegame dal fuoco, staccare i molluschi e metterli in una terrina, quindi eliminare i gusci (tenendone da parte una metà) e le cozze eventualmente rimaste chiuse.
Immergere le cozze nell’uovo poco alla volta, avendo cura di sbattere prima l’uovo con un po’ di sale, e poi passarle nel pangrattato.
Fare scaldare l’olio in una padella e farvi friggere le cozze, lasciandole dorare in modo uniforme; sgocciolarle, posarle su carta da cucina, cospargerle con un pizzico di sale, rimetterle nei mezzi gusti vuoti tenuti da parte e servire.

Cozze e ceci in insalata
Ingredienti per 4 persone
1 kg di cozze
500 gr di ceci secchi
100 gr di olive nere
2 cipolle tritate
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
1 mazzetto di prezzemolo tritato
sale e pepe
Lessare i ceci, messi a bagno la sera prima, in abbondante acqua salata, quindi sgocciolarli e metterli in una insalatiera.
Lavare bene le cozze raschiandone i gusci e privarle della ‘barba’, quindi metterle in un tegame con 1 cucchiaio d’olio, coprire e farle aprire su fuoco moderato, scuotendo il tegame.
Sgusciare le cozze, eliminando quelle rimaste chiuse, e unirle ai ceci nella terrina. Mettere le cipolle e il prezzemolo in una ciotolina, unire 3 cucchiai d’olio, l’aceto, il sale e il pepe.
Condire i ceci e le cozze con la salsina preparata, guarnire con le olive e servire.

Impepata di cozze
Ingredienti per 4 persone
50 cozze
il succo di 1 limone
1 manciata di prezzemolo
pepe
Lavare bene le cozze raschiandone i gusci e privarle della ‘barba’, quindi metterle in un tegame con 1 mestolo d’acqua, coprire e fare aprire su fuoco medio, scuotendo il tegame di tanto in tanto. Sgocciolarle ed eliminare quelle rimaste chiuse.
Filtrare l’acqua rimasta nel tegame, lasciarla riposare 5 minuti e rimetterla nello stesso recipiente ben risciacquato.
Adagiare nuovamente le cozze nel tegame, cospargerle con il prezzemolo tritato, insaporirle con una macinata abbondante di pepe e irrorarla con il succo di limone. Scaldare per pochi minuti, trasferire su un piatto da portata e servire.

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Cosa Vedere a Bucarest in Due Giorni

Bucarest è la più grande città della Romania dove troverete viali alberati dove potrete fare lunghe passeggiate e ammirare i giganteschi edifici neoclassici. Bucarest ha sopportato il comunismo, il fascismo, ed è in rapida modernizzazione. In pochi giorni, sarete incantati dai bei parchi di Bucarest, dalla sua tradizione e dalla sua cultura. Il periodo migliore per visitare Bucarest va da giugno ad agosto, quando potrete godere a pieno delle belle giornate nei parchi fioriti della capitale Rumena.

Calea Victoriei
Calea Victoriei o Viale Vittoria è la via più alla moda di Bucarest. Se percorrerete questo viale potrete ammirare la Corte Principesca, il Palazzo Cantacuzino , Piazza della Rivoluzione e il Museo Nazionale d’Arte. Concludete la vostra passeggiata in uno dei ristoranti tradizionali rumeni.

Romanian Athenaeum
Romanian Athenaeum è la più prestigiosa sala da concerti del paese. l’Ateneo rumeno sè stato costruito, interamente con fondi donati dal pubblico, nel 1888, dall’architetto Albert Galleron che ha cercato di progettare un antico tempio per una città moderna. Il risultato è stato una straordinaria combinazione di architettura classica. Attualmente il Romanian Athenaeum ospita la Filarmonica George Enescu.

Museo del Contadino Romeno
Al museo più unico di Bucarest, il Museo del Contadino Romeno potrete interagire ed esaminare attentamente gli oggetti utilizzati per secoli. Con questo Museo si avrà una migliore comprensione della povertà che è esistita in Romania per secoli.

