Lavori Domestici

Come Pulire il Forno con Rimedi Naturali

Pulire il forno è faticosissimo e per questo motivo non lo facciamo ogni volta che lo usiamo.
In questo modo, schizzi e residui di cottura si incrostano sempre di più fino a rendere la pulizia davvero impossibile.

Un rimedio davvero semplice consiste nell’utilizzare un foglio di alluminio, sia per pulirlo che per proteggerlo. Infatti se volete mantenere la leccarda pulita, rendendola sempre disponibile per pizze, crostini o biscotti, avvolgetela in un foglio di alluminio e cambiatelo quando è sporco. Ma l’alluminio ci viene in aiuto anche per pulire tutto il forno, evitandoci la spesa e la tossicità dei prodotti specifici industriali, infatti è provato che le schiume e gli spray per la detersione del forno sono fra le sostanze più tossiche e inquinanti.
Ora togliete i ripiani del forno, accartocciate sommariamente un foglio di carta argentata per cucina e sfregatelo dappertutto, anche sulle griglie, insistendo sui punti critici come gli angoli e il portello di apertura tutto schizzato di unto, poi passate una spugnetta imbevuta di aceto per eliminare i residui di unto e cibo e rimetteteci le griglie pulite. Ecco che il forno splenderà come nuovo.

Se non avete la carta stagnola a portata di mano e se il forno è davvero in condizioni disastrose, potete ricorrere a un altro rimedio naturale per pulire e sgrassare il forno.
Fate una miscela di sale fino e aceto di vino bianco, mettetelo su una spugnetta pulita e strofinate su tutta la superficie. Lasciate agire qualche minuto poi pulite con un panno umido, levando tutti i residui. Il sale serve anche per assorbire eventuali liquidi caduti nel forno durante la cottura e poi rimuoverli.

L’ultimo rimedio piacerà soprattutto ai più pigri perché è il calore e il tempo ad attivare gli agenti detergenti che in questo caso sono semplicemente limone e bicarbonato di sodio, e mentre loro lavorano al posto vostro potete stare tranquillamente in panciolle per una mezz’oretta.
Prendete una teglia dai bordi alti e metteteci due tazze di acqua, il bicarbonato di sodio e il succo di quattro limoni. Infornate la teglia a temperatura bassa per circa mezz’ora per far sciogliere e colare tutto il grasso dalle pareti.
Spegnete il forno, fatelo appena intiepidire e inzuppate un panno nella miscela rimasta e continuate la pulizia. Per sgrassare il vostro forno ancora più a fondo, se sono rimaste delle incrostazioni visibili, strofinate le due metà di un limone direttamente sulle pareti del forno tiepido e poi passateci una spugnetta umida per sciacquare.

Lavori Domestici

Come Cuocere Cavoli Senza Odori

In questa guida spieghiamo come contrastare l’odore dei cavoli.

Come Cuocere Cavoli Senza Odori

Cavolfiori e cavoli non solo sono buonissimi ma hanno anche un altissimo valore nutritivo e sono gli ingredienti principali di tanti gustosi e confortanti piatti invernali, ma l’odore sgradevole che si spande per l’aria, spesso ci fa rinunciare a queste delizie dell’orto invernale. Per contrastare il cattivo odore, mettete due noci intere nell’acqua di cottura. Un altro metodo consiste nel bollire delle foglie di alloro insieme ai cavoli. Questo rimedio della nonna contro l’olezzo persistente che sprigionano i cavoli durante la cottura, si aggiunge ad altri rimedi più o meno efficaci. Provateli tutti e decidete quello che preferite.

Infatti per contrastare il cattivo odore si può mettere una foglia di alloro nell’acqua di cottura oppure mettere una fetta di pane inzuppato nell’aceto sul coperchio, la cui mollica assorbirà gli odori, o ancora, tuffare nell’acqua di cottura una patata sbucciata. Inoltre, per assorbire l’odore pungente del cavolfiore ed evitare che questo annerisca, provate ad aggiungere all’acqua di cottura un bicchiere con poco latte. Ne guadagnerà anche in sapore.

Come Togliere l’Odore di Cavolo Cotto dalla Casa

L’odore di cavolo cotto può persistere in casa dopo la cottura. Ecco alcuni suggerimenti su come eliminarlo o ridurlo:

Ventilazione: Il primo passo è sempre assicurarsi che la casa sia ben ventilata. Durante e dopo la cottura, apri le finestre, accendi il ventilatore del forno o utilizza un ventilatore elettrico per aiutare a disperdere l’odore.

