Lavori Domestici

Come Preparare il Pane all’Aglio

In questa guida spieghiamo come preparare il pane all’aglio.

La ricetta prevede l’utilizzo del normale forno ma ovviamente può essere adattata per la macchina del pane se si utilizza questo tipo di elettrodomestico.

Occorrente

Per il preimpasto
farina 00, 50 gr
lievito di birra secco, mezzo cucchiaino
acqua, 3 cucchiai
latte, 1 cucchiaio

Per l’impasto:
farina di segale, 350 gr
farina 00, 100 gr
acqua, 350 ml
lievito di birra secco, 1 cucchianino e mezzo
aglio schiacciato e tritatato, 1 cucchiaino
sale, 2 cucchiaini

Procedimento

Preparare il preimpasto facendo scioglierei il lievito nell’acqua, lasciare attivare 5 minuti poi incorporare la farina e il latte. Impastare, mettere in un contenitore ricoperto di pellicola e lasciare riposare per 12/18 ore a temperatura ambiente.

Preparare la pasta sciogliendo il lievito in 250 ml di acqua, setacciare le due farine e formare una fontana, al centro mettere il lievito ed il lievito sciolto nell’acqua fino a formare una pastella, incorporare il resto della farina fino a quanto la pasta sarà omogenea. Mettere in una ciotola, coprire con la pellicola e lasciare riposare per 12/18 ore.

Riprendere la pasta, salare e aggiungere l’aglio schiacciato e tritato con l’apposito attrezzo. Lavorare nuovamente e formare una pagnotta che dovrà essere depositata sulla placca del forno. Cospargere di farina e con un coltello molto affilato fare dei tagli a rete, coprire e lasciare lievitare per 90 minuti.

Infornare in forno caldo a 200° e cuocere questo pane di campagna all’aglio per 65/70 minuti.

Casa

Come Utilizzare l’Asciugatrice Correttamente

L’asciugatrice è un elettrodomestico ancora poco diffuso in Italia ma davvero utile soprattutto nella stagione invernale, quando c’ è poco sole a disposizione e quando piove. L’ asciugatrice è particolarmente utile anche per chi vive in città particolarmente umide dove gli indumenti si asciugano meno facilmente; inoltre vi sono dei condomini che per non rovinare l’ estetica del palazzo, non consentono che si appendano indumenti fuori alle abitazioni e non tutti chiaramente in casa hanno lo spazio necessario per accogliere uno stendino pieno di indumenti, vediamo allora come usare l’ asciugatrice:

In commercio potrete trovare vari modelli di asciugatrici, ciascuno di essi con le sue istruzioni specifiche, inoltre possono essere semplicemente asciugatrici oppure delle “lavasciuga”, vale a dire lavatrici ed asciugatrici in un unico modello. Il consiglio è quello di preferire i modelli a pompa di calore, che consumano meno delle asciugatrici tradizionali. Indipendentemente dal modello che decidete di acquistare, ricordate che prima di attivare la funzione di asciugatura i panni devono essere prima centrifugati, per rimuovere l’ eccesso di acqua. L’ asciugatrice oltre ad asciugare i vostri capi in maniera delicata (contrariamente a quello che erroneamente si sente dire), ridurrà al minimo il rischio di pieghe, difficili poi da stirare. Pertanto se da un lato spenderete di più in elettricità per asciugare, dall’ altro risparmierete perché stirerete meno o per nulla.

Il carico dei panni da inserire nell’ asciugatrice dovrà essere differenziato in base ai tessuti, infatti alcuni asciugano prima, altri dopo, evitate di mescolare indumenti di tipologie di stoffa diverse. Se dopo l’ asciugatura intendete comunque stirare evitate di impostare un ciclo che asciughi eccessivamente gli indumenti seccandoli, meglio che mantengano un certo grado di umidità. Evitate anche di riempire eccessivamente il cestello altrimenti gli indumenti si stropicceranno troppo.

La temperatura da impostare dovrà essere scelta in base al tessuto e alla tipologia di bottoni, stemmi ed applicazioni varie, infatti anche se un tessuto è resistente e ben sopporterebbe eventuali temperature alte magari i bottoni sono in plastica e potrebbero ammorbidirsi o addirittura sciogliersi.

Sport

Cosa Serve per Praticare Surf in Inverno

Surfare d’inverno? Congelerai… E invece no, surfare con una temperatura esterna negativa in un’acqua a 10°C è possibile! Per iniziare serve solo tanta motivazione e un buon equipaggiamento. Il vantaggio in queste condizioni è che si può surfare in piccoli gruppi, con onde perfette. Per fare questo occorre essere un minimo preparati. Ecco quindi cosa fare per sfruttare al meglio una sessione di surf invernale.