Castello di Bran
Il Castello di Bran è più famoso per essere la residenza presunto di Vlad Tepes o meglio conosciuto come Dracula. Questo castello, che si trova al confine della Transilvania e ha sopportato molte battaglie nel corso della sua storia. Nel 2009, la famiglia reale ha trasformato il castello in un museo pubblico. Ora, è possibile visitare i cinque piani di questa antica struttura e il suo parco.

Museo Nazionale d’Arte
Lungo il Viale Vittoria, il Museo Nazionale d’Arte si rivolge agli appassionati dell’arte, con più di 100.000 opere, la collezione presenta alcune fra le opere dei più famosi artisti tra cui: Monet, Rembrandt, Renoir, Grigorescu e Andreescu. Questo museo turistico offre visite guidate in inglese.

Palazzo del Parlamento
Questo palazzo è dello stile neoclassico alcuni lo apprezzano come un successo architettonico, ed ha la superficie di 340.000 m².

Guide

Come Noleggiare un Monopattino per Visitare Atene

Atene, al contrario delle altre capitali europee, negli ultimi anni é rimasta indietro sul tema della mobilità ecologica. Per fortuna, dopo anni di attesa, é arrivato il servizio di monopattini elettrici che é possibile noleggiare in diversi punti della città. Per il noleggio del monopattino elettrico ad Atene bisogna scaricare l’apposita applicazione gratuita e registrarsi. Una volta individuato il monopattino più vicino, l’applicazione vi consentirà di sbloccare il veicolo con un codice QR. Non ci sono vere e proprie isole di noleggio, per ciò la localizzazione sull’app é fondamentale.

Quali applicazioni scaricare per il noleggio
Le due compagnie che offrono il noleggio ad Atene sono Lime e Hive. La prima cosa da fare é scaricare l’applicazione sul vostro cellulare, disponibile sia su Ios sia su Google Play. Vi consigliamo di scaricarle entrambe, in modo da trovare il monopattino elettrico a voi più vicino. La zona dove vi sarà possibile trovare gli electric scooter é circoscritta al centro di Atene, fino a Plateia Mavilli al nord e fino a Paleo Faliro al sud. Ce ne sono diversi in ogni quartiere del centro storico, gli electric scooter possono essere parcheggiati ovunque! Non c’è un’area di parcheggio riservata, ma potrete trovarli sui marciapiedi, sulle strade, nei parcheggi, insomma tenete bene aperti gli occhi quando li cercate.
Date un’occhiata a questa guida che vi spiega velocemente come funziona il monopattino elettrico.

Come funziona il noleggio
Una volta trovato il monopattino a voi più vicino, dovrete aprire l’app e scansionare il codice QR che si trova sul manubrio. Per il noleggio del monopattino elettrico, una volta scansionato il codice QR, vi verrà richiesto di inserire i dati della carta di credito per il pagamento. Dopo questi passaggi il vostro monopattino si sbloccherà automaticamente. Ricordatevi di avere il telefono carico, perché quando deciderete di terminare il noleggio vi verrà richiesto di premere il pulsante termina corsa o metti in pausa sull’app. Dovrete anche scattare una foto per identificare esattamente il luogo di parcheggio del monopattino. Quando dovrete parcheggiare il monopattino, verificate sulla mappa di essere all’interno dell’area verde, se siete sulla zona rossa e vi siete allontanati troppo dal centro, dovrete rientrare nell’area verde per parcheggiare il monopattino.
Prima di procedere con il noleggio, alcune schermate introduttive vi mostreranno come usare il vostro electric scooter. E’ obbligatorio indossare un caschetto se lo avete, altrimenti potrete ritirarlo presso uno degli appositi negozi segnalati sull’app. La velocità massima raggiunta dal monopattino é di 25 km/h ed é possibile usarlo anche in salita. Bisogna però fare attenzione all’uso del monopattino ad Atene: non essendo dotata di piste ciclabili vi consigliamo di usarlo per brevi distanze nel centro storico. Ad esempio per recarvi allo stadio kalimarmaro, passando per lo Zappeion, fino a raggiungere i giardini nazionali. Oppure un altra idea é affittarlo vicino al museo dell’Acropoli per usufruire della zona pedonale di Plaka e dell’area di Thissio, senza rischiare di essere investiti dal traffico ateniese.