Aceto bianco: L’aceto bianco è un ottimo deodorante naturale. Metti una ciotola di aceto bianco nella cucina per assorbire l’odore. Un’altra opzione è far bollire una pentola d’acqua con un po’ di aceto.

Limone: Il limone può aiutare a neutralizzare l’odore del cavolo. Puoi far bollire alcune fette di limone in una pentola d’acqua o semplicemente spremere il succo di un limone in una pentola d’acqua e farla bollire.

Bicarbonato di sodio: Il bicarbonato di sodio è un altro rimedio naturale per assorbire gli odori. Metti un po’ di bicarbonato di sodio in ciotole e posizionale in giro per la cucina e nelle altre stanze interessate.

Caffè: Il caffè ha proprietà naturali che assorbono gli odori. Metti del caffè macinato (non usato) in una ciotola o in un barattolo aperto e lascialo nella cucina.

Candele profumate o oli essenziali: Le candele profumate o gli oli essenziali possono anche aiutare a coprire e neutralizzare l’odore del cavolo cotto. Scegli un profumo che ti piace e accendi la candela o utilizza un diffusore di oli essenziali.

Pulizia: Pulisci la cucina dopo aver cucinato. Lavare i piatti, pulire le superfici di cottura e cambiare o pulire i filtri del cappa può aiutare a ridurre l’odore del cavolo cotto.

Ricorda, il modo migliore per gestire l’odore del cavolo è prevenire la sua formazione in primo luogo.

Fai da Te

Come Smaltare Vasca da Bagno

Un accessorio classico da inserire in un bagno di stile è senza dubbio la vasca da bagno stile anni venti. Lo smalto delle vasche è soggetto come ogni cosa ad usura e dato che rifare il bagno è decisamente costoso potete recuperare la vasca rinnovando semplicemente lo smalto. I costi e il tempo da dedicare di circa due o tre ore, sono facilmente sostenibili.

Come scegliere lo smalto per smaltare la vasca da bagno

Scegliere lo smalto giusto per rinnovare la tua vasca da bagno può essere un compito impegnativo. Ecco alcuni consigli utili per prendere la decisione giusta:

Tipo di smalto: Ci sono vari tipi di smalti disponibili sul mercato, compresi quelli a base di resina epossidica, uretanica o acrilica. Gli smalti a base di resina epossidica sono generalmente i più duraturi e resistenti all’usura, ma possono essere più difficili da applicare correttamente. Gli smalti a base di uretano o acrilico tendono ad essere più facili da utilizzare e possono offrire un aspetto più lucido, ma potrebbero non durare a lungo quanto quelli epossidici.

Colore: La maggior parte delle persone sceglie un colore bianco o crema per la loro vasca da bagno per mantenere un aspetto classico e pulito. Tuttavia, non esiste una regola fissa e puoi scegliere qualsiasi colore che si adatta al design del tuo bagno.

Compatibilità: Assicurati che lo smalto che scegli sia compatibile con il materiale della tua vasca da bagno. Alcuni smalti potrebbero non aderire bene a certi materiali.

Qualità: Cerca smalti di alta qualità per garantire un risultato duraturo. Gli smalti più economici potrebbero sembrare un buon affare, ma potrebbero non durare a lungo e potresti finire per dover ripetere il lavoro in futuro.

Come smaltare la vasca

La prima fase per smaltare la vostra vasca prevede la pulizia e la carteggiatura. Queste operazioni sono molto importanti perchè la vasca deve essere perfettamente pulita. Con una paglietta metallica passate l’anticalcare, risciacquate e pulite la vasca con il detergente. Risciacquate nuovamente ed asciugate con un panno o un asciugamani. Aspettate che la vasca sia del tutto ben asciutta.

Passate ora alla carteggiatura di tutta la superficie. Una volta finito questo passaggio risciacquate e passate il panno cattura polvere per eliminare definitivamente gli eventuali residui. La fase due riguarda la verniciatura. Con dello scotch di carta coprite bene tutte le parti vicine alla vasca che non dovranno essere verniciate. Miscelate in un barattolo a perdere le due componenti della vernice.

Verniciate le parti ampie in verticale ed il fondo della vasca con il rullo a pelo corto mentre per i bordi e le zone attorno ai rubinetti utilizzate il pennello. Ricordate che il pennello deve essere di larghezza media e ottima qualità per evitare la perdita di pelucchi che rimarrebbero attaccati alla vasca. Questo vi permetterà una maggiore precisione. Lasciate asciugare per ventiquattro ore. La vasca asciutta sarà a prova d’acqua e nuovamente lucida.

Lavori Domestici

Come Cuocere Verdure al Vapore

Cucinando a vapore le verdure, il colore, la consistenza e il gusto si conservano meglio, così come il valore nutrizionale della verdura.