Prima della sessione
Prima di qualsiasi iniziativa, chiediti se la tua condizione fisica ti permette di affrontare il freddo, che sia un raffreddore o un inizio di angina. Non devi trascurare le tue condizioni fisiche che potrebbero peggiorare dopo la sessione, per quanto divertente essa sia.
Sei in forma? OK! Surfare d’inverno è soprattutto una questione mentale. Il tuo stato mentale farà la differenza sui preconcetti: fino ad un certo limite non fa mai troppo freddo! Preparati soltanto alla freschezza tonificante dell’acqua, il tuo equipaggiamento farà il resto.
Ecco, ti vediamo nel parcheggio, sei tu, non hai fatto dietro front! Esci dall’auto e vai ad affrontare le onde. Le condizioni ottimali per dicembre: 2 gradi all’esterno e un’acqua a 8 gradi. Puoi cominciare ad attrezzarti.
Due soluzioni: puoi cambiarti in auto con il riscaldamento – ma questo richiede un talento da ginnasta – oppure cambiarti al parcheggio.
Per la seconda soluzione avrai bisogno di un tappetino da mettere a terra, infatti il freddo ti intorpidirà rapidamente i piedi e l’asfalto potrà diventare veramente aggressivo. Il poncho ti proteggerà dal freddo mentre ti infili la muta di neoprene (e preserverà la tua intimità).
Ricorda: la tecnologia delle mute moderne permette ai surfisti di essere a proprio agio nell’acqua per surfare d’inverno.
Ricordati di scegliere una muta abbastanza spessa a seconda delle temperature dell’acqua in cui pratichi le tue attività (generalmente 5/4 mm o anche 6/5/4 per surfare in Italia d’inverno).
Le 3 cifre indicano lo spessore del neoprene a livello del tronco e della schiena, delle gambe e delle braccia. Le 2 cifre indicano lo spessore a livello del tronco o lo spessore a livello delle braccia.
Se hai freddo lo stesso, aggiungi un top di neoprene 0,5 mm o un top polare sotto la muta, a contatto diretto con la pelle.
Proteggi le estremità a seconda delle condizioni climatiche usando dei guanti, dei calzari e un passamontagna di neoprene (il passamontagna sarà soprattutto utile in caso di venticello fresco o se vuoi fare molti duck dive per raggiungere il picco).
Suggerimento: se surfi regolarmente usa dei tappi per le orecchie per evitare l’esostosi, che può verificarsi dopo numerosi anni di pratica.
Anche d’inverno devi usare la crema solare, la tua pelle non essendo più abituata ai raggi del sole, non esitare a metterne anche sul viso.
Per finire, usa del wax per acqua fredda per avere una presa ottimale sul tuo surf.

Prima di partire da casa prepara una lista dell’equipaggiamento che NON DEVI ASSOLUTAMENTE DIMENTICARE
– Tappetino
– Poncho
– Muta neoprene
– Calzari (entrambi è meglio)
– Guanti (stesso commento che per i calzari)
– Passamontagna
– Top di neoprene o polare
– Tappi per le orecchie
– Crema solare
– Wax per acqua fredda (secondo la temperatura dell’acqua)
Senza dimenticare il tuo surf!

Durante la sessione
Ora sei pronto. Ricordati di scaldarti prima di entrare in acqua e di preparare i muscoli, il neoprene offre un ottimo isolamento termico. In questo modo avrai caldo.
Una volta in acqua sentirai il freddo. Le prime volte che immergi la testa sott’acqua potrai avere la sensazione di ricevere una “sferzata” in testa, non avere paura, il tuo cervello non si congelerà… è il tuo corpo che si sta abituando alla temperatura dell’acqua. Ti acclimaterai dopo circa una decina di minuti.
Se questa sensazione persiste e vedi delle stelle nel campo visivo, resta vicino al bordo e non esitare a ritornare sulla spiaggia se non ti senti bene.
Probabilmente il tuo corpo sta impiegando qualche minuto in più ad abituarsi.
Per questo motivo è fortemente consigliato surfare in gruppo, per sorvegliarsi reciprocamente (questo vale anche quando pratichi il surf d’estate).
Consiglio: ascolta il tuo corpo durante la sessione e non spingerlo oltre i suoi limiti, anche se la sessione dura solo 45 minuti è già sufficiente!
Attenzione al calare della notte quando surfi d’inverno, può arrivare molto rapidamente e più presto di quanto ti immagini.

