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Come Arredare la Camera di un Bambino

Arredare la stanza di un bambino è una delle cose più divertenti che ci siano. Le nostre case infatti rispecchiano molto il nostro essere adulti, la personalità che ci siamo costruiti, i nostri gusti e il nostro stile.

Ma quando arrediamo la stanza di un bambino non lo facciamo solo con il cervello, entra in gioco anche la nostra componente bambina, quella che ci fa pensare sia alla praticità sia all’allegria di svegliarsi ogni giorno in uno spazio “su misura“, creativo e colorato.

È bello (e doveroso) a volte dimenticarci la parte più razionale di noi stessi e scendere i gradini dell’età per ritrovarci a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, e l’arredamento della loro camera è un ottimo modo per iniziare a sviluppare questa capacità così importante per rapportarci ai nostri figli. Vogliamo chiamarla empatia? Bene, oggi cercheremo di unire la praticità dell’organizzazione di una stanza con l’empatia dell’arredamento nei confronti dei piccoli di casa!

Un tappeto
A meno che i vostri figli non siano allergici agli acari e alla povere, un tappeto è un must in ogni stanza dei bambini.
Se il pavimento è freddo (in ceramica o marmo ad esempio) li aiuterà a limitare il trauma dello scendere dal letto la mattina, ma anche a giocare per terra senza rischiare un raffreddore.
Se il pavimento è in un materiale caldo come il legno sarà comunque uno strumento utile perché sedersi sul morbido è sempre più comodo, ma anche perché in caso di incontrollabili attacchi artistici i colori andranno a sporcare il tappeto e non il pavimento con grande vantaggio nel pulire gli eccessi creativi.

L’angolo del disegno
Ma in generale possiamo parlare di un angolo dedicato alla creatività. Avere uno spazio di questo genere nella propria stanza è una magia per ogni bambino che potrà dedicarsi alle sue opere preferite in tutto tranquillità è concentrazione.
I piccoli sono eccezionali nel dedicare tutta la propria attenzione a una specifica attività manuale o creativa, ma hanno bisogno di spazi dedicati e di rispetto per l’importanza di questi momenti che saranno fondamentali nel loro percorso di sviluppo.
Dedichiamo quindi alcune mensoline e dei contenitori colorati e facili da spostare ai materiali da disegno, paste modellabili, colle, ritagli di carta, ecc… così da facilitare la loro autonomia nel gestire un tipo di lavoro così personale.

Mobili contenitori
I bambini hanno sempre moltissimi giochi a cui con il tempo si aggiungeranno anche i materiali scolastici, quindi diventa fondamentale dotare la loro stanza anche di contenitori che aiutino a tenere in ordine.
Se abituiamo i nostri figli a tenere per bene le loro cose fin da piccoli, sarà più facile ottenere collaborazione anche su tutto il resto della gestione domestica perché avranno imparato che l’ordine quotidiano è più semplice del dover recuperare un caos ormai incontrollato.
Se sceglieremo inoltre soluzioni modulari sarà possibile adattare la stanza alla loro crescita.
Se guardate asili e scuole dell’infanzia cosa vedete? Piccoli tavolini, seggioline a misura di bimbo, armadietti che possano aprire da soli con piccole grucce per piccole mani.
Perché non pensare a queste cose anche nell’arredare la loro stanza? Letti su cui possano salire facilmente, cassetti dell’armadio facilmente raggiungibili, tavoli e sedie su cui possano stare senza aiuto e sorveglianza degli adulti sono solo alcuni degli esempi di quanto possa essere facile rendere una stanza rispettosa delle loro possibilità e, soprattutto, misure.

Luce
Gli ambienti dove vivono i bambini dovrebbe essere molto luminoso se vogliamo che diventi di più di un posto in cui dormire.
Voi passereste le vostre giornate in un luogo buio e cupo? Non penso proprio. Quindi cerchiamo di creare spazi luminosi per i nostri bambini, giocando con colori chiari (i pastello sono i migliori) e con gli specchi che ampliano otticamente la stanza e riflettono la luce dandole respiro.
Altro elemento che può essere utile è l’umidificatore, che permette di mantenere il livello di umidità nella stanza a livelli corretti e che spesso integra elementi luminosi.