Piuttosto che comprare una pentola per cottura a vapore, ci sono due modi principali per cuocere a vapore la verdura, cioè sui fornelli e nel microonde. Entrambi i metodi sono veloci e facili e i risultati sono generalmente uguali. Ma per ogni verdura, ci sono delle variazioni, come il tempo di cottura. Non serve un equipaggiamento speciale. Tutti hanno una pentola, un coperchio e uno scolapasta in cucina, ed è questo tutto ciò di cui si ha bisogno per cucinare sui fornelli. Per la cottura a microonde, si usa un contenitore per microonde.

Come regola generale, quando su cuoce a vapore sui fornelli, si ha bisogno di una pentola e un cestello o uno scolapasta che entri nella pentola. Riempire la pentola con abbastanza acqua in modo che raggiunga a malapena la parte bassa dello scolapasta (o cestello). Una volta che l’acqua bolle, aggiungere le verdure e coprire con un coperchio. Se il tuo coperchio copre troppo il cestello, posizionalo in modo che una parte sia spostata, in modo che il vapore possa uscire.
Quando si cuoce a vapore nel microonde, il metodo è solitamente lo stesso. Mettere le verdure in un contenitore per microonde, aggiungere acqua in quantità giusta. Coprire il contenitore con della pellicola per alimenti, lasciando un angolo aperto per lasciar uscire il vapore.

Tutte le verdure hanno tempi di cottura diversi a seconda della loro misura e della consistenza.
-Asparagi: sul fornello, gli asparagi devono essere cotti per circa 4 minuti se sono sottili. Aggiungi un minuto in più se sono spessi. Nel microonde, è lo stesso più o meno: 4-6 minuti.
-Broccoli: sul fornello circa 5 minuti. Quando sono cotti il colore sarà verde scuro. Nel microonde, lascia cuocere per 3-5 minuti.
-Cavoletti di Bruxelles: sul fornello, circa 10 minuti. Nel microonde cuociono più velocemente, in circa 7 minuti.
-Carote: le carote tagliate a fettine impiegano circa 6-8 minuti. Nel microonde, circa 5 minuti.
-Cavolfiore: sul fornello circa 6 minuti. Nel microonde, da 3 a 4 minuti.
-Fagiolini: cuoci per circa 5 minuti. Nel microonde, da 3 a 4 minuti.
-Piselli: sul fornello circa 3 minuti. Nel microonde, 1-2 minuti.
-Zucchine: sul fornello, da 6 a 7 minuti. Nel microonde, 6-8 minuti.

Cuocere al vapore è quindi molto semplice.

Lavori Domestici

Come Friggere Senza Cattivi Odori

Quando ci concediamo una buona frittura l’inconveniente più evidente è l’odore che impregna vestiti, capelli e tutta la casa. E non basta aprire le finestre, quel puzzo sembra penetrare in tutte le stanze e restare per parecchio tempo, anche dopo aver gustato la nostra frittura. Ci sono molti metodi contro l’odore di fritto comunque, se volete proteggere i capelli la cosa migliore è indossare una cuffietta. Provate anche ad aggiungere una fettina di mela nell’olio a freddo, dopo averci tolto i semi, aiuta a prevenire l’odore e inoltre vi aiuterà, col suo sfrigolare, a capire quando l’olio avrà raggiunto la giusta temperatura per la frittura.

Come friggere senza cattivi odori

Un’altra soluzione, soprattutto se avete intenzione di cimentarvi in un fritto di pesce, è quella di mettere a bollire acqua e aceto in un pentolino vicino alla pentola in cui state friggendo. Annienterà gli odori.

Se però non gradite l’odore dell’aceto, potete far bollire l’acqua con dei chiodi di garofano. Il vapore generato annullerà il puzzo di fritto.

Se avete intenzioni battagliere e prevedete di friggere molto, provate a spremere mezzo limone nell’olio di frittura e poi tuffatelo con la buccia. Donerà un aroma fresco molto piacevole al fritto ed eliminerà gli odori.

Un altro rimedio della consiste nell’aggiungere del prezzemolo nell’olio per friggere e una volta finita la frittura mettere subito a bollire un pentolino con acqua, chiodi di garofano e alloro.

Come togliere l’odore di fritto

L’odore di fritto può persistere in casa dopo aver cucinato. Ecco alcuni suggerimenti per eliminare o ridurre questo odore:

Ventilazione: Durante e dopo la cottura, assicurati che la tua cucina sia ben ventilata. Apri le finestre, accendi il ventilatore del forno o utilizza un ventilatore elettrico per aiutare a disperdere l’odore.