Dopo la sessione
Eccoti qui, orgoglioso e felice di aver potuto approfittare delle onde invernali! Ma non è finita! Ora devi cambiarti.
Cerca di ripararti al massimo dal vento in inverno per evitare l’effetto brivido. Prepara prima gli indumenti di ricambio per essere veloce (maglietta girata nel senso giusto, pantaloni nel posto giusto…).
Suggerimento: prepara una bottiglia d’acqua calda prima di andare a surfare, ti servirà a riscaldarti le mani e i piedi che possono essere intorpiditi!
Non esitare a coprirti bene il più rapidamente possibile (top, giacca a vento, calzettoni…), asciugati i capelli e metti una cuffia o un cappuccio per limitare la dispersione di calore dalla testa.
Infine, un thermos di caffè, di tè o di cioccolata calda (da condividere) ti riscalderà e potrai parlare della sessione con i tuoi amici in un momento di compagnia!

Altro

Come Noleggiare un Monopattino per Visitare Atene

Atene, al contrario delle altre capitali europee, negli ultimi anni é rimasta indietro sul tema della mobilità ecologica. Per fortuna, dopo anni di attesa, é arrivato il servizio di monopattini elettrici che é possibile noleggiare in diversi punti della città. Per il noleggio del monopattino elettrico ad Atene bisogna scaricare l’apposita applicazione gratuita e registrarsi. Una volta individuato il monopattino più vicino, l’applicazione vi consentirà di sbloccare il veicolo con un codice QR. Non ci sono vere e proprie isole di noleggio, per ciò la localizzazione sull’app é fondamentale.

Quali applicazioni scaricare per il noleggio

Le due compagnie che offrono il noleggio ad Atene sono Lime e Hive. La prima cosa da fare é scaricare l’applicazione sul vostro cellulare, disponibile sia su Ios sia su Google Play. Vi consigliamo di scaricarle entrambe, in modo da trovare il monopattino elettrico a voi più vicino. La zona dove vi sarà possibile trovare gli electric scooter é circoscritta al centro di Atene, fino a Plateia Mavilli al nord e fino a Paleo Faliro al sud. Ce ne sono diversi in ogni quartiere del centro storico, gli electric scooter possono essere parcheggiati ovunque! Non c’è un’area di parcheggio riservata, ma potrete trovarli sui marciapiedi, sulle strade, nei parcheggi, insomma tenete bene aperti gli occhi quando li cercate.
Date un’occhiata a questa guida che vi spiega velocemente come funziona il monopattino elettrico.

Come funziona il noleggio

Una volta trovato il monopattino a voi più vicino, dovrete aprire l’app e scansionare il codice QR che si trova sul manubrio. Per il noleggio del monopattino elettrico, una volta scansionato il codice QR, vi verrà richiesto di inserire i dati della carta di credito per il pagamento. Dopo questi passaggi il vostro monopattino si sbloccherà automaticamente. Ricordatevi di avere il telefono carico, perché quando deciderete di terminare il noleggio vi verrà richiesto di premere il pulsante termina corsa o metti in pausa sull’app. Dovrete anche scattare una foto per identificare esattamente il luogo di parcheggio del monopattino. Quando dovrete parcheggiare il monopattino, verificate sulla mappa di essere all’interno dell’area verde, se siete sulla zona rossa e vi siete allontanati troppo dal centro, dovrete rientrare nell’area verde per parcheggiare il monopattino.
Prima di procedere con il noleggio, alcune schermate introduttive vi mostreranno come usare il vostro electric scooter. E’ obbligatorio indossare un caschetto se lo avete, altrimenti potrete ritirarlo presso uno degli appositi negozi segnalati sull’app. La velocità massima raggiunta dal monopattino é di 25 km/h ed é possibile usarlo anche in salita. Bisogna però fare attenzione all’uso del monopattino ad Atene: non essendo dotata di piste ciclabili vi consigliamo di usarlo per brevi distanze nel centro storico. Ad esempio per recarvi allo stadio kalimarmaro, passando per lo Zappeion, fino a raggiungere i giardini nazionali. Oppure un altra idea é affittarlo vicino al museo dell’Acropoli per usufruire della zona pedonale di Plaka e dell’area di Thissio, senza rischiare di essere investiti dal traffico ateniese.