Infine, la magia
L’ultimo punto da non dimenticare è la magia. La stanza di un bambino ha bisogno di elementi magici, un po’ pazzi.
Un volo di farfalle dipinto sul muro o attaccato a stickers su un armadio, uno specchio di forme strane, un quadro che sappia di fiabe, tutte queste cose aiuteranno i bimbi a crescere senza perdere di vista la meraviglia e la magia che ogni bambino dovrebbe avere.

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Recensione Deumidificatore Duracraft DD-TEC10E

Il deumidificatore Duracraft DD-TEC10E è il prodotto che abbiamo avuto la possibilità di provare oggi e dobbiamo ammettere che non ha nulla da invidiare ai prodotti delle marche più blasonate in commercio. L’aspetto è molto semplice e spartano, non ha particolari fronzoli e rifiniture di pregio, tuttavia non è brutto da vedere anzi le sue forme squadrate e nette danno un senso di sicurezza e di professionalità.

Le dimensioni di questo deumidificazione sono nella media, infatti misura 32,5 cm x 22,5 cm x 48, paragonabile con i prodotti più diffusi, come è possibile vedere in questa guida su Deumidificatoreok.com, non è quindi molto ingombrante ed è molto semplice trovargli un posto all’interno di una stanza senza che ci intralci più di tanto.
Il peso anche è nella media, con i suoi 13 chilogrammi è molto semplice da spostare, grazie anche alla pratica maniglia ergonomica per il trasporto e 4 ruote di cui il Duracraft DD-TEC10E è dotato e che ne facilitano il trascinamento.
La capacità di assorbire l’umidità è di circa 10 litri ogni 24 ore, ovviamente nei casi in cui ci sia molta umidità nell’aria, questo rende il Duracraft DD-TEC10E un prodotto adatto a deumidificare stanze di medie dimensioni, diciamo di circa fino a 20 o anche 25 metri quadrati senza particolari problemi.

Il Duracraft DD-TEC10E è il diretto concorrente del DeLonghi Tasciugo DEM 10, in quanto la potenza di deumidificazione è pressoché la stessa.
Sulla scheda tecnica i consumi indicati sono di circa 300 watt, ma con nostro grande piacere abbiamo potuto appurare che i consumi effettivi, almeno durante le nostre prove, hanno di poco superato i 200 watt, quindi possiamo dire che alla fin fine il Duracraft DD-TEC10E non consuma poi così tanta energia come temevamo.
La tanica per la raccolta dell’acqua ci è sembrata idonea alla potenza di deumdificazione, grazie alla sua capienza di quasi 3 litri (2,9 per l’esattezza).
Il rumore del motore si attesta intorno ai 43 decibel, nella media quindi, però abbiamo notato che la scocca esterna non è assemblata con criterio, e durante il funzionamento, vibra fastidiosamente, aggiungendo altro rumore a quello nominale dichiarato nella scheda tecnica.
Il deumidificatore Duracraft DD-TEC10E non si fa mancare proprio niente, infatti ha moltissime funzioni ed automatismi utili: ad esempio quando la tanica di raccolta è piena, se nessuno provvede a svuotarla, si spegne automaticamente, onde evitare di far traboccare l’acqua dal serbatoio. È comunque possibile collegare il Duracraft DD-TEC10E ad uno scarico diretto oppure direttamente all’esterno per evitare la noia di dover stare sempre a controllare lo stato del serbatoio.
La regolazione delle varie impostazioni è davvero semplice ed intuitiva, in quanto tutte le opzioni sono direttamente accessibili da pannello di comandi posti in alto, potete inoltre impostare il tasso di umidità che volete che l’ambiente mantenga e al resto penserà a tutto il Duracraft DD-TEC10E, grazie al sensore incorporato che gli permetterà di tenere sempre sotto controllo la percentuale di umidità presente nell’aria.

Il Duracraft DD-TEC10E è veramente un prodotto valido, ottimo per i piccoli ambienti e per asciugare la biancheria. È molto economico e compatto e tutto sommato anche esteticamente non è per niente male. Consigliamo questo prodotto, a meno che non vi serva un deumidificatore per la camera da letto, che magari vogliate tenere acceso anche di notte. In questo caso non consigliamo il Duracraft DD-TEC10E, per i problemi di rumorosità di cui abbiamo accennato durante la recensione. Per il resto non abbiamo trovat nessun difetto evidente per questo modello, è affidabile ed efficiente e svolge il suo lavoro esattamente come fanno altri deumidificatori di marche molto più famose.