Aceto bianco: Fai bollire una pentola di aceto bianco. L’aceto aiuta a neutralizzare gli odori, compreso quello del fritto.

Limone: Un altro trucco consiste nell’utilizzare il limone, noto per le sue proprietà deodoranti. Puoi far bollire alcune fette di limone in una pentola d’acqua o semplicemente spremere il succo di un limone in una pentola d’acqua e farla bollire.

Caffè: Il caffè ha proprietà naturali che assorbono gli odori. Metti del caffè macinato (non usato) in una ciotola o in un barattolo aperto e lascialo nella cucina.

Bicarbonato di sodio: Il bicarbonato di sodio è un altro rimedio naturale per assorbire gli odori. Metti un po’ di bicarbonato di sodio in ciotole e posizionale in giro per la cucina e nelle altre stanze interessate.

Candele profumate o oli essenziali: Le candele profumate o gli oli essenziali possono anche aiutare a coprire e neutralizzare l’odore del fritto. Scegli un profumo che ti piace e accendi la candela o utilizza un diffusore di oli essenziali.

Pulizia: Infine, pulisci la cucina dopo aver cucinato. Lavare i piatti, pulire le superfici di cottura e cambiare o pulire i filtri del cappa aiuta a ridurre l’odore del fritto.

Ricorda che la prevenzione è il modo migliore per evitare che l’odore del fritto persista. Durante la frittura, cerca di usare un coperchio per il tegame e di minimizzare gli schizzi di olio.

Casa

Come Arredare il Bagno

Il bagno è forse l’ambiente della casa cui si sono sempre dedicate meno attenzioni.
Eppure, con pochi accorgimenti e un pizzico di buon gusto, anche questa stanza può assumere un valore nuovo.
Vi presento una breve, ma completa rassegna di tutto ciò che può servire in un bagno moderno ed efficiente, dai piccoli accessori alla biancheria.
La scelta accurata di essi, con particolare riferimento agli accostamenti dei colori e alla perfezione delle forme, darà oltretutto un tocco di vera eleganza a ogni bagno.
Per ognuno di essi vi sono vari modelli che saranno scelti in rapporto alla struttura e all’arredamento del bagno.

I materiali più usati sono la plastica e l’acciaio inossidabile, a questi si può aggiungere il legno laccato e il cristallo.
Ecco un elenco di quelli indispensabili o comunque più frequenti:
– l’anello
– il portasapone la mensola
– il portasciugamani ad asta
– il portascopini
– il portacarta
– il portabicchiere.
Risulta essere chiaro che la disponibilità di ogni accessorio in uno piuttosto che in un altro materiale provocherà notevoli variazioni di prezzo.
Alcuni sono muniti di un ripiano per appoggiarvi gli oggetti di uso quotidiano.
Gli armadietti posti sopra il lavandino hanno sempre incorporato lo specchio e servono per riporre tutto quello che può occorrere in un bagno: creme, cosmetici, dentifrici, saponi ecc.
L’armadietto, ovviamente essenziale in un bagno, si può trovare in varie grandezze e la sua scelta dipende anche dalle misure della stanza da bagno.
Alcuni modelli hanno lo specchio anche internamente, oltre che esternamente, e l’interno è normalmente diviso in mensole.

In commercio ve ne sono di vari materiali: plastica, legno, cristallo e metallo.
I modelli in plastica sono molto economici, quelli realizzati in metallo cromato e cristallo hanno prezzi decisamente superiori.
Vi sono anche mobiletti pensili in legno laccato la cui antina ha forma di persiana.

Per chi ha un bagno spazioso esistono poi mobiletti da bagno componibili forniti di cassetti e portabiancheria con cestello inserito nel mobile, oltre ai soliti elementi con ripiani per riporre la biancheria.
Vi sono anche piccoli mobiletti da bagno, di varie fogge, di forma rotonda o rettangolare, con scomparti per contenere gli attrezzi per la pulizia delle scarpe (spazzole e lucido) e muniti di un poggiapiede; il loro costo è relativamente basso.

L’asciugacapelli tradizionale o fon è essenzialmente costituito da un ventilatore, azionato da un motorino elettrico che aspira da una parte aria fredda e la ributta riscaldata dall’altra.
Il riscaldamento dell’aria avviene mediante una resistenza simile a quella che si trova nelle stufette elettriche.
Motorino e resistenza sono contenuti in un involucro di metallo, di plastica o di entrambi i materiali.
I modelli oggi in commercio sono molto vari: da quelli più comuni con l’aria che fuoriesce da un condotto cilindrico a quelli piccolissimi che stanno in una mano e nei quali l’aria esce attraverso una serie di aperture.
Ci sono poi asciugacapelli dotati di pettini o spazzole in corrispondenza dei fori d’uscita dell’aria, che permettono una messa in piega senza bigodini.
Il flusso d’aria provocato dal ventilatore deve essere sufficientemente potente e veloce.
Un buon asciugacapelli deve essere perfettamente isolato dal punto di vista elettrico perché lo si usa in ambienti saturi di umidità, deve essere maneggevole, leggero (350-750 g circa), deve avere un cordone lungo (almeno due metri), un interruttore a più posizioni (spento, aria calda, aria fredda)
La temperatura deve essere regolata da termostato per non diventare troppo elevata.