Quanto costa il noleggio

Per effettuare lo sblocco del monopattino, automaticamente verrà addebitato il costo iniziale di 1 euro. Dopodiché il costo é di 0,15 centesimi al minuto. I prezzi sono gli stessi per entrambe le compagnie che effettuano il servizio, La Lime e la Hive. Ma se scaricate l’app e invitate un amico a scaricare l’app riceverete entrambi 3 coupon gratuiti per lo sblocco quando lei o lui utilizzeranno Lime o Hive per la prima volta. Basta condividere il codice referral e inviarlo per messaggio ai vostri amici.
Potrete inoltre acquistare una ricarica prepagata e avere un maggior controllo delle vostre spese. Potete acquistare una ricarica da 10 €, da 20 € e da 50 €. Acquistando in anticipo la ricarica da 20 € avrete un coupon di 1 € per uno sblocco gratuito, se acquistate la ricarica da 50 € avrete in omaggio un coupon da 3€ per 3 sblocchi gratuiti.

Consumatori

Cosa Sapere Prima di Comprare una Pedana Vibrante

In questa guida spieghiamo cosa bisogna sapere prima di comprare una pedana vibrante.

Pedana vibrante e dimagrimento
Innanzi tutto bisogna sempre vedere di che pedana stiamo parlando.
Si parte dal presupposto che l’unico modo per dimagrire è introdurre meno calorie di quelle che si consumano, oppure aumentare il consumo di calorie con l’esercizio fisico.
L’unica pedana che può consentire di avere un “lavoro muscolare” piuttosto rilevante è la pedana con vibrazione sussultoria in quanto la vibrazione generata è “assorbibile”, grazie alla dimensione dell’ampiezza ed alla direzione di propagazione, anche da parte dell’apparato muscolare. La vibrazione stessa generata dalla macchina consente al muscolo di contrarsi, quindi di sprecare energie per eseguire questo lavoro.
Le macchine di tipo basculanti invece, generano una vibrazione che si propaga lateralmente e che viene assorbita quasi totalmente dalla struttura scheletrica, in quanto, per ampiezza e direzione di propagazione non si può mettere in relazione con l’apparato muscolare. Questa vibrazione tende a destabilizzare l’equilibrio naturale del corpo dato che il baricentro viene spostato lateralmente (a destra e a sinistra, come per simulare il passo di una camminata).
Istintivamente i muscoli si attivano ad ogni stimolo della vibrazione “destabilizzante” cercando di riportare il corpo nel normale equilibrio.
Anche qui abbiamo un lavoro muscolare ma non esiste una contrazione continua come durante un allenamento fitness, è solo un’attività muscolare di “riflesso” quindi meno allenante.
E’ comunque risaputo che per bruciare i grassi deve sussistere un allenamento aerobico, in quanto la maggior presenza di ossigeno contribuisce a bruciare i grassi.

Nel caso della pedana sussultoria, che consente al muscolo di eseguire un lavoro, non esiste comunque lavoro aerobico, quindi difficilmente le “scorte di grassi” possono venir bruciate con il solo utilizzo della pedana. Serebbe invece piuttosto utile unire il tradizionale esercizio fitness e cardio-fitness (aerobico), all’allenamento su pedana vibrante: l’esercizio cardio-fitness consentirebbe di “bruciare” i grassi (sempre che l’apporto di calorie sia adeguato, quindi sia inferiore rispetto alle calorie che si bruciano con l’esercizio), l’uso della pedana vibrante consentirebbe invece di migliorare le performance muscolari in meno tempo rispetto all’allenamento “classico”, con minor stress e microtraumi da parte delle articolazioni, ed un tempo di recupero più breve rispetto a quello occorrente dopo un esercizio fitness tradizionale.

Usando la pedana vibrante posso eliminare la cellulite
No! Posso se mai migliorare l’aspetto della pelle soggetta a ritenzione di liquidi e adipe. In che modo?
L’uso della pedana vibrante, sia essa sussultoria che basculante, consente di avere un benefico effetto massaggio con un miglioramento del drenaggio dei liquidi ed una maggior circolazione sanguigna.
Questo fa si che le parti più soggette a ristagni di liquidi migliorino nel loro aspetto “perdendo” in parte l’aspetto “gonfio” che ne derivava dal ristagno, e la circolazione sanguigna, migliorando anche nelle parti che erano meno irrorate a causa del ristagno di liquidi, consente alla pelle di avere un aspetto più roseo e “sano”.

Posso eliminare la pancetta con la sola pedana vibrante
No, però posso tonificare i muscoli addominali, che solitamente si lasciano andare, ed esce a tal proposito la pancetta. Migliorando la “tenuta” dei muscoli si ha un miglior contenimento degli intestini, che sporgerebbero meno verso l’esterno, ma se si ha dell’adipe sopra lo strato muscolare, come al punto 1 è necessario abbinare anche un esercizio di cardio-fitness tradizionale per bruciare i grassi.