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Come Utilizzare l’Asciugatrice Correttamente

L’asciugatrice è un elettrodomestico ancora poco diffuso in Italia ma davvero utile soprattutto nella stagione invernale, quando c’ è poco sole a disposizione e quando piove. L’ asciugatrice è particolarmente utile anche per chi vive in città particolarmente umide dove gli indumenti si asciugano meno facilmente; inoltre vi sono dei condomini che per non rovinare l’ estetica del palazzo, non consentono che si appendano indumenti fuori alle abitazioni e non tutti chiaramente in casa hanno lo spazio necessario per accogliere uno stendino pieno di indumenti, vediamo allora come usare l’ asciugatrice:

In commercio potrete trovare vari modelli di asciugatrici, ciascuno di essi con le sue istruzioni specifiche, inoltre possono essere semplicemente asciugatrici oppure delle “lavasciuga”, vale a dire lavatrici ed asciugatrici in un unico modello. Il consiglio è quello di preferire i modelli a pompa di calore, che consumano meno delle asciugatrici tradizionali. Indipendentemente dal modello che decidete di acquistare, ricordate che prima di attivare la funzione di asciugatura i panni devono essere prima centrifugati, per rimuovere l’ eccesso di acqua. L’ asciugatrice oltre ad asciugare i vostri capi in maniera delicata (contrariamente a quello che erroneamente si sente dire), ridurrà al minimo il rischio di pieghe, difficili poi da stirare. Pertanto se da un lato spenderete di più in elettricità per asciugare, dall’ altro risparmierete perché stirerete meno o per nulla.

Il carico dei panni da inserire nell’ asciugatrice dovrà essere differenziato in base ai tessuti, infatti alcuni asciugano prima, altri dopo, evitate di mescolare indumenti di tipologie di stoffa diverse. Se dopo l’ asciugatura intendete comunque stirare evitate di impostare un ciclo che asciughi eccessivamente gli indumenti seccandoli, meglio che mantengano un certo grado di umidità. Evitate anche di riempire eccessivamente il cestello altrimenti gli indumenti si stropicceranno troppo.

La temperatura da impostare dovrà essere scelta in base al tessuto e alla tipologia di bottoni, stemmi ed applicazioni varie, infatti anche se un tessuto è resistente e ben sopporterebbe eventuali temperature alte magari i bottoni sono in plastica e potrebbero ammorbidirsi o addirittura sciogliersi.

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Come Evitare di Sprecare l’Acqua

Lo spreco delle risorse naturali è un grave vizio della società moderna. Per salvaguardare l’ambiente e contemporaneamente risparmiare qualche decina di euro sulla bolletta segui queste semplici regole per risparmiare l’acqua durante le tue attività quotidiane in casa.

Per quanto riguarda l’uso della lavatrice per fare il bucato, cerca di seguire queste tre semplici regole. Per prima cosa avvia la lavatrice solo quando è completamente piena. Indossa i tuoi vestiti più di una volta prima di lavarli, riducendo così il numero di lavaggi settimanali con la lavatrice. Acquista una lavatrice che eviti gli sprechi.

Quando fai la doccia, mentre l’acqua diventa calda non lasciarla scorrere per troppo tempo ma cerca di raccogliere con una bacinella l’acqua (che altrimenti sprecheresti) finché non diventa calda. Questa può essere usata per lavare qualcosa a mano o per lavare i pavimenti. Il riciclo di acqua pulita, che in caso contrario andrebbe gettata via, è un ottimo metodo per risparmiare.

Non lasciare l’acqua aperta mentre ti lavi i denti o ti fai la barba. Quando lavi i piatti, raccogli l’acqua in una bacinella o chiudi con un tappo il lavandino e, dopo aver sciacquato ed insaponato tutti i piatti, le pentole e le posate, risciacqua il tutto con l’acqua calda. Usa la lavastoviglie senza sciacquare prima tutti i piatti ed i bicchieri e avviala soltanto quando è completamente piena.

Non gettare mai via l’acqua che usi per cucinare o per lavare le verdure: questo liquido può essere riutilizzato come concime per le piante e per i fiori. Oltre a risparmiare, il tuo giardino ed i tuoi vasi diventeranno più rigogliosi che mai con un concime sano, non inquinante e naturale al cento per cento. Provare per credere.