Esistono poi in commercio i caschi asciugacapelli di uso casalingo, simili a quelli dei parrucchieri.
Se di plastica gonfiabile occupano pochissimo posto, se di plastica rigida antiurrto occupano il posto di una cappelliera.
In relazione agli asciugacapelli tradizionali, sono molto più costosi.
Sono comodi perché permettono una asciugatura alquanto omogenea dei capelli, la regolazione della temperatura e lasciano le mani libere per dedicarsi a qualsiasi altra attività.

Indico il minimo indispensabile per una famiglia da due a quattro persone:
– 12 asciugamani in cotone, lino o spugna
– 12 lavette
– 4 lenzuola da bagno, preferibilmente in spugna o in tessuto di cotone a nido d’ape.
– Un numero variabile di accappatoi secondo l’uso (escluisivamente per il bagno o anche come vestaglia).
La spugna è molto usata in tutta la biancheria da bagno: essa è normalmente spugna di cotone ritorto, idrofila cimata, che asciuga perfettamente e non è pesante.
I colori sono molto vivi e i disegni molto vari: si va dallo scozzese ai disegni geometrici e fantasia.
Ci sono anche asciugamani in lino e cotone; i primi sono più cari, ma hanno il pregio di essere morbidi, leggeri e di asciugare particolarmente bene.
Meno essenziali, ma sempre utili in una casa sono gli scendibagno, i copriasse e i tappetini da bagno, in morbida spugna di cotone o in soffici tessuti sintetici, di aspetto simile a quello della moquette.

Il pesapersone è oramai diventato il chiodo fisso di molte persone: il numero dei modelli in commercio testimonia la quantità delle richieste. Il consiglio è quello di preferire la bilancia elettronica a quella meccanica, visto che è più precisa.
Alcuni tipi permettono di fissare, mediante un indicatore di plastica o di metallo, il peso raggiunto, per verificare periodicamente con maggior comodità l’oscillazione.
Sono di plastica, di forma squadrata o arrotondata, con il posapiedi in polistirene o coperto da un tappetino sintetico intercambiabile.
Un vetro ingranditore permette di leggere con relativa facilità i numeri indicati.
Per chi avesse grossi problemi di vista, ricordiamo che esistono modelli che hanno l’indicatore ad altezza d’uomo, poggiato su uno stelo di metallo.
Questi ultimi modelli hanno però l’inconveniente di essere molto più ingombranti; il loro prezzo rispetto agli altri tipi, è decisamente più elevato.
Un recentissimo tipo di bilancia « ottica » per persone che ci vedono poco ha un quadrante che proietta addirittura la scritta del peso sulla parete o sul soffitto, opportunamente ingrandita.

Se non c’è un impianto centrale di acqua calda è necessario installare nel bagno (o in cucina, a seconda della comodità e dello spazio fruibile) uno scalda-acqua.
Può essere a gas o elettrico.
L’apparecchio a gas è meno caro, più veloce e comodo per il funzionamento; basta l’accensione perché scenda immediatamente acqua calda.
Si compone di un termostato e di dispositivi di sicurezza per quanto riguarda l’accensione e il flusso dell’acqua.
È costruito in modo che il flusso di acqua fredda, immesso durante l’uso, non abbassi mai la temperatura dell’acqua calda già pronta.

Lo scaldabagno elettrico invece necessita di un lasso di tempo prima che eroghi acqua calda.
Per esempio uno scaldabagno da 30 l impiega mezz’ora a riscaldare l’acqua a 70° c, e uno da 50 l circa un’ora.
Per scegliere un apparecchio si deve anche tenere conto della quantità d’acqua calda che viene consumata giornalmente.
Riporto qui uno schema approssimativo dei consumi giornalieri di acqua calda per persona:
-cucina: 10 l
-bagno: 8 l
-doccia: 10 l
-bucato: 10 l per kg di biancheria asciutta.