La pedana vibrante è più efficace nel tonificare i muscoli degli arti inferiori e superiori che del tronco.

Lavori Domestici

Come Cuocere le Uova

Mi sono ricordata dei molti modi di cuocere le uova dopo aver letto il post scritto ieri da Sara, che come me si occupa di ricette qui su Spigoloso. Basta conoscere i tempi di cottura, adoperare uova fresche, magari quelle dei contadini che allevano seguendo metodi antichi. Raccontare e fotografare i tanti modi di cuocere le uova è pressoché impossibile. Ho cercato di ricordare quelli più comuni, tralasciando le uova sode cui si è dedicata Sara. Adesso veniamo alle tecniche.

UOVA ALLA COQUE
I miei bambini le adorano, fortunatamente riesco spesso a rifornirmi di uova di grande qualità, rigorosamente biologiche, nate da galline allevate a terra, libere di scorazzare per quel magnifico luogo che si chiama Punta Campanella. Ebbene si, sono le galline felici del ristorante Don Alfonso. Svelato il segreto vi racconto come le cucino. Immergo le uova (temperatura ambiente) delicatamente in un pentolino con acqua in lenta ebollizione. Appena ricomincia il bollore cronometro tre minuti, (il tempo dipende molto dalla grandezza delle uova, io ho usato una misura grande) poi le scolo e le passo sotto l’acqua corrente per alcuni secondi. Rompo la parte superiore del guscio, l’albume deve essere cotto mentre il tuorlo crudo e tiepido. Sale e pepe.

UOVA IN CAMICIA
Una grande tecnica non così complicata come si crede, basta farci la mano. Occorre una casseruola capiente dove mettere a bollire abbondante acqua più due cucchiai di aceto bianco. Quando l’acqua bolle si comincia a girare con un cucchiaio in modo da creare un vortice al centro. Si rompe un uovo (in questo caso freddo di frigo e freschissimo) in una piccola tazza e lo si immerge delicatamente al centro del vortice. Si riduce la fiamma, l’acqua deve bollire appena, e si lascia cuocere per circa un minuto e mezzo. L’albume, girando velocemente, avvolge il tuorlo, quindi albume cotto e tuorlo crudo. Se poi nel frigo dovesse avanzarvi del tartufo bianco… (faccetta).

UOVA STRAPAZZATE
Lo dice il nome stesso, si devono strapazzare. L’unica attenzione è di non farle cuocere troppo altrimenti si seccano. Pertanto devono risultare morbide e vaporose. Si rompe la quantità di uova necessaria (una a testa per i normali, due per i mangioni), si sbattono ma non troppo, si correggono di sale e si versano in un pentolino con un filo d’olio o con del burro caldi. Con un cucchiaio si cerca di rompere le uova ma è un’operazione che dura pochi secondi.

FRITTATA
Questa è una tecnica tutta mia, che ho elaborato nel corso degli anni. In realtà procedo come per le uova strapazzate, solo che a un certo punto, quando sono a metà cottura, spiano il composto in maniera che si rapprenda e si crei un disco unico, pochi secondi e poi la volto. L’aspetto non sarà bellissimo ma la frittata risulterà più soffice.

OCCHIO DI BUE
Risulta essere l’uovo per eccellenza. Il vecchio padellino di ferro è l’ideale. Procedo in questo modo: metto una piccola quantità d’olio al suo interno e lo faccio scaldare, rompo l’uovo e verso solo l’albume, conservo il tuorlo in una metà del guscio. Faccio cuocere e solo prima di spegnere metto il tuorlo sull’albume per fargli prendere un leggero calore.

Questi sono solo alcuni metodi di cottura, ce ne sarebbero altri ma se continuo rischio anche di farvi arrivare il colesterolo alle stelle.

Consumatori

Cosa Mangiare in Estate per Restare Leggere

Una tabella da seguire giorno per giorno per perdere peso mangiando insalate e cibi di stagione

Lunedì
Appena svegli:un bicchiere grande di acqua.
Colazione della mattina: caffè, caffè d’orzo o tè; una tazza di latte scremato o uno yogurt magro
4 biscotti secchi integrali, una tazza di fragole o di frutti di bosco
Spuntino a metà mattina(si può scambiare con quello del pomeriggio): una spremuta di agrumi (arance o pompelmo).
Pranzo: prima del pasto un bicchiere grande di acqua; 2 pomodori ripieni con riso (70 gr), mozzarelle ed erbe aromatiche, olio extravergine di oliva un cucchiaio.
Spuntino a metà pomeriggio: un frutto di stagione.
Cena: prima del pasto un bicchiere grande di acqua; melanzane o peperoni ripieni di carne macinata, uovo e parmigiano (impasto delle polpette) al pomodoro, due fettine di pane integrale, olio extravergine di oliva un cucchiaio.