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Il bagno è forse l’ambiente della casa cui si sono sempre dedicate meno attenzioni.
Eppure, con pochi accorgimenti e un pizzico di buon gusto, anche questa stanza può assumere un valore nuovo.
Vi presento una breve, ma completa rassegna di tutto ciò che può servire in un bagno moderno ed efficiente, dai piccoli accessori alla biancheria.
La scelta accurata di essi, con particolare riferimento agli accostamenti dei colori e alla perfezione delle forme, darà oltretutto un tocco di vera eleganza a ogni bagno.
Per ognuno di essi vi sono vari modelli che saranno scelti in rapporto alla struttura e all’arredamento del bagno.

I materiali più usati sono la plastica e l’acciaio inossidabile, a questi si può aggiungere il legno laccato e il cristallo.
Ecco un elenco di quelli indispensabili o comunque più frequenti:
– l’anello
– il portasapone la mensola
– il portasciugamani ad asta
– il portascopini
– il portacarta
– il portabicchiere.
Risulta essere chiaro che la disponibilità di ogni accessorio in uno piuttosto che in un altro materiale provocherà notevoli variazioni di prezzo.
Alcuni sono muniti di un ripiano per appoggiarvi gli oggetti di uso quotidiano.
Gli armadietti posti sopra il lavandino hanno sempre incorporato lo specchio e servono per riporre tutto quello che può occorrere in un bagno: creme, cosmetici, dentifrici, saponi ecc.
L’armadietto, ovviamente essenziale in un bagno, si può trovare in varie grandezze e la sua scelta dipende anche dalle misure della stanza da bagno.
Alcuni modelli hanno lo specchio anche internamente, oltre che esternamente, e l’interno è normalmente diviso in mensole.

In commercio ve ne sono di vari materiali: plastica, legno, cristallo e metallo.
I modelli in plastica sono molto economici, quelli realizzati in metallo cromato e cristallo hanno prezzi decisamente superiori.
Vi sono anche mobiletti pensili in legno laccato la cui antina ha forma di persiana.

Per chi ha un bagno spazioso esistono poi mobiletti da bagno componibili forniti di cassetti e portabiancheria con cestello inserito nel mobile, oltre ai soliti elementi con ripiani per riporre la biancheria.
Vi sono anche piccoli mobiletti da bagno, di varie fogge, di forma rotonda o rettangolare, con scomparti per contenere gli attrezzi per la pulizia delle scarpe (spazzole e lucido) e muniti di un poggiapiede; il loro costo è relativamente basso.

L’asciugacapelli tradizionale o fon è essenzialmente costituito da un ventilatore, azionato da un motorino elettrico che aspira da una parte aria fredda e la ributta riscaldata dall’altra.
Il riscaldamento dell’aria avviene mediante una resistenza simile a quella che si trova nelle stufette elettriche.
Motorino e resistenza sono contenuti in un involucro di metallo, di plastica o di entrambi i materiali.
I modelli oggi in commercio sono molto vari: da quelli più comuni con l’aria che fuoriesce da un condotto cilindrico a quelli piccolissimi che stanno in una mano e nei quali l’aria esce attraverso una serie di aperture.
Ci sono poi asciugacapelli dotati di pettini o spazzole in corrispondenza dei fori d’uscita dell’aria, che permettono una messa in piega senza bigodini.
Il flusso d’aria provocato dal ventilatore deve essere sufficientemente potente e veloce.
Un buon asciugacapelli deve essere perfettamente isolato dal punto di vista elettrico perché lo si usa in ambienti saturi di umidità, deve essere maneggevole, leggero (350-750 g circa), deve avere un cordone lungo (almeno due metri), un interruttore a più posizioni (spento, aria calda, aria fredda)
La temperatura deve essere regolata da termostato per non diventare troppo elevata.

Esistono poi in commercio i caschi asciugacapelli di uso casalingo, simili a quelli dei parrucchieri.
Se di plastica gonfiabile occupano pochissimo posto, se di plastica rigida antiurrto occupano il posto di una cappelliera.
In relazione agli asciugacapelli tradizionali, sono molto più costosi.
Sono comodi perché permettono una asciugatura alquanto omogenea dei capelli, la regolazione della temperatura e lasciano le mani libere per dedicarsi a qualsiasi altra attività.