Quanto costa il noleggio
Per effettuare lo sblocco del monopattino, automaticamente verrà addebitato il costo iniziale di 1 euro. Dopodiché il costo é di 0,15 centesimi al minuto. I prezzi sono gli stessi per entrambe le compagnie che effettuano il servizio, La Lime e la Hive. Ma se scaricate l’app e invitate un amico a scaricare l’app riceverete entrambi 3 coupon gratuiti per lo sblocco quando lei o lui utilizzeranno Lime o Hive per la prima volta. Basta condividere il codice referral e inviarlo per messaggio ai vostri amici.
Potrete inoltre acquistare una ricarica prepagata e avere un maggior controllo delle vostre spese. Potete acquistare una ricarica da 10 €, da 20 € e da 50 €. Acquistando in anticipo la ricarica da 20 € avrete un coupon di 1 € per uno sblocco gratuito, se acquistate la ricarica da 50 € avrete in omaggio un coupon da 3€ per 3 sblocchi gratuiti.

Cucina

Come Cucinare la Spigola

La spigola, chiamata anche branzino, è un pesce dalla carne bianca delicata ma compatta, morbida e gustosa. Uno dei tipi di pesce più utilizzati quando si vuole mangiare con leggerezza, soprattutto in caso di dieta o di regime alimentare controllato. I modi per cucinare la spigola sono numerosi, visto che si tratta di un pesce che si presta a diverse preparazioni, ma l’ideale è prepararla al forno, con semplicità, senza aggiungere troppi altri ingredienti che ne coprano il sapore.

Gli ingredienti per 4 persone
2 spigole (già pulite)
100 gr di burro
2 cucchiai di olio
2 cipolle affettate grossolanamente
limone, sale e pepe

La preparazione
Se non è già aperta, incidere la spigola sui 2 lati con un taglio diagonale per facilitarne la cottura e condirla con sale e pepe fino a quando è cruda.

Metterla in una teglia con il burro, l’olio e le cipolle, quindi farla cuocere in forno per almeno 30 minuti. Mentre cuoce, spennellarla ogni tanto con l’olio di cottura. Non appena cotta al punto giusto, quando ha un colore dorato e uniforme, disporla in un piatto di servizio e guarnire i bordi con mezze fettine di limone. Servire calda, condita con un leggero filo d’olio.

Per condire la spigola ed esaltarne il sapore, è possibile preparare una salsina delicata che non sovrasti il sapore delicato delle sue carni tenere. Basta mescolare pian piano in una ciotolina un cucchiaio di olio, meglio se extravergine d’oliva, il succo di 1 limone, un poco di prezzemolo tritato, il sale e un pizzico di pepe. La salsina va usata per condire la spigola rigorosamente dopo la cottura.

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Cosa Sapere Prima di Comprare una Pedana Vibrante

In questa guida spieghiamo cosa bisogna sapere prima di comprare una pedana vibrante.

Pedana vibrante e dimagrimento
Innanzi tutto bisogna sempre vedere di che pedana stiamo parlando.
Si parte dal presupposto che l’unico modo per dimagrire è introdurre meno calorie di quelle che si consumano, oppure aumentare il consumo di calorie con l’esercizio fisico.
L’unica pedana che può consentire di avere un “lavoro muscolare” piuttosto rilevante è la pedana con vibrazione sussultoria in quanto la vibrazione generata è “assorbibile”, grazie alla dimensione dell’ampiezza ed alla direzione di propagazione, anche da parte dell’apparato muscolare. La vibrazione stessa generata dalla macchina consente al muscolo di contrarsi, quindi di sprecare energie per eseguire questo lavoro.
Le macchine di tipo basculanti invece, generano una vibrazione che si propaga lateralmente e che viene assorbita quasi totalmente dalla struttura scheletrica, in quanto, per ampiezza e direzione di propagazione non si può mettere in relazione con l’apparato muscolare. Questa vibrazione tende a destabilizzare l’equilibrio naturale del corpo dato che il baricentro viene spostato lateralmente (a destra e a sinistra, come per simulare il passo di una camminata).
Istintivamente i muscoli si attivano ad ogni stimolo della vibrazione “destabilizzante” cercando di riportare il corpo nel normale equilibrio.
Anche qui abbiamo un lavoro muscolare ma non esiste una contrazione continua come durante un allenamento fitness, è solo un’attività muscolare di “riflesso” quindi meno allenante.
E’ comunque risaputo che per bruciare i grassi deve sussistere un allenamento aerobico, in quanto la maggior presenza di ossigeno contribuisce a bruciare i grassi.