Martedì
Appena svegli: un bicchiere grande di acqua.
Colazione della mattina: caffè, caffè d’orzo o tè, una tazza di latte scremato o uno yogurt magro
4 biscotti secchi integrali, una tazza di fragole o di frutti di bosco
Spuntino a metà mattina(si può scambiare con quello del pomeriggio): una spremuta di agrumi (arance o pompelmo) o, se si dispone di un estrattore tipo questo, un estratto di frutta e verdura.
Pranzo: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, pennette integrali (70 gr) con ricotta e pomodorini, insalata mista, olio extravergine di oliva un cucchiaio.
Spuntino a metà pomeriggio: un frutto di stagione.
Cena: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, insalata tiepida di polpo, zucchine e patate lesse (2 piccole), olio extravergine di oliva un cucchiaio.

Mercoledì
Appena svegli: un bicchiere grande di acqua.
Colazione della mattina: caffè, caffè d’orzo o tè, una tazza di latte scremato o uno yogurt magro
4 biscotti secchi integrali, una tazza di fragole o di frutti di bosco
Spuntino a metà mattina(si può scambiare con quello del pomeriggio): una spremuta di agrumi (arance o pompelmo).
Pranzo: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, un piatto raso di pasta (70 gr) e fagioli
insalata mista, olio extravergine di oliva un cucchiaio.
Spuntino a metà pomeriggio: un frutto di stagione.
Cena: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, un trancio di salmone cotto al vapore con patate (2 piccole) e timo, insalata mista, olio extravergine di oliva un cucchiaio.

Giovedì
Appena svegli: un bicchiere grande di acqua.
Colazione della mattina: caffè, caffè d’orzo o tè, una tazza di latte scremato o uno yogurt magro
4 biscotti secchi integrali, una tazza di fragole o di frutti di bosco
Spuntino a metà mattina(si può scambiare con quello del pomeriggio): una spremuta di agrumi (arance o pompelmo).
Pranzo: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, insalata di riso (70 gr) con tonno al naturale e piselli, olio extravergine di oliva un cucchiaio.
Spuntino a metà pomeriggio: un frutto di stagione.
Cena: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, frittata di pasta cotta al forno, insalata mista
olio extravergine di oliva un cucchiaio.

Venerdì
Appena svegli: un bicchiere grande di acqua.
Colazione della mattina: caffè, caffè d’orzo o tè, una tazza di latte scremato o uno yogurt magro
4 biscotti secchi integrali, una tazza di fragole o di frutti di bosco
Spuntino a metà mattina(si può scambiare con quello del pomeriggio): una spremuta di agrumi (arance o pompelmo).
Pranzo: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, zuppa di ceci e funghi con una fettina di pane integrale tostata e tagliata a cubetti, olio extravergine di oliva un cucchiaio.
Spuntino a metà pomeriggio: un frutto di stagione.
Cena: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, misto di insalate con pomodorini, formaggio primo sale a dadini, cipollina fresca e 2 fettine di pane integrale, tostate e tagliate a cubetti, olio extravergine di oliva un cucchiaio.

Sabato
Appena svegli: un bicchiere grande di acqua.
Colazione della mattina: caffè, caffè d’orzo o tè, una tazza di latte scremato o uno yogurt magro
4 biscotti secchi integrali, una tazza di fragole o di frutti di bosco
Spuntino a metà mattina(si può scambiare con quello del pomeriggio): una spremuta di agrumi (arance o pompelmo).
Pranzo: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, penne integrali (70 gr) con speck, zucchine e punte di asparagi, olio extravergine di oliva un cucchiaio.
Spuntino a metà pomeriggio: un frutto di stagione.
Cena: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, “casseruola”con bocconcini di tacchino, melanzane, peperoni, pomodori e una patata piccola, olio extravergine di oliva un cucchiaio.

Domenica
Appena svegli: un bicchiere grande di acqua.
Colazione della mattina: caffè, caffè d’orzo o tè, una tazza di latte scremato o uno yogurt magro
4 biscotti secchi integrali, una tazza di fragole o di frutti di bosco
Spuntino a metà mattina(si può scambiare con quello del pomeriggio): una spremuta di agrumi (arance o pompelmo).
Pranzo: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, misto di farro (70 gr), fagiolini e uova
olio extravergine di oliva un cucchiaio.
Spuntino a metà pomeriggio: un frutto di stagione.
Cena: prima del pasto un bicchiere grande di acqua, una pizza margherita al piatto, insalata mista, olio extravergine di oliva un cucchiaio.