Vi do ora alcuni piccoli suggerimenti che riusciranno particolarmente utili per un uso sicuro dello scaldabagno elettrico:
– gli scaldabagni elettrici (boiler) hanno bisogno di un ter¬mostato regolato in modo che la temperatura dell’acqua non superi i 70° c.
– quando si fa il bagno, è bene entrare nella vasca già piena, dopo aver chiuso i rubinetti e staccato l’interruttore dello scaldabagno.
– Sotto la doccia o nella vasca non si deve venire a contatto con nessun apparecchio elettrico.
– se dallo scaldabagno esce del vapore o dell’acqua, bisogna aprire i rubinetti dell’acqua calda per diminuire la pressione e spegnere l’apparecchio.

Per evitare pericolose cadute sul bagnato, ci sono in commercio strisce antisdrucciolevoli che si applicano con facilità sul fondo asciutto della vasca da bagno e della doccia.
Una volta effettuata l’applicazione, è necessario evitare di adoperare la vasca o la doccia per un periodo di almeno dodici ore.
Per questo scopo ci sono inoltre dei tappetini di gomma che si mettono sul fondo della vasca o sul piatto della doccia e che sono forse più pratici perché permettono una più agevole e completa manutenzione.

Fai da Te

Come Riparare Foro nel Cartongesso

I fori nel cartongesso sono provocati da danni fisici o dal distacco di un elemento fissato sulla parete. Se il foro supera 87 mm di larghezza, richiede una riparazione con cartongesso. Prima di effettuare il lavoro, localizzate i montanti verticali (listelli di legno) su entrambi i lati della zona danneggiata. Per individuarli battete sul cartongesso fino a quando non sentite un suono sordo o utilizzate un apposito rilevatore.

Occorrente

Attrezzatura necessaria:
Gattuccio o coltello da cartongesso
Livella a bolla d’aria
Matita
Martello
Sega a denti fini
Punzone per chiodi
Spatola flessibile
Blocchetto per levigare
Carta abrasiva a grana fine

Materiali
Listello di legno da 50 mm x 25 mm
Chiodi a testa ovale
Chiodi galvanizzati per cartongesso
Cartongesso

Procedimento

Con un gattuccio o un coltello per cartongesso, tagliate la zona danneggiata a livello del bordo del montante; poi allargatela di 25 mm verso il centro del montante (usate una livella a bolla per tracciare una linea verticale sull’elemento). Ripetete l’operazione sull’altro lato dell’area danneggiata. Tagliate anche i bordi superiore e inferiore per creare un’apertura rettangolare.

Usate la livella a bolla per tracciare linee guida orizzontali, che devono terminare oltre la zona danneggiata. Per poter fissare i bordi superiore e inferiore del cartongesso, inchiodate tra i montanti listelli di legno da 50 mm x 25 mm, servendovi di chiodi a testa ovale. Sistemate i chiodi ad angolo di 45°, inserendoli attraverso i listelli e nei montanti. Con una sega a denti fini, tagliate un pezzo di cartongesso della giusta misura.

Tenendo il lato grigio girato verso l’esterno, fissatelo con chiodi galvanizzati piantati a 12 mm dal bordo (in modo da assicurarli ai montanti retrostanti), a intervalli di 150 mm. Fateli penetrare sotto la superficie con un punzone. Levigate con cura i bordi prima di riempire le giunture con stucco a base di cellulosa. Usate la spatola per rimuovere lo stucco in eccesso e, quando è asciutta, levigate la superficie per ottenere una finitura liscia.

Lavori Domestici

Come Rendere Scintillante l’Auto

Chi ha tempo per tenere l’auto pulita e ordinata? In realtà, bastano i prodotti giusti (oggi ce ne sono di specifici e super efficaci) e un’ora di tempo per avere un’auto tirata a nuovo. Segui i passi che ti propongo per pulire la tua auto dentro e fuori in maniera efficace.

Sbattere i tappetini
Pulire i tappetini non è affatto un operazione complessa. Basta sollevarli, sbatterli e il terriccio delle piante trasportate o le briciole del bebè vanno via in attimo. La maggior parte dei tappetini può essere lavata con l’acqua. Controlla se c’è qualche procedura particolare per il lavaggio altrimenti puoi usare la semplice acqua e poi fai asciugare.

Passa l’aspirapolvere
Per fare questa operazione puoi usare l’aspirabriciole, che non è certo potente come gli aspiratori degli autolavaggi, ma è maneggevole e utilissimo per ripulire l’auto in poco tempo. Non dimenticare di passarlo negli angoli, dove spesso si annidano polvere e capelli, e nel vano portaoggetti.