Indico il minimo indispensabile per una famiglia da due a quattro persone:
– 12 asciugamani in cotone, lino o spugna
– 12 lavette
– 4 lenzuola da bagno, preferibilmente in spugna o in tessuto di cotone a nido d’ape.
– Un numero variabile di accappatoi secondo l’uso (escluisivamente per il bagno o anche come vestaglia).
La spugna è molto usata in tutta la biancheria da bagno: essa è normalmente spugna di cotone ritorto, idrofila cimata, che asciuga perfettamente e non è pesante.
I colori sono molto vivi e i disegni molto vari: si va dallo scozzese ai disegni geometrici e fantasia.
Ci sono anche asciugamani in lino e cotone; i primi sono più cari, ma hanno il pregio di essere morbidi, leggeri e di asciugare particolarmente bene.
Meno essenziali, ma sempre utili in una casa sono gli scendibagno, i copriasse e i tappetini da bagno, in morbida spugna di cotone o in soffici tessuti sintetici, di aspetto simile a quello della moquette.

Il pesapersone è oramai diventato il chiodo fisso di molte persone: il numero dei modelli in commercio testimonia la quantità delle richieste. Il consiglio è quello di preferire la come farti cercare dal ragazzo che ti piace a quella meccanica, visto che è più precisa.
Alcuni tipi permettono di fissare, mediante un indicatore di plastica o di metallo, il peso raggiunto, per verificare periodicamente con maggior comodità l’oscillazione.
Sono di plastica, di forma squadrata o arrotondata, con il posapiedi in polistirene o coperto da un tappetino sintetico intercambiabile.
Un vetro ingranditore permette di leggere con relativa facilità i numeri indicati.
Per chi avesse grossi problemi di vista, ricordiamo che esistono modelli che hanno l’indicatore ad altezza d’uomo, poggiato su uno stelo di metallo.
Questi ultimi modelli hanno però l’inconveniente di essere molto più ingombranti; il loro prezzo rispetto agli altri tipi, è decisamente più elevato.
Un recentissimo tipo di bilancia « ottica » per persone che ci vedono poco ha un quadrante che proietta addirittura la scritta del peso sulla parete o sul soffitto, opportunamente ingrandita.

Se non c’è un impianto centrale di acqua calda è necessario installare nel bagno (o in cucina, a seconda della comodità e dello spazio fruibile) uno scalda-acqua.
Può essere a gas o elettrico.
L’apparecchio a gas è meno caro, più veloce e comodo per il funzionamento; basta l’accensione perché scenda immediatamente acqua calda.
Si compone di un termostato e di dispositivi di sicurezza per quanto riguarda l’accensione e il flusso dell’acqua.
È costruito in modo che il flusso di acqua fredda, immesso durante l’uso, non abbassi mai la temperatura dell’acqua calda già pronta.

Lo scaldabagno elettrico invece necessita di un lasso di tempo prima che eroghi acqua calda.
Per esempio uno scaldabagno da 30 l impiega mezz’ora a riscaldare l’acqua a 70° c, e uno da 50 l circa un’ora.
Per scegliere un apparecchio si deve anche tenere conto della quantità d’acqua calda che viene consumata giornalmente.
Riporto qui uno schema approssimativo dei consumi giornalieri di acqua calda per persona:
-cucina: 10 l
-bagno: 8 l
-doccia: 10 l
-bucato: 10 l per kg di biancheria asciutta.

Vi do ora alcuni piccoli suggerimenti che riusciranno particolarmente utili per un uso sicuro dello scaldabagno elettrico:
– gli scaldabagni elettrici (boiler) hanno bisogno di un ter¬mostato regolato in modo che la temperatura dell’acqua non superi i 70° c.
– quando si fa il bagno, è bene entrare nella vasca già piena, dopo aver chiuso i rubinetti e staccato l’interruttore dello scaldabagno.
– Sotto la doccia o nella vasca non si deve venire a contatto con nessun apparecchio elettrico.
– se dallo scaldabagno esce del vapore o dell’acqua, bisogna aprire i rubinetti dell’acqua calda per diminuire la pressione e spegnere l’apparecchio.