Lavori Domestici

Come Pulire il Forno con Rimedi Naturali

Pulire il forno è faticosissimo e per questo motivo non lo facciamo ogni volta che lo usiamo.
In questo modo, schizzi e residui di cottura si incrostano sempre di più fino a rendere la pulizia davvero impossibile.

Un rimedio davvero semplice consiste nell’utilizzare un foglio di alluminio, sia per pulirlo che per proteggerlo. Infatti se volete mantenere la leccarda pulita, rendendola sempre disponibile per pizze, crostini o biscotti, avvolgetela in un foglio di alluminio e cambiatelo quando è sporco. Ma l’alluminio ci viene in aiuto anche per pulire tutto il forno, evitandoci la spesa e la tossicità dei prodotti specifici industriali, infatti è provato che le schiume e gli spray per la detersione del forno sono fra le sostanze più tossiche e inquinanti.
Ora togliete i ripiani del forno, accartocciate sommariamente un foglio di carta argentata per cucina e sfregatelo dappertutto, anche sulle griglie, insistendo sui punti critici come gli angoli e il portello di apertura tutto schizzato di unto, poi passate una spugnetta imbevuta di aceto per eliminare i residui di unto e cibo e rimetteteci le griglie pulite. Ecco che il forno splenderà come nuovo.

Se non avete la carta stagnola a portata di mano e se il forno è davvero in condizioni disastrose, potete ricorrere a un altro rimedio naturale per pulire e sgrassare il forno.
Fate una miscela di sale fino e aceto di vino bianco, mettetelo su una spugnetta pulita e strofinate su tutta la superficie. Lasciate agire qualche minuto poi pulite con un panno umido, levando tutti i residui. Il sale serve anche per assorbire eventuali liquidi caduti nel forno durante la cottura e poi rimuoverli.

L’ultimo rimedio piacerà soprattutto ai più pigri perché è il calore e il tempo ad attivare gli agenti detergenti che in questo caso sono semplicemente limone e bicarbonato di sodio, e mentre loro lavorano al posto vostro potete stare tranquillamente in panciolle per una mezz’oretta.
Prendete una teglia dai bordi alti e metteteci due tazze di acqua, il bicarbonato di sodio e il succo di quattro limoni. Infornate la teglia a temperatura bassa per circa mezz’ora per far sciogliere e colare tutto il grasso dalle pareti.
Spegnete il forno, fatelo appena intiepidire e inzuppate un panno nella miscela rimasta e continuate la pulizia. Per sgrassare il vostro forno ancora più a fondo, se sono rimaste delle incrostazioni visibili, strofinate le due metà di un limone direttamente sulle pareti del forno tiepido e poi passateci una spugnetta umida per sciacquare.

Lavori Domestici

Come Cuocere Cavoli Senza Odori

In questa guida spieghiamo come contrastare l’odore dei cavoli.

Come Cuocere Cavoli Senza Odori

Cavolfiori e cavoli non solo sono buonissimi ma hanno anche un altissimo valore nutritivo e sono gli ingredienti principali di tanti gustosi e confortanti piatti invernali, ma l’odore sgradevole che si spande per l’aria, spesso ci fa rinunciare a queste delizie dell’orto invernale. Per contrastare il cattivo odore, mettete due noci intere nell’acqua di cottura. Un altro metodo consiste nel bollire delle foglie di alloro insieme ai cavoli. Questo rimedio della nonna contro l’olezzo persistente che sprigionano i cavoli durante la cottura, si aggiunge ad altri rimedi più o meno efficaci. Provateli tutti e decidete quello che preferite.

Infatti per contrastare il cattivo odore si può mettere una foglia di alloro nell’acqua di cottura oppure mettere una fetta di pane inzuppato nell’aceto sul coperchio, la cui mollica assorbirà gli odori, o ancora, tuffare nell’acqua di cottura una patata sbucciata. Inoltre, per assorbire l’odore pungente del cavolfiore ed evitare che questo annerisca, provate ad aggiungere all’acqua di cottura un bicchiere con poco latte. Ne guadagnerà anche in sapore.

Come Togliere l’Odore di Cavolo Cotto dalla Casa

L’odore di cavolo cotto può persistere in casa dopo la cottura. Ecco alcuni suggerimenti su come eliminarlo o ridurlo:

Ventilazione: Il primo passo è sempre assicurarsi che la casa sia ben ventilata. Durante e dopo la cottura, apri le finestre, accendi il ventilatore del forno o utilizza un ventilatore elettrico per aiutare a disperdere l’odore.