Spolvera il cruscotto
Per una pulizia ideale in questo caso dovresti usare un prodotto specifico e lucidante: la polvere si depositerà in un tempo più lungo, un pò come succede per i mobili di casa. Altrimenti si può utilizzare uno sgrassatore come quello che si usa in cucina o un detergente sempre però delicato e non controindicato per le plastiche.

Smacchia i sedili
L’idea è quella di utilizzare gli stessi metodi che si utilizzano per togliere le macchie dai vestiti. Le macchine moderne hanno dei sedili in tessuto antimacchia, in questo modo le macchie non penetrano e rimangono in superficie. Per eliminare la macchia puoi utilizzare i prodotti specifici che si trovano in commercio, oppure il sapone a pezzi: strofinare e poi risciacquare.

Lava il parabrezza
Fuori, grazie alla pioggia e a delle buone spazzole, il vetro in generale è pulito. All’interno, se si interviene di rado è tutt’altra storia. Per togliere la patina che si forma all’interno del parabrezza, anche a causa dello smog e dell’aria condizionata, ci vuole lo sgrassatore. Quindi spruzza una dose di sgrassatore e strofina. Puoi usare anche della carta di giornale per pulire il parabrezza.

Profuma l’abitacolo
Adesso che la tua auto ha tutto un altro aspetto, ci vuole il tocco finale. Utilizza un profumatore all’aroma che ti piace di più. Dalla vaniglia agli agrumi, oggi ne esistano di tanti tipi diversi. Potresti anche spruzzare il tuo profumo preferito sui tappetini in modo che accendendo l’aria il profumo si diffonda nell’abitacolo.

Lavori Domestici

Come Pulire la Lettiera dei Porcellini d’India

Avete da poco acquistato un porcellino d’india (anche conosciuto come cavia) e passato qualche giorno vi siete resi conto che è arrivato il momento di effettuare la pulizia e il cambio della lettiera. Se la vostra risposta è affermativa, seguite la guida qui di seguito e saprete come affrontare l’operazione.

Iniziate recandovi in un supermercato ben fornito oppure in un negozio di articoli per animali e acquistate del pellet per stufe se andate nel primo, altrimenti del pellet in tutolo di mais nel secondo. In questo caso però, il prezzo da pagare sarà più elevato rispetto al primo, quindi se volete risparmiare ve lo sconsiglio, tanto non ci sono differenze tra i due tipi di pellet.

Già che ci siete comperate anche del deodorante apposito per lettiere di roditori, in spray e non tossico, privo di gas. Se a casa non ne avete una, acquistate anche una spatola o un raschietto a seconda delle dimensioni della gabbia del vostro amico a 4 zampe. Fatto ciò, tornate a casa, prendete il vosto animaletto e portatelo fuori dalla gabbia.

Procuratevi prima di tutto un sacchetto dell’immondizia; rimuovete la parte superiore della gabbia, prendete il raschietto o la spatola e iniziate a prendere con uno dei due la lettiera sporca da gettar via nel sacchetto di plastica. Una volta che l’avrete eliminata tutta, prendete la parte inferiore della gabbia e lavatela con un detergente non tossico. Fatto ciò, assicuratevi di aver eliminato ogni traccia di sapone e asciugatela.

A questo punto, prendete il sacco di pellet e versatene una quantità sufficiente a ricoprire tutta la superficie della gabbia e che sia tanto alta quanto basta per far divertire a scavare il nostro amichetto a 4 zampe. Spruzzate ora su tutta la superficie, del deodorante apposito e una volta fatto ciò, vaporizzate anche del Neo foractil antiparassitario per roditori sia sulla gabbia che sull’animale ad una distanza di circa 20 cm, facendo attenzione a non spruzzarlo su beverino, mangiatoia, alimenti e mucose del porcellino. Questo prodotto servirà a tenere lontani acari e altri parassiti. Terminate il tutto rimettendo la grata al suo posto, eventuali giochi e mangiatoie e l’animaletto all’interno della gabbia, gettando poi via la spazzatura.

Lavori Domestici

Come Stirare in Modo Impeccabile

Stirare è un lavoro di cui si farebbe volentieri a meno. A volte ti ritrovi a lottare con il ferro, solo per scoprire che hai bruciacchiato la tua gonna o sono più le pieghe che hai creato di quelle eliminate. Ma i tuoi problemi potrebbero essere finiti. Scegli un buon ferro di qualità e segui questi semplici passi per assicurarti che i tuoi vestiti siano l’invidia di tutti. Se, invece, utilizzi una piastra, puoi seguire i consigli contenuti in questa guida di Roberta Bianchi pubblicata su Pressedastiro.com.