Per evitare pericolose cadute sul bagnato, ci sono in commercio strisce antisdrucciolevoli che si applicano con facilità sul fondo asciutto della vasca da bagno e della doccia.
Una volta effettuata l’applicazione, è necessario evitare di adoperare la vasca o la doccia per un periodo di almeno dodici ore.
Per questo scopo ci sono inoltre dei tappetini di gomma che si mettono sul fondo della vasca o sul piatto della doccia e che sono forse più pratici perché permettono una più agevole e completa manutenzione.

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Stirare è un lavoro di cui si farebbe volentieri a meno. A volte ti ritrovi a lottare con il ferro, solo per scoprire che hai bruciacchiato la tua gonna o sono più le pieghe che hai creato di quelle eliminate. Ma i tuoi problemi potrebbero essere finiti. Scegli un buon ferro di qualità e segui questi semplici passi per assicurarti che i tuoi vestiti siano l’invidia di tutti. Se, invece, utilizzi una piastra, puoi seguire i consigli contenuti in questa guida di Roberta Bianchi pubblicata su Pressedastiro.com.

Come stirare una camicia
Sbottona i bottoni, compresi quelli sul colletto e sui polsini. Controlla il materiale della tua camicia: se è in cotone, usa un ferro ad alta temperatura con molto vapore. Per altri materiali, consulta le istruzioni riportate in etichetta.
Posiziona il colletto piatto sull’asse da stiro, in modo da stirare l’interno del colletto. Quindi rigira il colletto e premi sulla parte esterna.
Poi, passa al carrè (la parte tra le due spalle) della camicia. Sistemala sulla parte terminale dell’asse, quindi stira accuratamente più verso l’interno che puoi. Passa alla parte non stirata del carrè tenendolo sulla punta della tavola, e ripeti la stessa pressione decisa finché tutto il carrè non risulta liscio.
Ora metti una manica sull’asse da stiro, assicurandoti che la cucitura sotto l’ascella sia ben allineata. Stirala con brevi ‘pressioni’ su tutta la superficie, arrivando fino al bordo senza cucitura. Una volta stirata tutta la manica, stira creando una piega netta lungo il bordo senza cucitura. Metti il polsino piatto sulla tavola e stiralo. Ripeti con l’altra manica.
Ora puoi mettere le parti anteriori della camicia sulla parte finale della tavola da stiro. Stira attentamente, evitando i bottoni e usando la punta del ferro tirando fino ai bottoni. Ripetere con l’altra parte anteriore, e con quella posteriore.
Appendila, assicurandoti che le spalle della camicia restino ‘diritte’ sull’appendiabiti.

Come stirare un capo con pizzi
Controlla la temperatura indicata sul capo. Se non è indicato l’uso di un ferro molto freddo, stira la parte centrale del capo per ultima.
Stendi il pizzo piatto su un’asse da stiro e assicurati che il ferro sia impostato su una temperatura molto bassa. Avrai bisogno di un ferro che eroghi vapore anche alle basse temperature.
Stira i capi meno delicati per ultimi, assicurandoti di seguire le raccomandazioni presenti in etichetta.

Come stirare un capo composto da materiali diversi
Il trucco qui è iniziare con la parte più delicata, e utilizzare un ferro dotato di protezione per i tessuti (vedi pizzi) dove serve.
Tuttavia, se la parte principale del capo richiede un ferro freddo e altre parti un ferro caldo, è meglio stirare in stadi diversi poiché la parte principale potrebbe spiegazzarsi ancora mentre affronti altre aree.
Per risolvere questo problema, stira le parti più piccole con un ferro caldo, poi spegnilo e lascia riposare il capo per mezz’ora.
Ora riaccendi il ferro impostandolo su una temperatura bassa.

Come stirare un abito plissettato
Come per la camicia, verifica l’impostazione richiesta per il ferro e slaccia tutti lacci e le cinture.

2. Prima stira i lacci, il colletto (se presente), poi metti le maniche piatte sulla tavola da stiro.
Siccome solitamente non si desidera una cucitura netta su queste maniche, stira la superficie della manica di piatto, usando il ferro con piccole ‘pressioni’, ma non stirare entrambi i bordi della manica. Ora sposta la manica in modo che le sezioni non stirate dalla cucitura al bordo siano piatte sulla tavola da stiro e possano essere stirate. Ancora una volta, evita di stirare le pieghe sul bordo della superficie.
Passa poi al corpo dell’abito, utilizzando la stessa tecnica della camicia. È meglio stirare prima la parte superiore e poi la gonna, per evitare che si riformino le pieghe.