Nel caso della pedana sussultoria, che consente al muscolo di eseguire un lavoro, non esiste comunque lavoro aerobico, quindi difficilmente le “scorte di grassi” possono venir bruciate con il solo utilizzo della pedana. Serebbe invece piuttosto utile unire il tradizionale esercizio fitness e cardio-fitness (aerobico), all’allenamento su pedana vibrante: l’esercizio cardio-fitness consentirebbe di “bruciare” i grassi (sempre che l’apporto di calorie sia adeguato, quindi sia inferiore rispetto alle calorie che si bruciano con l’esercizio), l’uso della pedana vibrante consentirebbe invece di migliorare le performance muscolari in meno tempo rispetto all’allenamento “classico”, con minor stress e microtraumi da parte delle articolazioni, ed un tempo di recupero più breve rispetto a quello occorrente dopo un esercizio fitness tradizionale.

Usando la pedana vibrante posso eliminare la cellulite
No! Posso se mai migliorare l’aspetto della pelle soggetta a ritenzione di liquidi e adipe. In che modo?
L’uso della pedana vibrante, sia essa sussultoria che basculante, consente di avere un benefico effetto massaggio con un miglioramento del drenaggio dei liquidi ed una maggior circolazione sanguigna.
Questo fa si che le parti più soggette a ristagni di liquidi migliorino nel loro aspetto “perdendo” in parte l’aspetto “gonfio” che ne derivava dal ristagno, e la circolazione sanguigna, migliorando anche nelle parti che erano meno irrorate a causa del ristagno di liquidi, consente alla pelle di avere un aspetto più roseo e “sano”.

Posso eliminare la pancetta con la sola pedana vibrante
No, però posso tonificare i muscoli addominali, che solitamente si lasciano andare, ed esce a tal proposito la pancetta. Migliorando la “tenuta” dei muscoli si ha un miglior contenimento degli intestini, che sporgerebbero meno verso l’esterno, ma se si ha dell’adipe sopra lo strato muscolare, come al punto 1 è necessario abbinare anche un esercizio di cardio-fitness tradizionale per bruciare i grassi.

La pedana vibrante è più efficace nel tonificare i muscoli degli arti inferiori e superiori che del tronco.

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Come Preparare Tè alla Menta

Niente a che vedere con la cup of tea inglese (non a caso è sempre servito in un bicchiere), ma con regole precise, e un inflessibile rituale. E’ stimolante dopo un hamman, come è capitato di berlo a me, ma tenuto conto dell’ospitalità marocchina, l’occasione di berne diversi bicchieri al giorno è reale. Allo stomaco dei novizi che esagerano potrebbe causare qualche fastidio.

Come miscela di base si usa il gunpowder tea in foglie; il tocco di freschezza è dato dalla macerazione delle foglie di menta, specie la varietà “viridis”. Il tempo di infusione, la dose del tè e la quantità di zucchero possono variare a seconda dei luoghi.

Possiamo rifarlo a casa? Certo, è anche un’ottima scusa per usare il servizio buono mai levato dalla vetrina del salotto.

Ingredienti:
1 cucchiaio di foglie di the verde
1 manciata di foglie di menta, lavate
1/2 litro di acqua bollente
zucchero di canna

Preparazione
Faccio bollire almeno un litro di acqua. Risciacquo la teiera con parte dell’acqua bollente, così la riscaldo.

Aggiungo le foglie di tè e copro con l’acqua bollente, poi unisco le foglie di menta e lo zucchero, e riempio fino all’orlo di acqua bollente.

Lascio il tè in infusione per cinque minuti. Nella tradizione marocchina, la teiera viene messa di nuovo sulla fonte di calore e il tè fatto sobbollire dopo l’infusione per altri circa 5 minuti.

Mescolo delicatamente e verso il tè negli appositi bellissimi bicchieri.

Chi vuole può aggiungere delle mandorle o dei pinoli.