Come stirare una camicia

Sbottona i bottoni, compresi quelli sul colletto e sui polsini. Controlla il materiale della tua camicia: se è in cotone, usa un ferro ad alta temperatura con molto vapore. Per altri materiali, consulta le istruzioni riportate in etichetta.
Posiziona il colletto piatto sull’asse da stiro, in modo da stirare l’interno del colletto. Quindi rigira il colletto e premi sulla parte esterna.
Poi, passa al carrè (la parte tra le due spalle) della camicia. Sistemala sulla parte terminale dell’asse, quindi stira accuratamente più verso l’interno che puoi. Passa alla parte non stirata del carrè tenendolo sulla punta della tavola, e ripeti la stessa pressione decisa finché tutto il carrè non risulta liscio.
Ora metti una manica sull’asse da stiro, assicurandoti che la cucitura sotto l’ascella sia ben allineata. Stirala con brevi ‘pressioni’ su tutta la superficie, arrivando fino al bordo senza cucitura. Una volta stirata tutta la manica, stira creando una piega netta lungo il bordo senza cucitura. Metti il polsino piatto sulla tavola e stiralo. Ripeti con l’altra manica.
Ora puoi mettere le parti anteriori della camicia sulla parte finale della tavola da stiro. Stira attentamente, evitando i bottoni e usando la punta del ferro tirando fino ai bottoni. Ripetere con l’altra parte anteriore, e con quella posteriore.
Appendila, assicurandoti che le spalle della camicia restino ‘diritte’ sull’appendiabiti.

L’alternativa a quanto spiegato consiste nell’utilizzo di uno stiracamicie come quelli indicati in questa guida su Solopulito.com. Lo stiracamicie è un dispositivo elettromeccanico specificamente progettato per stirare camicie. Questo dispositivo utilizza un sistema di pressione e calore per eliminare le pieghe dai tessuti, fornendo una stiratura di alta qualità che è spesso più veloce e più efficiente rispetto alla stiratura tradizionale con un ferro da stiro. Lo stiracamicie funziona inserendo la camicia sull’apposita forma o manichino del dispositivo, che è generalmente gonfiabile o meccanico. Una volta che la camicia è fissata in posizione, l’utente avvia il dispositivo. Il manichino si espande, stirando la camicia, mentre il calore viene applicato per lisciare le pieghe. Lo stiracamicie è particolarmente utile per le persone che hanno molte camicie da stirare regolarmente, come potrebbe essere il caso per chi indossa camicie formali per il lavoro. Questo dispositivo può risparmiare tempo e fatica, rendendo la stiratura una task meno impegnativa. Tuttavia, è importante notare che lo stiracamicie potrebbe non essere adatto a tutti i tipi di tessuti o a indumenti con dettagli intricati, che potrebbero richiedere una stiratura più attenta o specifica.

Come stirare un capo con pizzi

Controlla la temperatura indicata sul capo. Se non è indicato l’uso di un ferro molto freddo, stira la parte centrale del capo per ultima.
Stendi il pizzo piatto su un’asse da stiro e assicurati che il ferro sia impostato su una temperatura molto bassa. Avrai bisogno di un ferro che eroghi vapore anche alle basse temperature.
Stira i capi meno delicati per ultimi, assicurandoti di seguire le raccomandazioni presenti in etichetta.

Come stirare un capo composto da materiali diversi

Il trucco qui è iniziare con la parte più delicata, e utilizzare un ferro dotato di protezione per i tessuti (vedi pizzi) dove serve.
Tuttavia, se la parte principale del capo richiede un ferro freddo e altre parti un ferro caldo, è meglio stirare in stadi diversi poiché la parte principale potrebbe spiegazzarsi ancora mentre affronti altre aree.
Per risolvere questo problema, stira le parti più piccole con un ferro caldo, poi spegnilo e lascia riposare il capo per mezz’ora.
Ora riaccendi il ferro impostandolo su una temperatura bassa.

Come stirare un abito plissettato

Come per la camicia, verifica l’impostazione richiesta per il ferro e slaccia tutti lacci e le cinture.

Prima stira i lacci, il colletto (se presente), poi metti le maniche piatte sulla tavola da stiro.
Siccome solitamente non si desidera una cucitura netta su queste maniche, stira la superficie della manica di piatto, usando il ferro con piccole ‘pressioni’, ma non stirare entrambi i bordi della manica. Ora sposta la manica in modo che le sezioni non stirate dalla cucitura al bordo siano piatte sulla tavola da stiro e possano essere stirate. Ancora una volta, evita di stirare le pieghe sul bordo della superficie.
Passa poi al corpo dell’abito, utilizzando la stessa tecnica della camicia. È meglio stirare prima la parte superiore e poi la gonna, per evitare che si riformino le pieghe.