Aceto bianco: L’aceto bianco è un ottimo deodorante naturale. Metti una ciotola di aceto bianco nella cucina per assorbire l’odore. Un’altra opzione è far bollire una pentola d’acqua con un po’ di aceto.

Limone: Il limone può aiutare a neutralizzare l’odore del cavolo. Puoi far bollire alcune fette di limone in una pentola d’acqua o semplicemente spremere il succo di un limone in una pentola d’acqua e farla bollire.

Bicarbonato di sodio: Il bicarbonato di sodio è un altro rimedio naturale per assorbire gli odori. Metti un po’ di bicarbonato di sodio in ciotole e posizionale in giro per la cucina e nelle altre stanze interessate.

Caffè: Il caffè ha proprietà naturali che assorbono gli odori. Metti del caffè macinato (non usato) in una ciotola o in un barattolo aperto e lascialo nella cucina.

Candele profumate o oli essenziali: Le candele profumate o gli oli essenziali possono anche aiutare a coprire e neutralizzare l’odore del cavolo cotto. Scegli un profumo che ti piace e accendi la candela o utilizza un diffusore di oli essenziali.

Pulizia: Pulisci la cucina dopo aver cucinato. Lavare i piatti, pulire le superfici di cottura e cambiare o pulire i filtri del cappa può aiutare a ridurre l’odore del cavolo cotto.

Ricorda, il modo migliore per gestire l’odore del cavolo è prevenire la sua formazione in primo luogo.

Fai da Te

Come Smaltare Vasca da Bagno

Un accessorio classico da inserire in un bagno di stile è senza dubbio la vasca da bagno stile anni venti. Lo smalto delle vasche è soggetto come ogni cosa ad usura e dato che rifare il bagno è decisamente costoso potete recuperare la vasca rinnovando semplicemente lo smalto. I costi e il tempo da dedicare di circa due o tre ore, sono facilmente sostenibili.

Come scegliere lo smalto per smaltare la vasca da bagno

Scegliere lo smalto giusto per rinnovare la tua vasca da bagno può essere un compito impegnativo. Ecco alcuni consigli utili per prendere la decisione giusta:

Tipo di smalto: Ci sono vari tipi di smalti disponibili sul mercato, compresi quelli a base di resina epossidica, uretanica o acrilica. Gli smalti a base di resina epossidica sono generalmente i più duraturi e resistenti all’usura, ma possono essere più difficili da applicare correttamente. Gli smalti a base di uretano o acrilico tendono ad essere più facili da utilizzare e possono offrire un aspetto più lucido, ma potrebbero non durare a lungo quanto quelli epossidici.

Colore: La maggior parte delle persone sceglie un colore bianco o crema per la loro vasca da bagno per mantenere un aspetto classico e pulito. Tuttavia, non esiste una regola fissa e puoi scegliere qualsiasi colore che si adatta al design del tuo bagno.

Compatibilità: Assicurati che lo smalto che scegli sia compatibile con il materiale della tua vasca da bagno. Alcuni smalti potrebbero non aderire bene a certi materiali.

Qualità: Cerca smalti di alta qualità per garantire un risultato duraturo. Gli smalti più economici potrebbero sembrare un buon affare, ma potrebbero non durare a lungo e potresti finire per dover ripetere il lavoro in futuro.

Come smaltare la vasca

La prima fase per smaltare la vostra vasca prevede la pulizia e la carteggiatura. Queste operazioni sono molto importanti perchè la vasca deve essere perfettamente pulita. Con una paglietta metallica passate l’anticalcare, risciacquate e pulite la vasca con il detergente. Risciacquate nuovamente ed asciugate con un panno o un asciugamani. Aspettate che la vasca sia del tutto ben asciutta.

Passate ora alla carteggiatura di tutta la superficie. Una volta finito questo passaggio risciacquate e passate il panno cattura polvere per eliminare definitivamente gli eventuali residui. La fase due riguarda la verniciatura. Con dello scotch di carta coprite bene tutte le parti vicine alla vasca che non dovranno essere verniciate. Miscelate in un barattolo a perdere le due componenti della vernice.

Verniciate le parti ampie in verticale ed il fondo della vasca con il rullo a pelo corto mentre per i bordi e le zone attorno ai rubinetti utilizzate il pennello. Ricordate che il pennello deve essere di larghezza media e ottima qualità per evitare la perdita di pelucchi che rimarrebbero attaccati alla vasca. Questo vi permetterà una maggiore precisione. Lasciate asciugare per ventiquattro ore. La vasca asciutta sarà a prova d’acqua e nuovamente lucida.